Il Gladiatore, 20 anni fa l'uscita al cinema: le frasi più famose

Cinema

Il 19 maggio 2000 arrivava nelle sale italiane il colossal di Ridley Scott. Il successo di critica e di pubblico fu immediato, e sancito agli Oscar con 5 statuette tra cui quella a Russell Crowe come miglior attore protagonista. Un film rimasto nell'immaginario anche grazie a un copione con tanti passaggi memorabili

Il successo de “Il gladiatore”, uscito nei cinema italiani 20 anni fa, è misurabile anche attraverso le frasi del film che sono entrate subito nell’immaginario collettivo. A partire dai primi minuti della pellicola, con quel "Al mio segnale scatenate l'inferno" che introduceva al pubblico le capacità guerresche del generale Massimo Decimo Meridio, interpretato da Russell Crowe (I SUOI MIGLIORI FILM), e destinato a cadere in disgrazia, prima come schiavo e poi come gladiatore, e infine a vendicarsi dell’odiato imperatore Commodo. “Il gladiatore” conquistò subito milioni di spettatori e ai successivi Oscar vinse cinque statuette, comprese quelle per il miglior film e attore protagonista su 12 nomination. E a 20 anni dall’uscita intanto si parla di un possibile seguito: il regista Ridley Scott sarebbe al lavoro con lo sceneggiatore Peter Craig per raccontare la storia ambientata 30 anni dopo e incentrata su Lucio, figlio di Lucilla (interpretata nel film originale da Connie Nielsen).

Una sceneggiatura con tanti scambi iconici

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Con il personaggio di Massimo Decimo Meridio, Russell Crowe (FOTOSTORIA) ha interpretato il suo ruolo più iconico, grazie anche alla sceneggiatura – iniziata da David Franzoni e poi completata da John Logan e William Nicholson – che ha saputo esaltare il personaggio del gladiatore disposto a tutto pur di ottenere la sua vendetta. Tra le frasi più famose ci sono gli scambi tra Massimo Decimo Meridio e Commodo (Joaquin Phoenix - I SUOI MIGLIORI FILM), diventato imperatore dopo aver ucciso il padre Marco Aurelio, e mandante del massacro della famiglia del protagonista. Memorabili anche le frasi nelle scene dell’arena, tra quelle rimaste più visivamente impresse nella memoria degli spettatori. Una curiosità: Russell Crowe ha raccontato recentemente che tra i cambiamenti nel copione decisi da lui e Ridley Scott poche settimane prima dell'inizio delle riprese, c'è stato anche il destino del protagonista: "Nella sceneggiatura originale Massimo Decimo Meridio sopravviveva", ha spiegato Crowe.

Le frasi memorabili del film

“Al mio segnale, scatenate l'inferno”. È la famosissima frase pronunciata da Massimo, ancora generale, all'inizio del film, per spornare l'esercito romano prima della battaglia. 


“A tre settimane da oggi, io mieterò il mio raccolto. Immaginate dove vorrete essere, perché così sarà! Serrate i ranghi! Seguitemi! Se vi ritroverete soli, a cavalcare su verdi praterie col sole sulla faccia, non preoccupatevi troppo, perché sarete nei Campi Elisi, e sarete già morti! Fratelli! Ciò che facciamo in vita, riecheggia nell'eternità!”. Questa è un'altra frase rimasta nell'immaginario collettivo, pronunciata da Massimo prima di entrare in battaglia, per motivare la cavalleria.

 

“C’è stato un sogno una volta che era Roma. Lo si poteva soltanto sussurrare, ogni cosa più forte di un sospiro l’avrebbe fatto svanire. Era così fragile. Io temo che non sopravviverà all’inverno”. A pronunicare queste parole è l'imperatore Marco Aurelio, mentre racconta a Massimo di Roma.
 

“Padre... Massacrerei il mondo intero, se solo tu mi amassi!”. Sono queste le parole dette da Commodo al padre, l'imperatore Marco Aurelio, prima di ucciderlo. 
 

“Noi mortali non siamo che ombre e polvere. Ombre e polvere, Massimo!”. Questa è una delle più celebri frasi di Proximo, il mercante di schiavi che ha comprato Massimo.

 

“Ispanico! Ispanico! Ispanico!”. È il celebre grido della folla dell'arena con cui viene acclamato Massimo quando diventa gladiatore.


“Non vi siete divertiti?! Non vi siete divertiti?! Non siete qui per questo?!”. È la domanda che Massimo rivolge al pubblico dell'arena dopo aver ucciso sei gladiatori in pochi secondi.

 

“Mi chiamo Massimo Decimo Meridio, comandante dell'esercito del Nord, generale delle legioni Felix, servo leale dell'unico vero imperatore Marco Aurelio. Padre di un figlio assassinato, marito di una moglie uccisa... e avrò la mia vendetta... in questa vita o nell'altra”. Con queste parole, e ricordando l'uccisione di sua moglie e suo figlio, Massimo svela la sua identità all'imperatore Commodo che pensava che fosse morto.

 

“Conoscevo un uomo che una volta disse: la morte sorride a tutti, un uomo non può far altro che sorriderle di rimando”. Lo dice Massimo a Commodo, riferendosi a Marco Aurelio.

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