Si è chiusa a Torino la settima edizione di Job Film Days. Il premio come Miglior Film va a Bulakna di Leonor Noivo, racconto sulle eredità del colonialismo e sul lavoro di cura femminile. Gran Premio della Giuria a 2m² di Volkan Üce, mentre The Employed di Tommaso Cotronei conquista il premio dedicato a salute e sicurezza sul lavoro. Their Eyes di Nicolas Gourault è il miglior cortometraggio del concorso Job for the Future. Tutti i riconoscimenti, le menzioni speciali e i premi del laboratorio di scrittura.
Il lavoro che cura e quello che consuma, il lavoro che costringe a partire e quello che finisce per coincidere con la nostra identità. Si chiude mettendo ancora una volta le persone prima delle professioni la settima edizione di Job Film Days, il festival diretto da Annalisa Lantermo che si è svolto a Torino dal 6 all’11 ottobre 2026.
La cerimonia di premiazione al Cinema Massimo del Museo Nazionale del Cinema ha incoronato Bulakna di Leonor Noivo come Miglior Film del Premio Cinematografico Internazionale “Lavoro 2026” JFD – INAIL Piemonte.
Un palmarès che attraversa lavoro di cura, migrazioni, sicurezza, precarietà e nuove forme di occupazione. E che ancora una volta usa il cinema non soltanto per mostrare il lavoro, ma per interrogare ciò che il lavoro fa alle nostre vite.
Bulakna di Leonor Noivo è il miglior film
La giuria del Premio Cinematografico Internazionale “Lavoro 2026” JFD – INAIL Piemonte, presieduta da Irene Dionisio e composta da Giovanna Maina, Ilaria Feole, Perla Sadella e Alessandro Lanza, ha assegnato il premio come Miglior Film, del valore di 4.000 euro, a Bulakna di Leonor Noivo.
Il film, coproduzione tra Portogallo e Francia, è stato premiato per la radicalità con cui affronta le eredità del colonialismo e le forme contemporanee dello sfruttamento del lavoro di cura femminile.
Al centro dello sguardo della regista ci sono anche la diaspora delle donne filippine, le gerarchie che regolano le migrazioni e quel lavoro spesso invisibile e sottopagato che permette ad altri di vivere, crescere e prendersi cura dei propri affetti, mentre chi lo svolge è costretto a separarsi dai propri.
Secondo la giuria, Bulakna riesce a rendere visibili le strutture economiche e politiche che attraversano i corpi delle donne, trasformando il cinema in uno spazio di riappropriazione della storia individuale e collettiva.
Approfondimento
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Il Gran Premio della Giuria va a 2m²
Il Gran Premio della Giuria, del valore di 2.000 euro, è stato assegnato a 2m² di Volkan Üce, coproduzione tra Belgio, Germania e Turchia.
Il film entra nel mondo delle onoranze funebri e nel business legato alla morte, avvicinandosi a un mestiere normalmente circondato da tabù senza rinunciare all’ironia.
La giuria ha sottolineato la capacità del regista di raccontare con rispetto pratiche, culture e tradizioni diverse, costruendo allo stesso tempo il ritratto di una comunità di immigrati. Commedia e commozione convivono in un’osservazione documentaristica che guarda senza pregiudizi alle contraddizioni e alle complessità di una professione inevitabilmente legata alla nostra finitezza.
The Employed premiato per il racconto della sicurezza sul lavoro
Il Premio speciale al Miglior Film sulle tematiche inerenti la salute e la sicurezza sul lavoro, del valore di 1.000 euro, è andato a The Employed di Tommaso Cotronei.
Il documentario segue gli operai edili nella loro quotidianità, tra lavoro e riposo, dentro una routine ripetitiva e alienante e in condizioni segnate dalla vulnerabilità e dall’esposizione ai rischi.
La giuria ha premiato la forza espressiva del racconto e il senso di vicinanza ai personaggi, ritratti nel tempo del lavoro e del riposo, oltre alla lucida rappresentazione di un mestiere ancora troppo spesso svolto in condizioni di estrema vulnerabilità e di esposizione a gravi rischi lavorativi.
Una Menzione Speciale è stata inoltre assegnata a Fordlândia Panacea di Susana de Sousa Dias, produzione tra Portogallo e Brasile. La giuria ha riconosciuto il coraggio del suo approccio artistico e la capacità di trasformare i materiali documentali in una riflessione cinematografica sospesa tra memoria, utopia e realtà.
Their Eyes vince il premio Job for the Future
Nel concorso Premio “Job for the Future” JFD – Camera di Commercio di Torino, il premio come Miglior Cortometraggio, del valore di 3.500 euro, è stato assegnato a Their Eyes di Nicolas Gourault.
La giuria, presieduta da Giulia Cosentino e composta da Stefano Cravero, Antonio D’Aquila, Tonino De Pace e Nicola Scarlatelli, ha premiato la capacità del film di confrontarsi con le contraddizioni del lavoro contemporaneo attraverso una messa in scena originale e profondamente personale.
La ripetitività di un lavoro destinato paradossalmente a scomparire diventa nel corto una domanda sul futuro prossimo, mentre immagini e testimonianze attraversano Paesi diversi componendo un racconto che intreccia ricerca formale e forza emotiva
Da Mother Company a Un giorno, un uovo
Il premio al Miglior Soggetto in relazione alle tematiche del bando di concorso, del valore di 2.500 euro, è stato assegnato a Mother Company di Alexander Raptotasios e Konstantinos Thomaidis.
Il film affronta una tragedia sul lavoro attraverso la memoria e la sua trasmissione alle generazioni più giovani. La giuria ha premiato in particolare la capacità di costruire, con una messa in scena essenziale, uno spazio collettivo nel quale ricordare e comprendere ciò che è accaduto.
Il riconoscimento al Miglior Regista che abbia sviluppato temi di interesse per il Piemonte, del valore di 1.500 euro, è andato invece a Un giorno, un uovo di Vincenzo Pezone.
Al centro del corto c’è la precarietà di una generazione sospesa tra aspirazioni personali, necessità di partire e difficoltà di trovare un riconoscimento professionale. Una condizione che il film mette in relazione con una geografia delle migrazioni interne italiane ormai profondamente cambiata: anche territori un tempo considerati destinazione possono diventare luoghi dai quali si è costretti ad andare via.
Menzione speciale a Beneath the Night
La giuria del concorso Job for the Future ha assegnato inoltre una Menzione Speciale a Beneath the Night di Maximilian Karakatsanis.
Il film indaga il rapporto tra identità personale e professionale attraverso Kerl, interpretato da Peter Schneider, un uomo che sembra progressivamente coincidere con la funzione che svolge.
La cabina di guida della metropolitana diventa così non soltanto un posto di lavoro, ma uno spazio intimo ed esistenziale. Fino a una scena di ballo nell’appartamento del protagonista che la giuria ha indicato come uno dei momenti più intensi del corto: una liberazione del corpo che diventa riaffermazione dell’identità individuale.
Cipollotti vince il laboratorio di scrittura
Sono stati infine assegnati i riconoscimenti del Laboratorio di scrittura “Dall’idea al soggetto Job Film Days”.
La giuria presieduta da Enrica Viola, con Piero Bodrato e Fabrizio Bontempo, ha premiato come Miglior Soggetto Cipollotti di Alina Petronela Imbrea.
La storia segue Ana, giovane assistente sociale in un piccolo comune piemontese, alle prese con richieste continue e con l’incontro con Sandro, un anziano che sta perdendo la memoria. Un racconto sul lavoro di cura, sull’ascolto e sul difficile confine tra responsabilità professionali e vita privata.
Il secondo premio è andato a Pec-man va in pensione di Bruno Brunelli e Stefano Magionesi, storia ironica e tenera nella quale persino un vecchio computer manifesta il desiderio di smettere di lavorare.
Il terzo premio è stato assegnato a Le suonerie di mio padre di Sara De Silvestri, racconto intimo nel quale il mestiere di un padre idraulico entra continuamente nella vita familiare attraverso il suono del telefono.
Tre storie diverse che riportano al cuore di Job Film Days: il lavoro non come semplice professione, ma come forza capace di modellare il tempo, gli affetti, le identità e perfino il modo in cui ricordiamo chi siamo.