Primavera Sound 2024, da "Hyperdrama" al live a Barcellona: l'intervista ai Justice

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Valentina Clemente

Valentina Clemente

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Il loro ultimo album, Hyperdrama, pubblicato il 26 aprile, è il frutto di tre anni e mezzo di lavoro, idee, ore e ore passate in studio a creare. “Ma se l’abbiamo chiuso, vuol dire che siamo soddisfatti del nostro lavoro” dicono Gaspard Augé e Xavier de Rosnay. Li abbiamo incontrati al Primavera Sound, e ci hanno raccontato cosa significa, per loro, far parte di una corrente musicale nata e cresciuta in Francia, o meglio il French Touch, come loro stessi l’hanno definito. L'intervista dell'inviata a Barcellona

 

Mancano pochi minuti all’apertura dei cancelli del Primavera Sound 2024, e i Justice stanno già registrando alcune interviste con i principali media internazionali. È il primo pomeriggio ma il duo francese, che lo scorso mese ha colorato con la sua musica ben due notti del Coachella Festival, è già qui per raccontare quello che sarà il set della serata. Ma non solo. Perché c’è un album, attesissimo, uscito il 26 aprile, un progetto che arriva a otto anni dal precedente. E a cui Gaspard e Xavier sono particolarmente legati, proprio perché l’hanno modellato fino all’ultimo istante. Il risultato è più che soddisfacente: “L’abbiamo pubblicato, e per noi è perfetto così. Altrimenti avremmo continuato a lavorarci” ci raccontano.

Hyperdrama, le influenze musicali e le collaborazioni

Tredici tracce, in cui spiccano collaborazioni con Tame Impala, Miguel, Thundercat, Connan Mockasin, Rimon e The Flints, e che hanno già avuto modo di portare dal vivo nel loro World Tour, che toccherà l’Italia solo per una data, il 14 giugno al Nameless Festival. "La musica dal vivo ci rappresenta al meglio, e ci consente di testare la sua potenza, tra la gente. Ed è quello che faremo nei prossimi mesi" racconta il duo.

"Quando arriviamo in studio abbiamo un'idea chiara di quello che vogliamo fare"

"Quali sono le nostre influenze musicali? Siamo noi, sì proprio noi. Quello che abbiamo sempre ascoltato, e continuiamo ad ascoltare, ovvero molta musica francese, ma anche disco music e rock & roll, musica classica. Siamo tante cose, e con tante sfumature. E quando arriviamo in studio abbiamo sempre un’idea ben chiara in mente, anche se sappiamo che potrà cambiare ed evolvere in qualcosa di nuovo. Al nostro ultimo album, Hyperdrama, abbiamo lavorato senza sosta per tre anni e mezzo…ma il risultato finale è molto vicino all’idea che avevamo all’inizio, quando siamo entrati in studio. E poi abbiamo scelto di includere alcune collaborazioni con artisti che ci piacciono, e con cui avevamo voglia di lavorare da tempo, e questo è il risultato" aggiungono soddisfatti.

 

 

MADRID, SPAIN - MAY 25: Robin Coudert, Thomas Mars and Deck d'Arcy of Phoenix perform in concert during Tomavistas Festival on May 25, 2024 in Madrid, Spain. (Photo by Mariano Regidor/Redferns)

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"Uno dei complimenti più belli ricevuti su Hyperdrama? È un album sexy!"

Con Gaspard e Xavier parliamo di come questo nuovo album è stato accolto, e mi raccontano che hanno ricevuto molti commenti positivi. Uno dei più belli: Hyperdrama è un album sexy. “Non ci avevamo mai pensato, o meglio: non è certo l’aggettivo che avevamo in mente quando abbiamo iniziato a lavorare al progetto. Ma è sicuramente qualcosa che ci rispecchia molto, e rispecchia quello che abbiamo creato”, ammettono. La nostra conversazione poi passa sulla scuola musicale che in Francia si è creata negli ultimi anni: penso a Jean-Michel Jarre, Daft Punk, Phoenix, Air. E chiedo loro come ci si sente a far parte di un gruppo così importante: “Da un lato è molto interessante sapere di essere in un contesto così ricco di cultura musicale. Allo stesso tempo, però, è importante ricordare che nessuno di noi emula gli altri: facciamo la musica che ci piace, e l’idea di aver dato inizio a un movimento, o meglio un French touch, ci rende sicuramente molto felici”, aggiungono.

D.A.N.C.E!

È quasi il tempo di lasciarci, nel frattempo continuano a passare persone davanti allo spazio dove ci troviamo e loro sorridono e scattano selfie, senza mai dire di no a nessuno. Prima di salutarci, mi parlano della loro identità come musicisti, e ci tengono a sottolineare una cosa: “Siamo fedeli alle nostre emozioni, prima di ogni cosa. Abbiamo tante influenze musicali, ma per noi la musica deve essere nel posto giusto. E le emozioni che ci regala non sono descrivibili. Il nostro live è una festa, venite a vederci!” Ci salutiamo così, con l’idea che no, ad un set come quello dei Justice, non si può mancare. Alla fine ce lo insegnano loro: D.A.N.C.E!

 

 

Progetto senza titolo - 10

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