Fedez e Bimbi per strada-Children, il singolo dedicato a Robert Miles: l’intervista

Musica

Fabrizio Basso

Bimbi per strada (Children) è il nuovo singolo di Fedez che anticipa l’attesissimo ritorno musicale dell’artista. Si ispira a un brano degli anni Novanta di Robert Miles. L'intervista con un finale al pesto!

Ha scelto il ritorno alle sensazione perdute Fedez per riannodare i fili del suo straordinario viaggio musicale che proprio nel 2021 festeggerà il decimo compleanno. Il brano si intitola Bimbi per Strada (Children) e segue la pubblicazione di Problemi con tutti (Giuda). Il brano è stato scritto da Federico Lucia durante il lockdown (guarda lo speciale coronavirus) e il flow si muove sulla musica di Children di Robert Miles, vero e proprio brano icona degli anni Novanta. Nel testo l'artista parla di una notte estiva indimenticabile. Ne abbiamo parlato al telefono, e abbiamo anche parlato di una sfida in famiglia a chi fa meglio il pesto alla genovese.

IL PESTO ALLA GENOVESE DEI FERRAGNEZ

Federico che valore ha per te il brano di Robert Miles?
E' del 1995 per cui non si colloca nei miei ricordi di quando è uscito (Fedez è del 1989 quindi aveva 6 anni, ndr) ma ha tracciato più generazioni. Lo colloco nella transizione tra adolescenza e vita adulta.
Cosa rappresenta?
Disegna un periodo storico in cui si volevano chiudere le discoteche per le morti all’uscita e si invitavano i deejay a suonare a fine serata canzoni meno pesanti. Il risultato è una atmosfera di festa con una vena melanconica che lo rende unico.
Che è quello che stiamo vivendo ora.
Questo tipo di atmosfera festosa con striature melanconiche si prestava perfettamente per un brano contemporaneo di questo periodo, era la base perfetta per scrivere dopo un periodo del genere.
Lo hai scelto tra altri?
Io scrivo un brano e lo pubblico. Non ho una strategia.
Nel testo parli dell'errore dell’anno: ce ne è uno particolare?
Qualcuno lo ho fatto ma i rimpianti non fanno parte di me.
Sei più da alba o tramonto?
Forse sono più da alba anche se dipende come la vivi. Può essere la fine della giornata ma anche il suo inizio.
Nel 2021 saranno i dieci anni di Penisola che non c’è, il tuo primo album.
Sono una frana con le date e non ci avevo pensato. In questo momento ti dico di no però potrebbe essere che mi inventi qualcosa.
Cosa è rimasto di quel Fedez?
Il percorso di maturazione che evolve e che costruisce un percorso di vita. Ho attraversato eventi positivi e negativi. Oggi vivo in una situazione di privilegio, anche perché posso permettermi di affrontare eventuali conseguenze giuridiche. Ma ti assicuro che a  20 anni non ero così privilegiato e affrontavo comunque le cause. Mi preoccupo sempre di parlare e non delle conseguenze.

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C'è un album in arrivo?
Niente è progettato sul lungo periodo. Posso anticiparti che uscirà un brano divertissement insieme a un artista che stimo tantissimo, un pezzo che rappresenta un grande ritorno alle origini.
Ti emoziona ancora ricevere dischi d'oro e di platino?
Io fisicamente non li ricevo da tempo, almeno per me la discografica non li fa più. Una volta ero attaccato a quel risultato, oggi vivo con più emotività l’attesa dell’uscita di una brano che la speranza dei riconoscimenti.
So che in famiglia, lo scorso weekend, c'è stata una sfida a chi fa meglio il pesto alla genovese.
Si, è stata una challenge, una sfida con i cognati e le sorelle di Chiara.
Chi ha vinto?
Noi. Abbiamo corrotto il giudice!

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