Fotogallery 13 novembre 2018

Addio Stan Lee! 10 cose che non sapevate sul padre dei supereroi

  • Stan Lee Ha fatto della sua visione del supereroe , un fenomeno ancora presentissimo nella cultura pop . La vita del pioniere dei fumetti è piuttosto nota, ma ci sono cose che non tutti conoscono. 
    @Kikapress
  • Stan Lee è uno pseudonimo

    Da ragazzo scriveva comunicati stampa per diverse testate. Sognava di diventare un grande romanziere quindi ha iniziato a usare lo pseudonimo con la speranza di poter firmare col suo vero nome, Stanley Martin Lieber, i suoi romanzi.

    @Kikapress
  • Ha servito l'esercito americano nella Seconda Guerra Mondiale.

    E' entrato nell'esercito nel 1942. Ha svolto diverse mansioni, ma poi le sue doti da scrittore sono state riconosciute anche dai suoi superiori che gli hanno affidato il delicato ruolo di scrivere manuali per l'esercito e slogan per la guerra.

    @Kikapress
  • Ha quasi abbandonato il fumetto. 

    Quando il fumetto era considerato un economico passatempo per bambini, gli era stato chiesto dai suoi capi di adoperare un linguaggio più accessibile nei suoi disegni. Lee non aveva ben digerito la richiesta e dopo la creazione e l'incredibile successo de I Fantastici Quattro, stanco di vedere sottostimato il suo lavoro, aveva deciso di abbandonare i comics

    @Kikapress
  • Ha dato una dimensione più profonda ai supereroi. 

    Lee ha da subito avvertito la necessitù di rendere più umani e reali i suoi lavori. Grazie a lui oggi abbiamo delle storie complesse e dei personaggi dalla grande carica emotiva. I suoi eroi sono umani tanto quanto i lettori

    @Kikapress
  • Ha rivoluzionato il modo di scrivere fumetti.

    Ha creato un nuovo modo di screvere comics conosciuto come il "Metodo Marvel". Col successo riscosso e l'Universo Marvel in continuo divenire, Lee ha avuto la necessità  di snellire il processo di scrittura dando una trama basilare all'artista per poi intervenire in un secondo momento con i dialoghi. Un processo inverso rispetto a quello usato fino a quel momento.

  • Ha partecipato a tutti i film o programmi in cui erano presenti i suoi personaggi.

    Non ha mai rinunciato al cameo di rito nei film Marvel o nei tv show basati sui personaggi di sua creazione. Ha quindi oltre 120 crediti cinematografici e televisivi.

    @Kikapress
  • Ha scritto anche per DC Comics.

    Il pioniere della Marvel Comics ha lavorato per la concorrenza. Nei primi anni 2000, DC Comics ha avuto l'idea di capitalizzare sul successo dei competitors e ha affidato quindi a Lee il compito di scrivere una serie. Da quella collaborazione è¨ nata Just Immagine... 

  • Sua moglie era il suo barbiere.

    Nella sua autobiografia ha scritto: "da adulto, non sono mai andato da un barbiere. Mia moglie Joanie mi taglia i capelli"

  • Anche la sua autobiografia è un fumetto.

    Amazing, Fantastic, Incredible: A Marvelous Memoir è ¨ la vita di Stan Lee, dall'infanzia al presente, narrata ovviamente sotto forma di fumetto

    @Kikapress
  • HA AVUTO UN SHOW TELEVISIVO A LUI DEDICATO: “STAN LEE’S SUPERHUMANS”
    Lo show è andato in onda tra il 2010 e il 2014 su History . Nel programma Stan Lee e Daniel Browning Smith incontravano persone con eccezionali tratti fisici o psichici, come l’uomo che può resistere a quantità fatali di elettricità o il non vedente che percepisce il mondo intorno a sè tramite ecolocalizzazione , proprio come un DareDevil in carne e ossa.
    @Kikapress
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Si è spento al Cedar-Sinai Medical Center di Los Angeles Stan Lee, uno degli uomini più importanti nell'ambito dei comic books. Hulk, Spider-Man, gli X-Men, gli Avengers, Iron Man, sono solo alcuni dei suoi figli, infatti, il nome di Stan Lee non è conosciuto solo dagli appassionati di fumetti, ma grazie a lui la Marvel Comics ha creato alcuni dei film campioni d'incassi degli ultimi anni.

 

Addio a Stan Lee: il papà dei super-eroi Marvel è morto a 95 anni al Cedar Sinai Medical Center di Los Angeles dove era stato ricoverato d'urgenza poche ore prima. Editore e direttore dei fumetti Marvel Comics, Lee era diventato lui stesso un supereroe per i fan, avendo contribuito a creare personaggi iconici come Spider-Man, X-Men, Thor, Iron Man, Black Panther, gli Avengers e i Fantastici Quattro.

Stan era entrato nel business nel 1939. I suoi ultimi anni di vita sono stati tumultuosi: dopo la morte della moglie Joan nel luglio 2017, aveva fatto causa per frode agli executive di POW! Entertainment - una società  fondata nel 2011 per sviluppare film, programmi tv e videogame - chiedendo danni per un miliardo di dollari. Aveva poi denunciato il suo manager e chiesto un ordine di protezione nei confronti di un uomo che gestiva i suoi affari. Alla fine dell'estate la polizia di Los Angeles aveva aperto una clamorosa inchiesta per abuso di anziani.

   Da solo e in collaborazione con artisti come Jack Kirby - i loro primi super-eroi in coppia furono i Fantastici Quattro apparsi nel 1961 - Steve Ditko e altri, Lee aveva catapultato la Marvel da una piccola impresa alla "number one" del mondo e successivamente un gigante dei multimedia. Nel 2009 la Disney aveva comprato per 4 miliardi Marvel Entertainment: un ottimo affare dal momento che quasi tutti i film di super-eroi primi ai box office mondiali hanno al centro personaggi Marvel. In testa The Avengers con 1,52 miliardi nel 2012.

   Stan aveva la consapevolezza del suo ruolo nel mondo dello spettacolo. "Un tempo pensavo di non aver fatto nulla di importante", aveva detto al Chicago Tribune nel 2014: "C'è gente che costruisce ponti e fa ricerca medica, mentre io scrivo storie di gente immaginaria, vestita in maschera, che fa cose pazze e fuori dal comune. Ma sono arrivato a convincermi che anche l'entertainment non è cosa da poco".

   A dispetto dell'età avanzata, l'influenza di Stan Lee come volto dei Marvel era rimasta considerevole anche negli ultimi anni. Il successo pero' non era stato immediato: dopo vent'anni di gavetta, Lee era sul punto di lasciare quando ricevette l'ordine dal suo capo di emulare una linea di super-eroi della rivale DC Comics. I personaggi di Lee - a tutto tondo, più moralmente complessi - contribuirono a un revival nel moribondo mondo del fumetto dopo che negli anni Cinquanta i comics erano stati messi sul banco degli imputati dal Senato americano con l'accusa di aver contribuito alla criminalità  giovanile.