Taylor Swift in tribunale per Shake it off: "I testi sono stati scritti interamente da me"

Musica

Camilla Sernagiotto

©Getty

La popstar è stata citata in giudizio dagli autori di “Playas Gon’ Play” (brano del 2000) delle 3LW. L'accusano di aver violato il copyright dei testi con la sua "Shake it off” (del 2014). Swift si difende dicendo che i testi sono stati scritti totalmente da lei. Così si è espressa così in una dichiarazione giurata presentata lunedì: "Finché non ho appreso della richiesta dei querelanti nel 2017, non avevo mai sentito la canzone Playas Gon' Play e non avevo mai sentito parlare di quella canzone o del gruppo 3LW”

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Taylor Swift è stata ascoltata in tribunale per l'accusa di plagio che gli autori del brano datato 2000 intitolato “Playas Gon’ Play” delle 3LW hanno mosso alla popstar. I suddetti autori (che si chiamano Sean Hall e Nathan Butler) sostengono che la cantautrice statunitense non abbia rispettato il copyright dei testi del loro pezzo, copiandone un verso nella sua hit del 2014 "Shake it off”, singolo apripista del suo quinto album in studio, ossia 1989.


Dal canto suo, Swift si è difesa a spada tratta, dicendo che i testi sono stati scritti totalmente da lei. La star si è espressa con le seguenti parole in una dichiarazione giurata presentata lunedì in tribunale: "Fino a quando non ho appreso della richiesta dei querelanti nel 2017, non avevo mai sentito la canzone Playas Gon' Play e non avevo mai sentito parlare di quella canzone o del gruppo 3LW”,.

La star si è difesa dicendo di essere l'unica autrice del suo successo del 2014, ribattendo in questo modo alla causa che insinua che la diva abbia plagiato volontariamente i testi della canzone uscita nel 2000, quella del gruppo femminile 3LW appunto.

"I testi di Shake It Off sono stati scritti interamente da me", ha affermato Swift nella sua dichiarazione giurata lo scorso 8 agosto. "Fino a quando non ho appreso della richiesta dei querelanti nel 2017, non avevo mai sentito la canzone ‘Playas Gon' Play’ e non avevo mai sentito parlare di quella canzone o del gruppo 3LW".

 

Se non vi viene in mente la canzone "Playas Gon' Play" delle 3LW, ve la proponiamo nel videoclip ufficiale che trovate in fondo a questo articolo (che dopo questa accusa alla famosissima Taylor Swift, attualmente conta oltre 15 milioni di visualizzazioni su YouTube).

La causa per copyright intentata nel 2017

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Gli autori di “Playas Gon' Play”, Sean Hall e Nathan Butler, hanno intentato la causa per copyright nel 2017, citando somiglianze con il pezzo di Swift per le due frasi "playas gonna play" e "haters gonna hate”.

L’accusa è stata respinta nel 2018, con un giudice che allora commentò che i testi erano "troppo banali" per essere copiati. Tuttavia una richiesta d'appello fatta nel 2021 ha fatto riaprire il caso, e stavolta la commissione d'appello la pensa diversamente rispetto al primo giudice che aveva liquidato il tutto un po' come se fossero scaramucce da asilo Mariuccia, per dire.

La richiesta di Swift di archiviare il caso è stata rifiutata  

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A dicembre 2021 un giudice ha rifiutato la richiesta di Swift di archiviare il caso, citando "somiglianze oggettive sufficienti" tra le due canzoni perché spettasse a una giuria risolvere la questione.

"I nostri clienti si stanno finalmente avvicinando alla giustizia che meritano così tanto”, ha detto lo scorso dicembre l’avvocato dell’accusa, Marina Bogorad. “L’opinione (di questo giudice, ndr)… è particolarmente gratificante per loro perché rafforza l'idea che la loro creatività ed espressione unica non possano essere sottratte indebitamente senza alcuna punizione”, ha aggiunto il legale dopo che il giudice aveva rifiutato di archiviare il caso, come richiesto da Taylor Swift.

Le parole di Taylor Swift

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Nella sua mozione, la popstar ha dichiarato che nello scrivere i testi avrebbe attinto in parte "alle esperienze della mia vita e, in particolare, all'incessante controllo pubblico della mia vita personale, alla segnalazione di 'clickbait', alla manipolazione pubblica e ad altre forme di critica personale negativa che ho imparato a dover scrollarmi di dosso per concentrarmi sulla mia musica”, queste le parole di Swift.

Dopo aver esordito come artista country, la cantautrice statunitense è diventata una popstar mainstream non appena è uscito il suo album del 2012, intitolato “Red”, che ha “portato con sé un'intensa speculazione scandalistica sulla sua vita personale e romantica”, come sottolinea la giornalista inglese Laura Snapes su un recente articolo apparso sul Guardian.

Nella sua dichiarazione giurata, Taylor Swift continua dicendo: "Con Shake It Off, volevo fornire un approccio comico e stimolante per aiutare le persone a sentirsi meglio riguardo alle critiche negative attraverso la musica, la danza e l'indipendenza personale che consenta di scrollarsi di dosso le critiche negative".

Swift dice che si tratta di "frasi di uso comune"

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I testi traevano ispirazione anche da quelle che lei chiamava "frasi e commenti di uso comune ascoltati" nel corso della sua vita, inclusi "i giocatori giocheranno" e "gli odiatori odieranno" (ossia “playas gonna play” e “haters gonna hate”, nell’originale in inglese) la cui consapevolezza risaliva ai suoi giorni a scuola.

Ha negato la possibilità di aver ascoltato la canzone 3LW (“che ha raggiunto l'81esimo posto nelle classifiche di Billboard negli Stati Uniti”, come sottolinea il quotidiano britannico The Guardian, senza nulla voler insinuare ma a onor di cronaca: parliamo di un brano che nei primi anni Duemila era popolare in USA). 

Ma l'artista spiega in questo modo l'eventualità di non conoscere quella hit: ha affermato che i suoi genitori non le hanno permesso di guardare Total Request Live di MTV fino a quando non aveva "circa 13 anni”. La hit delle 3LW è apparsa per la prima volta in un album nel 2000, quando Swift aveva 10 anni. Deduzioni da Signora in Giallo, insomma.  

La testimonianza della madre di Taylor Swift

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Anche sua madre, Andrea Swift, ha presentato una dichiarazione in cui afferma di "monitorare attentamente sia la televisione che [Swift] guardava sia la musica che ascoltava", nonché il computer di casa condiviso. "Da giovane Taylor non andava ai pigiama party a casa di amici perché abbiamo vissuto in una fattoria fino a quando lei aveva 10 anni e ho sempre preferito che gli amici venissero a casa nostra”, ha aggiunto la madre della popstar.

Nella nuova mozione l'avvocato di Swift, Peter Anderson, ha scritto: "Sfortunatamente, non è insolito che una canzone di successo venga accolta da parte di contendenti che sperano in un colpo inaspettato sulla base delle deboli affermazioni che la loro stessa canzone è stata copiata. Ma anche in questo contesto, l'affermazione dei querelanti risulta particolarmente infondata".

Le parole dei querelanti, gli autori di “Playas Gon’ Play” delle 3LW

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I querelanti, Sean Hall e Nathan Butler, fanno sapere in una dichiarazione: “Questo è il quarto tentativo degli imputati di far sparire queste affermazioni, quindi gli imputati li etichettano come anelli privi di fondamento a questo punto. […] La legge non crede alle pure coincidenze, soprattutto dove, come qui, le due opere sono così sorprendentemente simili che la negazione dell'accesso da parte della signora Taylor non fa alcuna differenza per il risultato”.

E concludono dicendo (e augurandosi) quanto segue: “Noi querelanti siamo fiduciosi che ci siano abbondanti questioni fattuali per le loro affermazioni per raggiungere la giuria, poiché non spetta alla corte soppesare problemi di credibilità o incoronare il vincitore nella battaglia degli esperti".

 

Potete ascoltare la canzone "Playas Gon' Play" delle 3LW nel videoclip ufficiale che trovate di seguito (che dopo questa accusa alla famosissima Taylor Swift, attualmente conta oltre 15 milioni di visualizzazioni su YouTube). Per par condicio, vi proponiamo anche la canzone "incriminata" di Taylor Swift (che, a prescindere da questa accusa, vanta oltre 3 miliardi di visualizzazioni).

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