Alessandra Amoroso e Matilde Gioli a Sanremo, le parole per i lavoratori dello spettacolo

Musica

Sul palco dell'Ariston la cantante e l'attrice hanno portato le istanze delle maestranze, duramente colpite dall'emergenza sanitaria. "Molti si sono dovuti reinventare, ma non hanno perso la speranza della dignità del loro lavoro. Sono quelli che rimangono nell'ombra quando le luci si accendono. Ma il lavoro è un diritto di tutti e non un colpo di fortuna". LA DIRETTA

Alessandra Amoroso e Matilde Gioli sono salite sul palco di Sanremo 2021 per omaggiare gli operatori dello spettacolo, fermi ormai da più di un anno. Il mondo della cultura ha subito un netto colpo d’arresto a causa del Covid-19. 

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I tecnici presenti a Sanremo sono i pochi “fortunati”, come vengono definiti da Amoroso e Gioli, che ricordano però: “Il lavoro dev’essere un diritto di tutti e non un colpo di fortuna”. Alle loro spalle vi sono alcuni operatori, in rappresentanza di tutti i loro colleghi sparsi per le regioni d’Italia. A concludere il lungo e toccante pensiero, un sentito applauso da parte di alcuni grandi artisti della musica nostrana. Alessandra Amoroso ha poi preso il microfono e cantato “Una notte italiana” di Ivano Fossati.

L’omaggio agli operatori dello spettacolo

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Ecco alcuni dei passaggi più toccanti del pensiero rivolto da Alessandra Amoroso e Matilde Gioli a tutti i tecnici impegnati nel mondo della cultura italiana, nella speranza di vederli tornare ben presto a lavoro: “Siamo due donne che hanno avuto la grande fortuna di realizzare i propri sogni e oggi ci troviamo insieme a parlare da questa platea vuota simbolo di un presente inaspettato. Un tempo difficile in cui troppe donne e troppi uomini soffrono, troppi abbracci sono negati, troppe persone sono diventate invisibili, troppi affetti sono andati via per sempre. E in cui ognuno di noi, ogni giorno ha paura. Noi abbiamo avuto la grande fortuna di realizzare i nostri sogni… ma un sogno come il nostro ha bisogno del battito di altri cuori, vive del respiro, delle braccia e delle mani di altre persone che grazie alla loro passione e alla loro professionalità rendono questi sogni un mestiere. E adesso che tutto è sospeso, che il mondo si è fermato, che le platee sono vuote, le loro vite ancor più delle nostre, sono sospese in attesa di una ripartenza difficile da immaginare o di un aiuto che non è mai arrivato. Questi professionisti però non possono più aspettare e tanti di loro si sono dovuti reinventare in un nuovo lavoro o nel peggiore dei casi sono rimasti senza nulla nella “disperata speranza” di recuperare la loro dignità”.

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