Sanremo, Irama: "Ovunque sarai riflette un mio periodo difficile"

Musica

Sabrina Rappoli

"Per scrivere il mio brano mi sono un po' isolato, l'ho fatto senza orpelli né giri di parole". Così Filippo Maria Fanti, questo il vero nome di Irama, racconta a Sky TG24 la nascita del suo brano sanremese

“Ho scritto questa canzone pensando a una persona che non c’è più”, racconta Irama, a proposito di Ovunque sarai, il brano col quale è in gara alla 72^ edizione del Festival di Sanremo (IL LIVE - LO SPECIALE). “Ero in Salento con alcuni musicisti amici, ci eravamo ritrovati per fare musica, ma era un periodo per me difficile e facevo fatica anche a scrivere parole. Così ho deciso di isolarmi un po’ dal gruppo e di mettermi sul tetto a vedere il cielo, il mare e senza tanti orpelli e giri di parole ho cercato di scrivere su questa persona quello che pensavo, quello che provavo”, dice Filippo Maria Fanti, questo il vero nome di Irama. “Mi piacerebbe che questo brano fosse non soltanto sentito, ma ascoltato davvero dalle persone”, confessa.

Al Festival dobbiamo portare spensieratezza e magia

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L’artista, come tutti quelli presenti al Festival quest’anno, vive le sue giornate chiuso in hotel per evitare eventuali contagi, salvo i brevi momenti nei quali si reca all’Ariston per cantare. “Non c’è niente di normale, la situazione è quella che è, la normalità me la ricordo ben diversa. Sicuramente ci stiamo avvicinando – o almeno sembra – all’uscita del tunnel. La nostra missione al Festival è quella di portare spensieratezza e magia nelle case degli italiani. Ciò che conta è l’emozione e che ci sia magia con la musica che va avanti”.

LA PANDEMIA DOBBIAMO METABOLIZZARLA

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“Raccontare la pandemia è difficile, ci stiamo ancora troppo dentro, dobbiamo metabolizzarla, magari tra qualche tempo avremo una visione più distaccata di questo periodo e sarà più facile raccontarlo”, dice Filippo.

HO SCELTO GRIGNANI PERCHÉ IL SUO BRANO È UN CULT

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La scelta di Irama per la serata delle cover è caduta sulla canzone di Gianluca Grignani La mia storia tra le dita, perché, dice, “è un cult e lui è una rockstar. La canzone è un cult anche nel mondo latino e il suo è un mondo che mi è famigliare. Sposava quello che dico, quello che provo, dolcezza ed emotività nelle parole, questa immagine un po’ più turbolenta e meno pura; mi ci sono rivisto molto, in tante cose; sono contento di salire sul palco con lui”, confessa Irama.

Filippo è restio a pronosticare un nome per la vittoria del Festival: “Sul palco ci sono tanti amici e per me è difficile. Ciò che importa è la competizione sana e cercare di alzare sempre più il livello”, sottolinea.

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