Nicki Minaj con Trump: "Sono la sua fan numero uno"

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L'incontro a New York segna l'appoggio pubblico della rapper al presidente in occasione del lancio dei "Trump account", i nuovi piani di risparmio per i minori. Minaj ha annunciato una donazione fino a 300 mila dollari per finanziare i conti dei suoi fan, mentre il Tesoro garantirà un versamento iniziale per ogni bambino nato tra il 2025 e il 2028

Nicki Minaj è scesa in campo al fianco di Donald Trump per tenere a battesimo i "Trump account", il nuovo sistema di risparmio nazionale per i giovanissimi. Invitata sul palco a New York come madrina dell'iniziativa, la rapper ha chiarito subito la sua posizione: “Sono la prima tifosa del presidente, ha molta forza dietro di lui e Dio lo protegge, amen”. La sua presenza serve a dare una spinta mediatica e finanziaria al progetto: Minaj ha infatti annunciato che verserà di tasca propria tra i 150.000 e i 300.000 dollari per alimentare i conti dei suoi seguaci più giovani. Secondo il New York Post, i primi a beneficiare di questa donazione saranno i "Barbz", i membri del suo fan club storico.

Risparmi per i bambini: come funzionano i conti 530A

Al centro dell'evento c'è un nuovo strumento finanziario. Trump ha presentato i "Sezione 530A" – ribattezzati subito 'Trump account' – conti pensati per chi ha meno di 18 anni. Il meccanismo è diretto: lo Stato mette il primo mattone. Ogni bambino nato tra il 2025 e il 2028 avrà un deposito iniziale di 1.000 dollari pagato dal Tesoro americano. Il conto resta sotto il controllo di un genitore o un tutore fino alla maggiore età. L'idea è quella di spingere le famiglie a mettere soldi da parte subito, legando il risparmio dei figli alle decisioni della Casa Bianca.

Wall Street raddoppia la posta

Il settore privato si è mosso subito. Una lista di giganti – da Bank of America a Intel, passando per BlackRock e Disney – ha annunciato che raddoppierà il contributo del governo. Per i figli dei dipendenti di queste aziende, il bonus di partenza sale a 2.000 dollari. Anche testate come il Financial Times seguono l'operazione: se da un lato c'è il sospetto della mossa elettorale, dall'altro si muovono miliardi verso il risparmio privato dei cittadini.

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