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Renato Carosone, le 6 canzoni più famose: da Torero a Maruzzella

Musica

Fabrizio Basso

Ha preso la tarantella e l'ha shakerata con jazz e ritmi africani e americani creando uno stile che ancora oggi porta il suo nome. I suoi brani sono suonati in tutto il mondo e molti di loro sono pietre angolari della storia della canzone (e non solo napoletana). Il film sulla storia dell'artista è basato sul libro Carosonissimo di Federico Vacalebre (GUARDA LA GALLERY DEL CAST)

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Torero

Un viaggio nel mondo dei sogni fatui. Di quelli che non piacciono ai genitori che ti sognano col posto sicuro. Ma il giovane idealista vuole fare il torero e andare Santa Fe e Ollivud. Porta il sombrero e le nacchere e le basette lunghe alla sudamericana. Dunque più che un sognatore è una caricatura di sé stesso al punto che neanche la fidanzata lo vuole più. La cosa migliore è spogliarsi dell'idea di essere un torero e tornare bello 'e mammà!

Caravan Petrol

Sonorità arabeggianti introdotte dal recitativo di Gegè Di Giacomo. Il brano è del 1958 e segue, sul filo dell'ironia, la vita di un cercatore di oro nero nel Golfo di Napoli. Nel 1960 il regista Mario Amendola ne fa un film che vede la partecipazione, nel ruolo di se stessi, di Carosone e del suo sestetto.

Tu vuò fà l'americano

La canzone è del 1956 ma se ci pensiamo un attimo è molto contemporanea perché il nodo centrale è la dipendenza economica dai genitori. Certo sono diversi i motivi per cui non ci si riesce (o non si vuole) ad affrancare dalla famiglia ma la linea sottile di pensiero è la medesima. Qui abbiamo un ragazzo che si pavoneggia per via Toledo con atteggiamenti americani: Tu abball' o' rock'n'roll/Tu gioch' a baseball/Ma 'e sorde p' è Camel/Chi te li dà/La borsetta di mammà. Musicalmente è un boogie woogie con influenze jazz  e swing.

'O sarracino

Siamo nel 1958 e le donne napoletane immaginano un signore orientale che sbarca nella loro città e le ammalia col suo fascino esotico. Questa l'idea di partenza ma in corso d'opera prevale l'ironia e 'o sarracino diventa lo sbruffone del lungomare, guascone e sciupafemmine. E' tra i brani del maestro Carosone è dei più reinterpretati.

Maruzzella

Un ritmo dimenticato, il Beguine, è l'asse portante di questa canzone d'amore. In napoletano è il vezzeggiativo di Maria o Marisa. La leggenda narra che Carosone la abbia scritta per sua moglie Italia Levidi: T'hê miso dint'a ll'uocchie 'o mare...Stu core mme faje sbattere. Nel 1956 è stato fatto un film, con lo stesso titolo: protagonista femminile la bellissima Marisa Allasio.

Pigliate 'na pastiglia

Basterà una pastiglia per curare il mal d'amore? La notte non è mai troppo piccolina per chi soffre d'insonnia, per chi gira per i vicoli di Napoli e sente una persiana che sbatte e vede una gatta che si mangia una sarda abbandonata in un angolo. Il brano è del 1957 e ha delle pennellate di modernità: basti pensare al verso la vecchia camomilla ha dato il posto/Alle palline 'e glicerofosfato/Bromotelevisionato, grammi zero, zero, tre. Il potere curativo di una pastiglia può essere anche solo sonoro.