Sanremo 2022, Fabrizio Moro rende speciale il buongiorno con Sei Tu

Musica

Fabrizio Basso

Dopo le vittorie nel 2007 tra le Nuove Proposte con il brano Pensa e nel 2018 tra i big con Non mi avete fatto niente in coppia con Ermal Meta, l'artista romano torna all'Ariston in gara con un brano intenso e cantautorale. Venerdì 4 esce l'album La mia Voce e dal 7 al cinema Ghiaccio, film che lo vede come regista insieme ad Alessio De Leonardis. L'INTERVISTA

Un febbraio 2022 pazzesco per Fabrizio Moro: da una parte la musica con il ritorno sul palco dell'Ariston (IL LIVELO SPECIALE SANREMO) col brano Sei tu (IL TESTO) e l’uscita del nuovo album di inediti La mia Voce, e dall'altra il cinema, con l'esordio alla regia, insieme ad Alessio De Leonardis, del film Ghiaccio (una produzione La Casa Rossa con Tenderstories in collaborazione con Vision Distribution, in associazione con l'Università Telematica San Raffaele Roma, in collaborazione con SKY e in collaborazione con RTI, distribuito da Vision Distribution). Il brano sanremese ha una dedica speciale, è per una persona che lo ha liberato dai mostri interiori. Sei Tu è una grande canzone d'amore cantautorale, con parole dosate col bilancino e folate di emozioni che ti bbracciano e scaldano.

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Tutti gli ospiti del Festival di Sanremo 2022, serata per serata. FOTO

Quando hai maturato l’idea di partecipare al festival e perché hai scelto Sei Tu?
L’idea è fiorita a fine estate mentre stavo preparando l'album. La canzone nasce durante la scrittura di Ghiaccio. Da anni ci pensavo ma mai ho trovato una parentesi temporale abbastanza lunga finché l'interruzione dei live mi ha permesso di dedicarmi al progetto cinematografico. Durante i live c’erano momenti durante le pause che mi immaginavo nuove canzoni, con la gente diventa tutto più fotografico. Mentre scrivevo a casa immaginavo un inciso o il riff di chitarra davanti al pubblico, il film mi ha sbloccato!
In occasione dei pre-ascolti ti ho definito l’alfiere della musica d’autore al Festival: ne sei consapevole?
In realtà non mi ritrovo al Festival come ambiente. La performance è il momento meno faticoso. Il green carpet mi mette a disagio, sul palco mi sento protetto; per me la musica è veicolo di comunicazione. Amadeus ha fatto bel lavoro, vuole puntare sulle canzoni e non sui nomi e questo mi è piaciuto, vedrete una bella competizione e sono felice di essere parte di questo cast. Per tutti noi è una rinascita.
Emoziona ridare valore e dignità alla parola buongiorno? Serve davvero una forza incredibile per pronunciarla?
E’ come se volessi dire che ci vuole tanta forza interiore per trovare la speranza ogni mattina. E’ mettere i piedi giù dal letto e sapere ciò che vuoi.

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I cantanti di Sanremo 2022, Fabrizio Moro sul palco con Sei tu. FOTO

Si è accorciata la distanza tra te e l’universo?
Dipende dai momenti, ora che faccio ciò che amo sono carico e ti dico che si è accorciata. La distanza è più ampia quando non completo i miei sogni e non mi impongo con le mie idee.
La tua rabbia è ancora in affitto oppure sei riuscito a venderla?
Ho imparato a canalizzarla in maniera diversa. A volte è stata una zappata sui piedi, non riuscivo a gestirla. Quando ho raccolto risultati importanti si è assottigliata e ora la canalizzo in modo positivo.
Come è andata con le prove con l’Orchestra? Sul palco sarai rock o più morbido?
Credo di essere sempre lo stesso. Non è cambiato il mio modo di approcciarmi al palco. Gestisco diversamente me, ma è un mestiere che impari col tempo. Come tutti i mestieri perché fare musica lo è.
Cosa ci dobbiamo aspettare da La Mia Voce?
Uno show senza limiti né restrizioni. Che condensa tutta l’energia rimasta sospesa nei due anni di pandemia. Ha una cellula primoridiale che lo predispone già per essere presentato dal vivo.

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Ghiaccio, al cinema il film di Fabrizio Moro e Alessio De Leonardis

Sempre più musicisti si concedono al cinema, in varie forme: quando e come è nato il progetto Ghiaccio? Sei un amante del pugilato?
Mio nonno era un pugile e da piccolino mi svegliava la notte, anche se la mattina dovevo andare a scuola, per vedere gli incontri a Las Vegas. Non sono mai salito su un ring ma ho fatto pre-pugilistica e tutti quelli che ho conosciuto sono uomini straordinari con tanta poesia negli occhi. La boxe rappresenta al meglio il combattimento della vita, il pugile è un combattente sempre e lo fa da solo, è una disciplina individuale. Serve tanto coraggio. Prima della pandemia ho tenuto un concerto al Forum di Assago a Milano. Sono arrivato il giorno prima e c'erano dei match di pugilato. Ho visto pugili entrare in scena con la musica di rapper famosi, poi è apparso un piccoletto napoletano accompagnato da una canzone di Mario Merola: il suo avversario è un gigante, lui lo riempie di pugni ma perde ai punti. Chiedo di incontrarlo e così conosco Mirko Valentino: me lo sono portato sul palco come ospite, e la gente si è emozionata. Poi ho telefonato ad Alessio De Leonardis e gli ho detto che ho trovato l'antagonista per il nostro film e infatti Mirko recita in Ghiaccio.
Consideri Ghiaccio una parentesi o un’altra modalità per raccontare l’arte?
Mi ha portato in una dimensione altra, sono cresciuto umanamente. All’inizio ho percepito la sfiducia del gruppo di lavoro arrivando io dal mondo della musica. Piano piano ho conquistato tutti e ora spero di conquistare anche il pubblico. Non sarà una parentesi.
Con Sei Tu e Ghiaccio declini l’amore lontano dai social, quello fatto di parole e sguardi: è difficile oggi cantare l’amore?
Serve coraggio, ho raccontato di amori malati e sofferti e dannati, questa è una dedica pura e dunque devi aprirti.
Venerdì sarai da solo e proporrai Uomini Soli dei Pooh: come hai maturato entrambe le scelte?
E' una delle più belle canzoni della nostra storia. La ho scelta perché quando ero adolescente la cantavo ai matrimoni ed era sempre il bis, insomma porto il compito fatto a casa.
Chi ti vestirà?
Philipp Plein, uno stilista bavarese. Mi sono sempre affidato al mio gusto, stavolta ho guardato altrove.
Sanremo, album, film: dopo che accadrà? Pensi al tour?
Il tour è la sola cosa su cui ragiono, è la cosa più prepotente. Sono pronto ma vediamo che dicono i decreti

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