Niccolò Fabi, le canzoni più famose

Le cinque canzoni più famose della carriera di Niccolò Fabi. Il cantautore romano ha appena pubblicato l’album “Tradizione e tradimento”

Niccolò Fabi il nuovo disco è Tradizione e Tradimento: l'intervista

Niccolò Fabi è appena tornato sulle scene con il nuovo album, “Tradizione e tradimento”, uscito venerdì 11 ottobre per Polydor Universal Music. Il disco, il nono in studio della carriera del cantautore romano, contiene i due singoli “Io sono l’altro” e “Scotta”, pubblicati rispettivamente l’11 settembre e il 3 ottobre. “Tradizione e tradimento” arriva a tre anni di distanza dall’ultimo album di inediti di Fabi, “Una somma di piccole cose”,  vincitore della Targa Tenco 2016 come miglior album in assoluto.

La carriera ventennale di Niccolò Fabi è costellata di successi ma anche di piccole perle molto apprezzate dalla critica. Il cantautore è in procinto di partire con un tour teatrale che lo vedrà toccare le principali città italiane. In attesa di riascoltare live le canzoni del nuovo album e dei precedenti, abbiamo selezionato le cinque canzoni più famose di Niccolò Fabi, da ripassare insieme:

  • Capelli (1997)
  • Rosso (1997)
  • Lasciarsi un giorno a Roma (1998)
  • Il negozio di antiquariato (2003)
  • Vento d’estate (1998)

Capelli (1997)

Una delle prime canzoni di Niccolò Fabi, quella con cui si è presentato al Festival di Sanremo nel 1997 e con cui ha vinto subito il Premio della Critica. Il brano è stato scritto dallo stesso Fabi con la collaborazione di Cecilia Dazzi e Riccardo Sinigallia. Una canzone leggera e ironica con cui il cantautore si prende in giro parlando della sua particolare capigliatura. “Capelli” contribuì a far conoscere Niccolò Fabi al grande pubblico e alla critica, che ne apprezzò immediatamente lo stile di scrittura garbato e mai superficiale, nonostante un tema apparentemente leggero.

Rosso (1997)

Contenuta, con “Capelli”, nell’album di esordio di Niccolò Fabi, “Il giardiniere”, “Rosso” è una delle canzoni più popolari del cantautore romano. Con la solita ironia, Fabi immagina di vedere in sogno il proprio funerale e, con grande amarezza, scopre che la donna che ama non versa una lacrima ma, soprattutto, indossa un vestito rosso. Il cantautore ha poi spiegato che l’idea gli era stata suggerita da una scena del film “Stregata dalla luna” con Cher e Nicolas Cage.

Lasciarsi un giorno a Roma (1998)

Contenuta nell’album “Niccolò Fabi”, “Lasciarsi un giorno a Roma” fu presentata al Festival di Sanremo nel 1998 e si classificò ottava. La storia raccontata è quella di un amore giovanile finito, visto però dal punto di vista di colui che lascia perché non ama più. Anche per la scrittura di questo brano, Fabi si è avvalso della collaborazione di Cecilia Dazzi e Riccardo Sinigallia.

Il negozio di antiquariato (2003)

Una canzone dolce e delicata, contenuta nell’album del 2003 “La cura del tempo”. Un invito a non farsi omologare dalla massa e a lasciar prevalere la propria autenticità, come «un negozio di antiquariato in via del Corso».

Vento d’estate (1998)

Non possiamo non concludere con un successo che Niccolò Fabi ha condiviso con il collega e amico Max Gazzè: “Vento d’estate” del 1998. Indubbiamente una delle canzoni più famose del cantautore romano, contenuto sia nell’album “Niccolò Fabi” che ne “La favola di Adamo ed Eva” di Gazzè. Una canzone fresca e spensierata accompagnata da un videoclip diretto da Alex Infascelli e che si aggiudicò Un Disco per l’Estate.