Sorry, Baby: clip esclusiva del film rivelazione di Eva Victor, tra ironia e dolore

Cinema

Arriva su Sky TG24 una clip esclusiva di Sorry, Baby, folgorante opera prima di Eva Victor prodotta da Barry Jenkins. Presentato e premiato al Sundance e celebrato a Cannes, il film racconta con delicatezza e humour il percorso di guarigione di una giovane donna dopo una violenza. Nelle sale italiane dal 15 gennaio con I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection

C’è un cinema che non alza mai la voce, ma resta addosso a lungo. Sorry, Baby appartiene a questa categoria preziosa: un film che sceglie la sottrazione, l’intimità, il tempo emotivo come strumenti narrativi. Sky TG24 presenta una clip esclusiva dell’opera prima di Eva Victor, uno dei debutti più sorprendenti e discussi del cinema indipendente recente.

Prodotto dal premio Oscar Barry Jenkins, Sorry, Baby è arrivato come una rivelazione al Sundance Film Festival, dove ha vinto il Waldo Salt Screenwriting Award per la Miglior sceneggiatura, per poi essere accolto con entusiasmo anche al Festival di Cannes 2025. Un percorso che ne ha confermato la forza silenziosa e la scrittura affilata, capace di unire dolore e ironia senza mai tradire la complessità dell’esperienza raccontata.

Al centro della storia c’è Agnes, interpretata dalla stessa Victor: una giovane e brillante docente universitaria che ha subito una violenza da parte di una persona fidata. Un evento che non esplode in scena, ma resta sospeso, rimosso, come una crepa invisibile che congela il tempo. Agnes vive ancora nella casa del New England in cui tutto è accaduto, mentre l’amica ed ex coinquilina Lydie, interpretata da Naomi Ackie, si è trasferita a New York, si è sposata e aspetta un figlio. Per una la vita va avanti, per l’altra sembra essersi fermata.

Sorry, Baby sceglie una struttura non lineare, divisa in capitoli, per raccontare cinque anni di “gestazione” del dolore: un tempo lungo, imperfetto, fatto di scarti, ritorni, momenti apparentemente minimi che diventano decisivi. Il film evita ogni retorica sul trauma e si concentra invece su ciò che accade dopo: la fatica di guarire, la sensazione di essere rimasti indietro mentre il mondo continua a muoversi.

Come racconta la stessa Eva Victor, l’urgenza del film nasce da un’esperienza personale: non il desiderio di mettere in scena la violenza, ma quello di esplorare il processo di guarigione, quello stato di immobilità emotiva che può seguire un evento traumatico. Ed è proprio qui che Sorry, Baby trova il suo tono più originale: un equilibrio raro tra dramma e humour, tra leggerezza intelligente e profondità emotiva. Si sorride, a tratti si ride, ma sempre con quella risata un po’ incrinata che accompagna le verità più scomode.

La clip esclusiva presentata da Sky TG24 restituisce perfettamente questo registro: pochi gesti, dialoghi asciutti, uno sguardo che dice più di molte parole. È un assaggio di un cinema che osserva con rispetto, che non spiega tutto e che lascia allo spettatore lo spazio per riconoscersi, per sentire, per restare.

Distribuito in Italia dal 15 gennaio da I Wonder Pictures in collaborazione con Unipol Biografilm Collection, Sorry, Baby segna l’esordio alla regia di una voce già chiarissima e personale. Un debutto che non chiede di essere urlato, ma ascoltato. E che, proprio per questo, colpisce più a fondo.