Bruce Springsteen: le canzoni più famose

Bruce Springsteen
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Bruce Springsteen: il suo repertorio, attraverso i suoi pezzi più conosciuti e amati

Il suo repertorio è un mare magnum di musica in cui perdersi, fatto di 19 album in studio, 6 registrati dal vivo e 8 raccolte. Una produzione sterminata in cui le “canzoni celebri” sono a decine. Si tratta di Bruce Springsteen, il “working class hero” degli Stati Uniti. Ripercorriamone la carriera con alcune tra le sue canzoni più celebri.

  • Born to Run
  • Hungry Heart
  • The River
  • Nebraska
  • Born in the U.S.A.
  • I’m on Fire
  • Dancing in the Dark
  • Waitin’ on a Sunny Day

Born to Run (Born to Run, 1975)

Title - track del terzo disco di Bruce Springsteen, “Born to Run” è stata inserita al 21esimo posto della classifica delle 500 migliori canzoni della storia stilata da Rolling Stone. Il brano può essere considerato il primo grande successo internazionale di Bruce Springsteen, nonostante non riuscì ad andare oltre la 23esima posizione della classifica di Billboard Hot 100.

Hungry Heart (The River, 1980)

Siamo nel 1980. L’album di riferimento è “The River”. “Hungry Heart” ha una genesi bizzarra. Scritta da Bruce Springsteen per i Ramones, su commissione di Joey Ramone. Alla fine, l’artista statunitense decise di tenere per sé la canzone, dandole un titolo ripreso da un verso di “Ulysses” di Alfred Tennyson.

The River (The River, 1980)

Title – track del disco pubblicato nel 1980, “The River” fu pubblicata come singolo in Europa, ma mai negli Stati Uniti. Ancor prima, però, Bruce Springsteen l’aveva eseguita dal vivo, nel 1979, durante i concerti dell’evento “No Nukes” del collettivo antinuclearista Musicians United for Safe Energy, tenutisi al Madison Square Garden di New York.

Nebraska (Nebraska, 1982)

Title – track del disco di Bruce Springsteen pubblicato nel 1982. Il testo della canzone racconta di Charles Starkweather, che nel 1958 si rese autore di 11 omicidi in 8 giorni insieme alla fidanzata Caril Ann Fugate. A fungere da ispirazione per la scrittura del brano fu la visione di “La rabbia giovane”, film di Terrence Malick.

Born in the U.S.A. (Born in the U.S.A., 1984)

Ancora una title – track di un disco: il settimo del Boss, pubblicato nel 1984. In assoluto, quello di maggior successo nella sua carriera. La canzone, scritta nel 1981, era stata pensata per un film di Paul Schrader. Quindi incisa con la E Street Band tre anni dopo e inserita nel disco. Il brano tratta il tema degli effetti della guerra del Vietnam sugli statunitensi. Il suo utilizzo venne negato da Springsteen nella campagna elettorale del repubblicano Ronald Reagan.

I’m on Fire (Born in the U.S.A., 1984)

Il disco di riferimento è ancora “Born in the U.S.A.”. La canzone nasce in studio di registrazione, a partire da un giro di chitarra dello stesso Springsteen, accompagnato sul momento dal batterista Max Weinberg e dal tastierista Roy Bittan. La canzone ebbe un enorme successo nei Paesi Bassi, dove raggiunse la vetta delle classifiche.

Dancing in the Dark (Born in the U.S.A., 1984)

Ancora un brano estratto da “Born in the U.S.A.” del 1984. Nonostante i suoi oltre 30 anni di età, “Dancing in the Dark” rimane uno dei grandi classici di Springsteen durante i suoi concerti. Abitualmente eseguito dal Boss, sul palco, in compagnia di una donna del pubblico, invitata sul palco a ballare. L’uscita del singolo fu accompagnata da un celebre video girato da Brian De Palma con protagonista l’appena 20enne Courtney Cox.

Waitin’ on a Sunny Day (The Rising, 2003)

Se “Dancing in the Dark” è in assoluto la canzone più attesa dalle donne durante i concerti del Boss, “Waitin’ on a Sunny Day” è invece il brano aspettato con trepidazione dai più piccoli. Durante ogni concerto, infatti, Springsteen è solito far salire un bambino sul palco, facendogli cantare parte di questo brano del 2003. La canzone racconta lo stato di choc vissuto dal popolo statunitense all’indomani degli attentati dell’11 settembre del 2001.