Oscar 2021, Laura Pausini: "Dedico la nomination a mio papà"

Musica

Fabrizio Basso

L'artista romagnola, candidata con Io Sì nella categoria Miglior Canzone Originale, si prepara a vivere una delle notti più importanti della sua vita con un pensiero speciale. Se ci sarà la giusta occasione si dice pronta per condurre il Festival di Sanremo ma al momento il suo desiderio è tornare a fare musica

Commossa fino alle lacrime. Laura Pausini dedica la candidatura per la Miglior Canzone Originale agli Oscar 2021 a suo papà Fabrizio. E lo fa senza trattenere il pianto. Con Io Sì ha già vinto il Golden Globe e ora punta alla statuetta più importante della stora del cinema.

Laura come hai accolto la Nomination?
Arriva in un momento contrastante della vita, penso a quello che stiamo attraversando. Personalmente spero che ne siano felici tutti gli italiani, anche quelli che non amano la mia musica. Da quando ho vinto Saremo, 28 anni fa, mi chiedo perché io ma è anche nato in me il desiderio di non accontentarmi. Come un atleta cerco di fare il meglio che posso, anche se a volte ho sbagliato.
A forza di non accontentarti sei arrivata all’Academy.
Golden Globe e Nomination sono cose talmente grandi rispetto ai sogni che diventano una sfida con me stessa. Ogni volta che taglio un traguardo per me è già ricominciare. Sono una donna che ha ancora molte cose della ragazzina che a 18 anni è andata a Sanremo: ansia, paure e modalità di gioire sono le stesse di allora. Il principio di cantare è lo stesso del pianobar ma intorno ci sono tante cose che non immaginavo, nel tempo abbiamo dovuto adattarci ai cambiamenti. Se mi chiedi dopo l’Oscar cosa ci sarà ti dico che la mia certezza è la mansarda di Solarolo.

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Più ansia a Sanremo o per gli Oscar?
Il posto dove mi sento più piccola resta Sanremo. Aggiungo che avere la nomination non mi fa sentire più figa ma alza la posta della sfida.
Cosa riunisce tante genti intorno a te?
La voce. A me non sembra strana, ci sono nata ma col passare degli anni noto che la gente è innamorata della voce. Come persona ti ripeto che ho le stesse fragilità del primo Sanremo ma tutti questi traguardi mi hanno invogliato a spingere sull’acceleratore per capire se mi merito quello che ho.
E se succede che vinci…che succede?
Ci penso da quando sono entrata nella quindicina dei nomi, fai dei voli pindarici con la mente. Se vinco ci inventeremo un altro premio. I miei amici ex compagni di scuola dicono che mi mancano solo le Olimpiadi.
La tua riconoscibilità ha un valore internazionale altissimo: è difficile da gestire?
Sarei ingenua a non ammettere che quello che dici ho dovuto farlo diventare normale. Per me tutto è partito da Sanremo e ancora oggi se mi chiama Pippo Baudo ho un po’ d’ansia, sono più tranquilla quando parlo con Beyoncé. Le star in primis hanno un talento e queste le rende speciali. Ci ho dovuto lavorare sulle frequentazioni con le star ma ti assicuro che sono quelle italiane che mi mettono più ansia.
Ti hanno chiamata Sophia Loren ed Edoardo Ponti?
Subito e sono piena di riconoscenza. Mi ha scelta Sophia come la sua voce che canta. Visto il momento che viviamo le emozioni diventano ancora più grandi.
Quanto il testo può avere aiutato alla Nomination? E’ un manifesto di questo periodo.
La canzone nasce in inglese ed è stata scritta appositamente per il film. All’origine non sapevo che doveva essere nella mia lingua ed è stata Diane Warren a dire di farla tutta in italiano. Mi piaceva l’idea che il titolo fosse già una storia solo che Seen non ha un omologo in italiano. Con Niccolò Agliardi ci siamo stati dietro a lungo, la metrica non poteva cambiare. Riguardo al tema ti dico che sentirsi protetti in questo momento anche se non hai famiglia è quello che oggi serve.
Davvero non te la tiri?
Quando senti le radio americane che passano la tua canzone in italiano un po’ sì, lo ammetto.

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Mi racconti della costruzione della cosmogonia pausiniana?
Tutto quello che ho costruito non ha portato alcun premio, anche l’Oscar non è costruito, ho fatto solo una canzone. Quando ho vinto il Grammy non avevo fuori né singoli né canzoni. Sono nata in un paese circondato dai campi e so cosa significa rimboccarsi le maniche. Molta gente lavora tanto e non ha questi risultati quindi c’è qualcosa d’altro, so che c’è ma ho paura di sentirmi speciale. Posso piacere o no ma sono così!
Il Sudamerica ti ha adottata?
Mi ha insegnato a essere donna, mi ha dato un modo di pensare e di vivere ma gli stadi li faccio in Italia. Sono orgogliosa di essere italiana.
Nel caso arrivasse la statuetta hai già pronto il discorso?
Non ne preparo mai per le eventuali vittorie ma questa volta mi sono detta che se entro nei cinque mi devo preparare il discorso. Il più importante è dedicato al mio babbo e lo ho già fatto, se vinco è già scritto.
La nomination dunque è per papà Fabrizio?
Lui è un musicista. Un giorno ha scelto di rinunciare alla vita sicura di orchestra per fare pianobar con un collega. Mi piaceva guardarlo in garage che provava, io lì ho conosciuto la musica. Mi ha spiegato perché le canzoni sono importanti per la vita delle persone. Non mi ha mai detto che dovevo cantare, ha aspettato che glielo chiedessi ed è avvenuto nel giorno del mio ottavo compleanno al ristorante Napoleone di Bologna, che non esiste più. Gli ho chiesto come regalo il microfono e tutto è iniziato lì. Io volevo fare pianobar da sola e lui mi diceva che i miei sogni erano troppo piccoli. Non credevo di andare a Sanremo, ero di Solarolo, di un paese. Io volevo solo cantare e per me quello era sinonimo di pianobar. E’ la stessa cosa di oggi solo che ci sono più persone, soldi e visibilità. Sul palco sono sempre io e lo devo a lui, che si meriterebbe più di me. In famiglia mio padre giudica il canto, mia mamma il look e le parolacce che mi scappano.

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Dopo il Golden Globe ti sei sentita con Diane Warren? Lei ci ha provato 11 volte a vincere l'Oscar senza riuscirci.
Ci siamo conosciute quando ho vissuto a Los Angeles, abbiamo provato a fare canzoni insieme ma non c’è mai stata la scintilla. Questo è il momento per la nostra esperienza insieme. Lei è una combattente e vuole questo Oscar. Si è subito innamorata del messaggio del film e per questo ritiene la canzone più speciale, è un messaggio di importanza vitale per gli esseri umani.
La questione sociale può impattare su giudizi Academy?
Il 70 per cento dei film nominati hanno legami col sociale e il politico. E’ un mondo diverso dal nostro infatti ho preso un ufficio stampa che si occupa di cinema. Mi sto facendo spiegare le dinamiche, ho molte richieste di interviste, certe testate non le ho mai sentite. E’ una cosa nuova, mi piace viverla. Ce la giochiamo!
Tua figlia Paola che dice?
La prima cosa che mi ha detto è che lei lo sapeva già ma voleva che lo sapessi dalla tivù. Mi ha detto di chiamare la maestra e i compagni e ho chiamato la sua classe, è stata la prima telefonata. Con due genitori che vivono di arte sta scoprendo i vari ambiti, ora è legata al mondo del cinema, ha voluto sapere il significato de La vita davanti a sé e poi ha voluto sapere tutto di Sophia. Ha visto alcuni suoi film, per altri è presto. Mi piace la sua fantasia.
Come le spieghi questo periodo?
Bisogna trovare il modo affinché non si ricordino solo della negatività, devo educarla a  vivere come se questa cosa non finisse domani e a viverla senza paura.
Condurresti il Festival di Sanremo con Niccolò Agliardi direttore artistico?
La Rai me lo aveva chiesto di farlo con Paola Cortellesi. Un anno me lo chiese Paolo Bonolis. Non lo so, finora non ho accettato e se dovesse succedere non farei la direzione artistica perché sono plagiabile e ho i miei preferiti, metterei in gara solo i miei amici. Nel 2022 comunque vorrei fare un disco quindi non credo. Bisognerebbe farlo in un momento in cui sia io che Paola siamo libere e vogliamo fare qualcosa di speciale.
Cosa ti infastidisce?
La mediocrità non mi va giù, non sopporto quelli che fanno tutto. Vorrei che ci si focalizzasse sul talento a prescindere dai gusti personali. La mediocrità è la rovina dell’essere umano. C’è chi ne ha uno e sceglie di buttarsi in un ambito dove non ha doti: significa non comprende per cosa si è nati e si fa del male a se stessi.
Sei la sesta italiana in Nomination nella categoria Miglior Canzone Originale, sei insieme a Giorgio Moroder, Tony Renis e Riz Ortolani. C'è chi ha fatto doppietta.
E allora il mio obiettivo raggiungerlo e superarlo.

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