È scomparso il 1° ottobre 2026 a Los Angeles, all'età di 93 anni, Frank Mancuso, ex presidente e amministratore delegato di Paramount Pictures e successivamente alla guida di Mgm. Durante la sua carriera contribuì al successo di film come Top Gun, Ghost, Attrazione fatale e Indiana Jones e l'ultima crociata. Negli anni Novanta guidò anche il rilancio della saga di James Bond con i film interpretati da Pierce Brosnan
È morto il 1° ottobre 2026 a Los Angeles, all'età di 93 anni, Frank Mancuso, artefice del successo di film come Top Gun, Ghost, Attrazione fatale, Indiana Jones e l'ultima crociata e tre film della saga di James Bond. Soprannominato "Gentleman Frank" per i modi pacati e "The Godfather" per le sue origini italo-americane, fu uno dei dirigenti più influenti dell'industria cinematografica statunitense.
Da "maschera" in un cinema di Buffalo ai vertici di Paramount e Mgm, Mancuso costruì la propria carriera non producendo film, ma imparando a venderli. Entrato giovanissimo nel settore, scalò i vertici della Paramount fino a diventarne presidente e amministratore delegato dal 1984 al 1991, prima di passare nel 1993 alla guida di Mgm.
Il marketing cinematografico e i successi alla Paramount
Distribuzione e marketing furono i settori nei quali Mancuso costruì la propria carriera. Fu tra i dirigenti che contribuirono al successo commerciale di film come La febbre del sabato sera (1977) e Flashdance (1983), puntando anche sull'utilizzo delle colonne sonore e dei videoclip come strumenti di promozione.
Aveva inoltre fama di saper individuare le finestre di uscita più favorevoli per i film. Nel 1983 sostenne la distribuzione di Voglia di tenerezza poco prima del Thanksgiving, un periodo allora considerato poco redditizio. Il film ottenne un forte riscontro al botteghino durante le festività natalizie e conquistò cinque premi Oscar.
Durante la sua gestione alla Paramount arrivarono nelle sale alcuni dei maggiori successi commerciali dello studio, tra cui Top Gun, Ghost, Attrazione fatale e Indiana Jones e l'ultima crociata.
Barry Diller, che lo aveva preceduto alla guida della Paramount, lo definì “un brillante stratega”.
L'intuizione su Top Gun
Il primo ordine impartito appena diventato presidente della Paramount fu che nessuna sceneggiatura potesse essere accantonata o venduta senza la sua approvazione. Fu così che ripescò dal mucchio dei progetti scartati Top Gun, intuendo che il carisma di Tom Cruise nei panni dello spericolato pilota da caccia, affiancato da Kelly McGillis, reduce dal successo di Witness - Il testimone, e le spettacolari riprese aeree avrebbero potuto trasformare il film in un blockbuster.
L'intuizione si rivelò vincente: Top Gun fu il maggiore successo al botteghino del 1986, con circa 360 milioni di dollari di incassi nel mondo.
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Gli anni alla Mgm e il rilancio di James Bond
A Hollywood le fortune possono cambiare rapidamente. Nel 1991 Mancuso lasciò Paramount al termine di un burrascoso riassetto ai vertici dopo che grandi produzioni uscite nel 1990, come Giorni di tuono, Il grande inganno e Il padrino - Parte III, avevano deluso le aspettative.
La rivincita arrivò nel 1993, quando fu chiamato a risollevare le sorti della Metro-Goldwyn-Mayer/United Artists, allora in gravi difficoltà. Alla guida di Mgm fino al 1999, contribuì al rilancio della produzione cinematografica riportando sul grande schermo l'agente 007 con tre film interpretati da Pierce Brosnan: GoldenEye, Il domani non muore mai e Il mondo non basta.