Take That, Netflix ha pubblicato il primo trailer della docuserie sulla boy-band
Cinema Un particolare della locandina della docuserie dedicata ai Take That (credits: Netflix)La piattaforma di streaming (visibile anche su Sky Glass, Sky Q e tramite la app su Now Smart Stick) si prepara a riportare sotto i riflettori una delle formazioni più emblematiche della musica pop britannica, annunciando un’opera documentaristica che ripercorre oltre tre decenni di storia della più famosa delle boy-band. Attraverso immagini mai viste, testimonianze dirette e materiali d’archivio rari, il progetto promette di raccontare non solo l’evoluzione artistica della band, ma anche i legami personali che hanno segnato il loro cammino comune
Netflix si prepara a riportare sotto i riflettori una delle formazioni più emblematiche della musica pop britannica, annunciando una docu-serie che ripercorre oltre tre decenni di storia dei Take That. Attraverso immagini mai viste, testimonianze dirette e materiali d’archivio rari, la piattaforma di streaming (visibile anche su Sky Glass, Sky Q e tramite la app su Now Smart Stick) proporrà un progetto che promette di raccontare non solo l’evoluzione artistica della band, ma anche i legami personali che hanno segnato il loro cammino comune.
Nelle ultime ore, lo streamer ha pubblicato online il primo trailer ufficiale della docuserie sulla boy-band, intitolata semplicemente Take That (che potete guardare nel video che trovate in alto, nella clip posta in testa a questo articolo).
La docu-serie e la data di uscita
In arrivo su Netflix il 27 gennaio 2026, la docu-serie Take That sarà composta da tre episodi disponibili in streaming. Il racconto si svilupperà lungo un arco temporale di 35 anni, restituendo uno sguardo approfondito sul lungo viaggio del gruppo e sulle dinamiche interne tra i suoi componenti. Come sottolinea Gary Barlow, “Niente è meglio di essere in una band”.
Il primo trailer diffuso da Netflix offre un’anticipazione intensa e concentrata del progetto. Nel filmato, della durata di 45 secondi, è Mark Owen a prendere la parola dichiarando: “Fin dall’inizio, c’era qualcosa dentro di noi che voleva dimostrare qualcosa”. Le immagini mostrano lui e Gary Barlow nel backstage di un concerto degli anni ’90, mentre le loro voci attuali si sovrappongono alle riprese del passato. A emergere sono anche le voci fuori campo di Jason Orange e Howard Donald, fino all’apparizione di un giovane Robbie Williams che, avvicinandosi alla telecamera con uno sguardo malizioso, afferma: “Ci baciamo tutti prima dello spettacolo… in modo mascolino”.
Take That e la rivoluzione degli anni ’90
I Take That sono stati protagonisti assoluti della stagione d’oro delle boy band britanniche negli anni ’90. Con decine di concerti sold-out, il gruppo ha conquistato il primo posto in classifica con 12 singoli e ha venduto oltre 45 milioni di dischi nel mondo. La loro storia non appartiene solo al passato: oggi Gary Barlow, Mark Owen, Howard Donald e Jason Orange sono ancora attivi e pronti a tornare sul palco con un tour di 17 date intitolato Circus Live. Pubblicità e attenzione mediatica continuano ad accompagnare ogni loro passo.
Tutti e cinque i membri dei Take That hanno preso parte al documentario, prodotto da Fullwell Entertainment. La regia è affidata a David Soutar, mentre il ruolo di produttore esecutivo è ricoperto da Gabe Turner. Il progetto si fonda su un accesso diretto alle voci dei protagonisti, che raccontano in prima persona la propria esperienza.
Secondo la sinossi, “dai loro esordi come quintetto formatosi a Manchester fino al loro successo come superstar del pop, rivivi il cameratismo, il caos e la resilienza che hanno alimentato la loro ascesa fulminea, la drammatica separazione e uno dei più grandi ritorni nella storia della musica britannica. Raccontata con le loro stesse parole, questa è la storia profondamente personale e definitiva dei Take That”. Le tre puntate intendono offrire un resoconto completo e intimo del percorso umano e professionale della band.
Cinema, Cannes e immagini inedite
L’influenza dei Take That ha trovato spazio anche sul grande schermo con il film del 2022 Greatest Days. Nello stesso anno, il gruppo è stato presente a Cannes per promuovere il film diretto da Coky Giedroyc. Il teaser della docu-serie mostra inoltre momenti inediti girati nel backstage dei tour della band, anticipando il tono confidenziale e rivelatore del racconto.
A gennaio arriveranno in streaming le tre puntate che ambiscono a presentare la versione definitiva della storia della boy band britannica.
Netflix ha quindi condiviso il primo trailer del documentario dedicato ai Take That, sottolineando il ruolo centrale della band nella storia musicale degli anni ’90. Il percorso narrativo si concentra sia sulla carriera sia sulla dimensione personale dei membri, grazie a materiali inediti raccolti in oltre 35 anni. Al progetto, oltre a Gary Barlow e Mark Owen, partecipano Jason Orange, Howard Donald e Robbie Williams.
Un racconto definitivo
La storia viene affidata direttamente alle parole degli artisti, con l’obiettivo di costruire un ritratto profondamente personale e definitivo del gruppo. In precedenza, il film Better Man aveva già esplorato in modo originale la vita di Robbie Williams, affrontando anche la sua esperienza all’interno della band. La docu-serie Netflix si inserisce così in un percorso narrativo più ampio, restituendo una visione completa di una delle realtà più longeve e influenti del pop britannico.
Dall’ascesa pop allo status di fenomeno globale
Nati a Manchester nel 1990 su intuizione del manager Nigel Martin Smith, i Take That si sono rapidamente affermati come una delle boy band più influenti degli anni Novanta. Dopo un avvio incerto, il gruppo ha conquistato il pubblico britannico ed europeo grazie a una serie di singoli di grande impatto commerciale, culminati negli album Everything Changes e Nobody Else. Brani come Pray, Relight My Fire e soprattutto Back for Good hanno definito un sound pop immediatamente riconoscibile, sostenuto da un marketing capillare e da un seguito adolescenziale senza precedenti. Il successo è stato tale da trasformare i cinque componenti in vere e proprie icone generazionali, premiate anche dall’industria discografica con numerosi Brit Awards.
Scioglimenti, ritorni e una longevità fuori dal comune
Lo scioglimento del 1996, seguito dall’esplosione solista di Robbie Williams, sembrava aver chiuso definitivamente l’esperienza dei Take That. E invece, la reunion del 2005 ha segnato una seconda vita artistica per il gruppo, capace di rinnovarsi senza rinnegare le proprie radici. Album come Beautiful World, The Circus e Progress hanno riportato la band ai vertici delle classifiche, dimostrando una solidità rara nel panorama pop. Tra nuovi addii e rientri eccellenti, fino all’uscita di Jason Orange nel 2014, i Take That hanno consolidato una carriera fatta di cicli, trasformazioni e ritorni, imponendosi come un caso emblematico di longevità e adattamento nella musica pop contemporanea.
Una discografia che attraversa tre decenni di pop
La discografia dei Take That riflette in modo puntuale l’evoluzione del gruppo e, più in generale, del pop britannico dagli anni Novanta a oggi. Dall’esordio con Take That & Party (1992) fino alla consacrazione commerciale di Everything Changes e Nobody Else, la band ha definito un’epoca dominando classifiche e radio con singoli diventati classici. Dopo la lunga pausa seguita allo scioglimento, il ritorno discografico del nuovo millennio ha segnato una maturazione sonora evidente: album come Beautiful World, The Circus e Progress hanno unito l’immediatezza pop a una scrittura più adulta, mantenendo intatta la capacità di generare hit. Le successive uscite, da III a Wonderland, fino al recente This Life del 2023, testimoniano una continuità produttiva rara, supportata da un vasto catalogo di raccolte, album dal vivo, singoli di successo e una ricca videografia che documenta tour monumentali e il forte legame con il pubblico internazionale.
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