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Chiara Vidonis, scatena La Fame che ci rende esseri umani migliori

Musica

Fabrizio Basso

Credit Damiano Tommasi

Otto tracce che riportano la cantautrice triestina al centro della scena indipendente italiana, dopo l'esordio nel 2015 con Tutto il resto non so dove. L'INTERVISTA

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La fame è quel sommovimento interiore che ci fa sempre guardare e andare avanti. La fame è istinto, è vita. Chiara Vidonis, artista triestina di raffinata scrittura, ha intitolato proprio così, La Fame, il suo secondo album, che arriva sette anni dopo il fulminante esordio Tutto il Resto non so Dove. Attraverso otto canzoni, parla di quello che ci muove o che dovrebbe muoverci, come esseri umani.

Chiara partiamo dalla storia del disco e quando hai avuto la percezione che le otto tracce avessero un filo comune?
Me la sono presa con gran calma, il primo disco come sai è del 2015, il secondo è di ora. Avevo voglia di pezzi sinceri su di me e le mie debolezze di essere umano. La Fame è contrasto tra quella bassa del fisico e quella più alta del cuore e dell’anima. Ho capito che c’era un filo conduttore, un concetto anche introspettivo per diventare un essere umano sempre migliore.
Quanto la Trieste mitteleuropea incide sulla tua arte?
Ho vissuto dieci anni a Roma e uno a Milano ma tendevo sempre a tornare verso casa. Non sono cittadina del mondo, sono molto legata a Trieste. La Mia Debolezza ha un richiamo netto a Trieste, parla di due persone che devono abbattere i confini davanti a un mare di confine. Nel mio golfo i mari si mescolano non hanno confini. Inseguo il fluido nel nostro stare mondo.
La Mia Debolezza mette, appunto, subito in chiaro la centralità dell’essere umano: è stato complesso riesumarlo dal mondo social che lo ha fagocitato? Che poi è quello che tu descrivi ne L’Inizio.
Sia questo, che apre l'album, sia Era Meglio quando non capivo niente, che lo chiude, mettono a nudo le mia debolezze. Me ne sono resa conto quando ho capito quali erano i pezzi col comune filo conduttore. Ma la debolezza che io canto è forza. Sui social appariamo sempre vincenti anche nella debolezza, ci sono standard che vanno rispettati: ora si parla di prendersi cura della salute mentale, ed è fantastico, ma sui social passa per l’esaltazione dell’ego. Vorrei che la debolezza fosse rendersi conto di esseri umani.
La Mia Fame perché ha una posizione centrale? Io la avrei vista meglio come incipit o come epilogo.
Contrariamente alla canzone, il titolo dell'album non ha il pronome "mio" perché non mi interessa la mia visione. La fame va controllata e assaporata e non deve diventare una droga. E' nutrimento.
E’ più complesso per gli altri sopportarti o per te perdonarti?
Con gli altri posso fingere per me perdonarmi è più complesso.
Il mondo migliore è come l’orizzonte che si sposta sempre oppure è un luogo dell’anima ma vero?
Un luogo dell’anima ma anche un orizzonte. Noi siamo sempre in movimento, ne parlo in Lontano da Me. Sono un po’ rigida verso di me, vorrei essere più fluida. Ogni volta che siamo stretti in una condizione dobbiamo poter cambiare idea senza sentirci dei falliti.
Il concetto del fidarsi, del fidati di me compare più volte: di chi ti fidi?
C’è un senso di diffidenza ma tendo a fidarmi e sono sempre stata ripagata della fiducia.
Basta che mi racconti un amore possibile: siamo così concentrati a cercare l’impossibile che non viviamo la quotidianità?
Dobbiamo tenere conto della nostra felicità. Ti stai allontandando da me, va bene, ne prendo atto purché tu abbia in mente un altro amore possibile perché è quello che fa stare bene.
Quando è l’ultima volta che la notte ti ha portato consiglio? E in alternativa meglio il sonno o il sogno?
La frase che citi risale a un periodo in cui dormivo e non sognavo. Mi interessava dormire. Sono una dormigliona, vado a letto presto e mi alzo presto. Qualche giorno fa ho sognato una persona che cantava e ho segnato subito la nota vocale. Mi sono riaddormentata con in mente un capolavoro e poi quando lo ho ripreso era inascoltabile. Dunque ti dico che preferisco il sonno.
Io sapevo quel poco che sapevo ma non mi mancava niente: è una tecnica di autodifesa?
La consapevolezza è una cosa buona ma non è detto che ci faccia sempre stare bene. Come una sberla intesa nell'accezione di datti una svegliata. Spesso non siamo pronti ad accogliere una verità. A volte meglio i contorni delle cose…è il pezzo più sincero, lo ho scritto d’un fiato in dieci minuti.
Ti ho detto che manca qualcosa al mio tempo: possiamo dire che hai colmato la lacuna?
Mai, non si riempie mai. Ci sarà sempre qualcosa che mi manca.
La tua fame è in crescita o in calo?
In crescita perché il disco è uscito e scatena stimoli da fame positiva.
Che accadrà in estate?
Tra luglio e agosto ci saranno concerti. Ho le corde vocali in ripresa dopo un problema. Sui social si troveranno tutte le informazioni. Sarà un live in trio con un po’ di elettronica e per la prima volta suonerò il basso.