Aquaman: la recensione del film con Jason Momoa e Amber Heard

Arriva al cinema dal primo gennaio il nuovo cinecomics tratto dai fumetti DC.  Un kolossal sulla cresta dell'onda, spettacolare e divertente con Jason Momoa nei panni del supereroe Aquaman . Completano il cast Amber Heard, Willen Dafoe, Patrick Wilson, Dolph Lundgren, Nicole Kidman eYahya Abdul-Mateen II

"Ottima è l'acqua”, diceva Pindaro uno che di eroi, miti e re se ne intendeva parecchio. Senza contare che L'acqua copre il 71 per cento della superficie terrestre.  Sicché non stupisce che nel 1941 Mort Weisinger e Paul Norris inventarono un supereroe in grado di respirare sott'acqua e di conversare con tutte le creature marine. Certo, nel corso del tempo il look di Aquaman è mutato e si è adeguato ai tempi. Addio, quindi all'atletico biondino, pettinato e a modino, Il supereroe Arthur Curry, per metà umano e per metà atlantideo, si è un trasfigurato in un maschione barbuto dai modi spicci e dall'ipertricotica capigliatura. Così, a parte il colore dei capelli, Jasom Momoa si è rivelato l'interprete perfetto per vestire i panni di Aquaman sul grande schermo.

L''ex Khal Drogo, capo dei Dothraki ,questa volta però non combatte per sedersi sul Trono di spade. Il massiccio atlantideo deve mettere le mani sul Tridente forgiato dal Dio Poseidone e capace di riunire i sette mari. Ma almeno all'inizio del film Arthur pare ipiù nteressato a farsi una schidionata di pinte di birra con il vecchio genitore, un malinconico guardiano del faro,  e magari, da alticcio, concedersi qualche selfie con i fan.

Tuttavia dietro un grande uomo (e Aquaman lo è in ogni senso) c'è sempre una grande donna. Nel film ha le fattezze della favolosa Amber Heard. Strizzata una civettuola tutina verde brillante, l'ex moglie di Johnny Depp veste i panni di Mera, figlia del re Nereus e principessa del regno acquatico di Xebel. Grazie alla caparbietà di questa volitiva eroina dai capelli rossi e dalla capacità di manipolare l'acqua, Arthur accetterà il suo destino. Il solitario lupo di mare vincerà la sua naturale ritrosia e affronterà le prove per diventare l'eroe dei due mondi

Già a partire dal nome, Arthur, si evince che Excalibur, Artù e i cavalieri della Tavola Rotonda hanno influenzato il film. Ma non mancano gli ammiccamenti a Il Gladiatore, a Game of Thrones, alla saga del Signore degli anelli e alle tragedie di Shakespeare, ma anche al un action comedy come Alla ricerca della pietra verde. Tuttavia, l'abilità del regista James Wan sta nel giocare con questi elementi iconici e archetipici con leggerezza, mescolando alto e basso.

Basti a pensare alla gustosissima citazione di Pinocchio o alla sequenza ambientata in Sicilia. E da regista di molti horror di culto (Saw, Insidius e The Conjuring) Wan ci offre anche alcune creature decisamente terrificanti e perfide.

Si sa, un Cinecomics non è tale se non è presente una nutrita squadra di villain. Oltre ai mostri marini,  Aquaman, può contare su Orm (Patrick Wilson), fratellastro di Arthur che ambisce al titolo di Ocean Master e sogna di conquistare il mondo in superficie, e su David Kane (Yahya Abdul-Mateen II), pirata mercenario destinato a diventare Black Manta.

Per fortuna, dalla parte dei buoni troviamo Wulko (Daniel Defoe), capo consulente scientifico di Atlantide, nonché mentore di Arthur, avvezzo a cavalcare squali martello e Atlanna (Nicole Kidman), mamma di Aquaman ed ex regina di Atlantide.

altro punto di forza del film è aver costruito un suggestivo mondo immaginario in cui i protagonisti nuotano, parlano, amano, combattono. Girata in gran parte in Australia, sulla costa orientale del continente, la pellicola ha trasformato gli oceani in un caleidoscopio di colori, visioni, emozioni, I sette diversi regni (Atlantis, Brine, Fisherman, Xebel, Trench, Deserter e Lost) sono una festa per gli occhi per gli spettatori. Come una marea le sequenze d'azione sospendono l'incredulità. E se ci abbandona a queste chiare fresche acque, si percepisce che Aquaman è uno dei miglior film tratto da un fumetto della DC Comics.