Il brano racconta la tensione della Generazione Z tra il desiderio di autonomia e le aspettative sociali
IL VIDEO E' INTRODOTTO DA UN TESTO ORIGINALE DELL'ARTISTA
“In Bilico”, il mio nuovo singolo, è un brano a cui tengo moltissimo perché racconta la tensione della Generazione Z, la mia generazione, tra il desiderio di autonomia e le aspettative sociali. Prodotta da Andrea Castelli, questa traccia la considero un vero e proprio viaggio emotivo nell'attualità del nostro Paese, una narrazione dell'esperienza collettiva italiana che cattura l'essenza di una società costantemente “In Bilico” tra sogni e concretezza. L’ho scritta partendo da uno scenario interiore che penso possa risuonare con chiunque si sia mai trovato a fare i conti con decisioni di vita difficili e con il peso del giudizio, delle strade già tracciate; è un’intensa riflessione sull'equilibrio tra aspirazioni personali ed esigenze pragmatiche.
Il testo del brano si concentra sulle sfumature di paura e ambizione, esplorando temi come la lotta per l'identità e il successo in un mondo in cui le opportunità possono sembrare elusive. Nella frase "passato nella mente, futuro alle spalle", per esempio, apro una finestra interiore sulle inquietudini mie e dei miei coetanei, utilizzando parole capaci di esprimere un senso di stallo, quella sensazione di impasse in cui i ricordi di ciò che è stato persistono, mentre i passi da compiere avanzano su un orizzonte sfuggente e sempre più incerto. Ma in questo singolo punto i riflettori anche sulla "paura di arrivare" e su quell’invisibile ma importantissima "linea sottile di fama e di fame" in cui si riflette la lotta per l'identità e il successo in un mondo dove le opportunità, soprattutto per noi giovani, sembrano sempre più sfumate. Ho cercato di raffigurare quello che sentivo dentro di me, il conflitto tra il perseguire la propria passione e l’adattarsi ad una realtà spesso meno accogliente. Attraverso il ritornello, infine, ho voluto raccontare il desiderio di resistere a un destino imposto per cercare la mia autenticità. Infatti canto "Maneggiata a vita, ma che vita sarà? Non mi va, no non mi va", un grido di ribellione contro un destino preconfezionato, perché ho sempre rifiutato l'idea di una vita diretta da forze esterne.
Diciamo che questo brano è il mio inno alla libertà personale e alla resistenza contro le pressioni di un mondo all’interno del quale, molto spesso, non mi sono sentita accolta, capita, accettata. Il videoclip ufficiale che accompagna la canzone, realizzato da Chiara Bettiga e Mirko Salvagnin e montato da Goldeneye shooting, è ambientato nella surreale città abbandonata di Consonno, la celebre “città fantasma” della Brianza. Questa location, sospesa tra le sue intrinseche bellezze naturali e lo stato di desolazione dovuto all'eccesso di fama e successo dell’imprenditore piemontese Mario Bagno, è subito diventata una metafora visiva dell'instabilità e dell'abbandono, dove io mi muovo tra le rovine come simbolo della battaglia alle avversità. La pioggia che cade nel video, aggiunge un ulteriore livello di simbolismo, rappresentando l’oppressione, ma al tempo stesso la catarsi e la rinascita che generano le sfide e i conflitti interni.
Sono molto soddisfatta del risultato finale e spero che questo progetto possa arrivare anche a voi, facendovi riflettere. “In Bilico” è uno specchio dei tempi che viviamo, una finestra sulle speranze e le paure di una generazione, e un ponte verso un futuro in cui l'autenticità, la resilienza e l’autodeterminazione spero possano essere al centro della narrativa artistica.