Job Film Days 2026, La guerre des prix apre il festival. Attesi Gifuni e Radu Jude

Cinema

Dal 6 all’11 ottobre Torino ospita la settima edizione di Job Film Days, il festival dedicato al lavoro e ai diritti. Ad aprire la rassegna al Cinema Massimo è La guerre des prix di Anthony Dechaux, in anteprima italiana. In programma 57 film da 30 Paesi, due anteprime mondiali e 20 italiane, con la masterclass di Fabrizio Gifuni, il focus sulla Corea del Sud, il nuovo film di Radu Jude e l’omaggio a Frederick Wiseman. Tra i restauri anche Sissignore e Mamma Roma

Il lavoro come necessità, identità, diritto. Ma anche come luogo del conflitto, spazio dove gli ideali incontrano il profitto e spesso ne escono ammaccati. Parte da qui la settima edizione di Job Film Days, il festival cinematografico internazionale dedicato al lavoro e ai diritti, diretto da Annalisa Lantermo, in programma a Torino dal 6 all’11 ottobre 2026.

Ad aprire ufficialmente la manifestazione, martedì 6 ottobre alle 20.30 al Cinema Massimo, sarà La guerre des prix di Anthony Dechaux, presentato in anteprima italiana. Durante la serata inaugurale, l’attrice torinese Manuela Massarenti leggerà inoltre un brano da La chiave a stella di Primo Levi: un testo che, dentro un festival dedicato al lavoro, assume quasi il valore di una dichiarazione d’intenti.

La guerre des prix, quando il biologico incontra le leggi del profitto

Al centro di La guerre des prix c’è Audrey, giovane donna cresciuta in una famiglia di allevatori lattieri e impegnata a difendere un modello produttivo biologico e locale.

Capo reparto in un supermercato di provincia, Audrey riesce a promuovere con successo i prodotti caseari provenienti dalle piccole imprese del territorio. I risultati ottenuti le aprono le porte della sede centrale di uno dei colossi della grande distribuzione, dove viene nominata responsabile degli acquisti a livello nazionale.

Il salto di carriera coincide però con una brusca perdita d’innocenza. Dentro un sistema regolato dalla competitività, dalle trattative commerciali e dalla ricerca del profitto, continuare a sostenere i piccoli produttori diventa sempre più difficile.

Dechaux costruisce il racconto secondo i meccanismi del thriller e trasforma la filiera alimentare in un campo di battaglia economico e morale. Nel cast figura anche Olivier Gourmet, nei panni di un negoziatore spietato e magnetico, personaggio meno monolitico di quanto inizialmente possa apparire.

Job Film Days 2026, 57 film da 30 Paesi

La settima edizione di Job Film Days propone 57 film provenienti da 30 Paesi, fra cui due anteprime mondiali e 20 anteprime italiane. Le iniziative, comprese quelle del programma off, coinvolgono 15 sedi torinesi e una rete di 73 partner.

Per sei giorni il cinema diventa così uno strumento per interrogare le trasformazioni del lavoro contemporaneo: dalla salute e dalla sicurezza alla precarietà, dall’intelligenza artificiale alle nuove professioni, dal lavoro femminile all’inclusione, fino alle relazioni tra occupazione, territori e disuguaglianze sociali.

Cuore della manifestazione restano i due concorsi internazionali. Il Premio Cinematografico Internazionale “Lavoro 2026” JFD – INAIL Piemonte presenta sette documentari e lungometraggi di finzione, mentre il Premio “Job for the Future 2026” JFD – Camera di commercio di Torino raccoglie dodici cortometraggi realizzati nell’Unione Europea da registe e registi under 40.

Una selezione delle opere sarà disponibile anche online sulla piattaforma MYmovies ONE per cinque giorni dopo la proiezione in sala.

Fabrizio Gifuni e il lavoro dell’attore

Tra gli appuntamenti più attesi c’è quello con Fabrizio Gifuni, protagonista sabato 10 ottobre alle 17 al Cinema Massimo della masterclass dedicata al lavoro dell’attore, condotta da Grazia Paganelli e realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema e con TPE – Teatro Piemonte Europa.

Alle 19 seguirà la proiezione di Prima che la notte di Daniele Vicari, film televisivo del 2018 nel quale Gifuni interpreta il giornalista siciliano Giuseppe Fava, assassinato da Cosa Nostra nel 1984. Un titolo che riporta il lavoro alla sua dimensione più civile e radicale: quella di chi considera la propria professione anche una responsabilità verso il mondo.

Il nuovo Radu Jude e il Focus Corea del Sud

Job Film Days guarda anche alla Corea del Sud, una cinematografia che negli ultimi anni ha saputo raccontare con particolare lucidità le disuguaglianze, la competizione sociale e le storture del capitalismo contemporaneo.

Il focus comprende Because I Hate Korea di Jang Kun-jae, Halo di Roh Young-wan e Citizen of a Kind di Park Young-ju. Il percorso era stato anticipato il 29 settembre, nell’ambito di Job Film Days OFF, dalla proiezione di No Other Choice di Park Chan-wook.

Tra i titoli di maggiore richiamo figura inoltre Le journal d’une femme de chambre di Radu Jude, in programma venerdì 9 ottobre in anteprima italiana dopo la presentazione alla Quinzaine des Cinéastes di Cannes 2026.

Il film dialoga liberamente con il celebre romanzo di Octave Mirbeau. Protagonista è Gianina, giovane donna romena che lavora come domestica presso una famiglia borghese di Bordeaux e, nel tempo libero, prende parte a una compagnia amatoriale impegnata proprio nella preparazione di un adattamento teatrale del Journal d’une femme de chambre.

Lavoro invisibile, immigrazione, rapporti di classe e ipocrisie del privilegio diventano così materia per l’ironia corrosiva e l’umorismo nero del regista romeno

Approfondimento

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Da Frederick Wiseman a Pasolini e Tognazzi

Il programma intreccia presente e memoria. Mercoledì 7 ottobre alle 21 al Cinema Fratelli Marx – Sala Groucho sarà proiettato Hospital di Frederick Wiseman, nella recente versione restaurata e con introduzione di Luca Mosso.

Il percorso La lunga marcia, realizzato in collaborazione con la Cineteca Nazionale, riporta invece sul grande schermo due classici del cinema italiano: Sissignore di Ugo Tognazzi, sabato 10 ottobre, e Mamma Roma di Pier Paolo Pasolini, domenica 11. Le proiezioni, in programma al Cinema Centrale Arthouse, saranno introdotte da Steve Della Casa.

Accanto ai film, il festival affronta anche intelligenza artificiale e futuro dell’occupazione, formazione professionale, salute e sicurezza, guerra, giustizia e memoria dei territori. Completano il programma incontri, attività con le scuole, laboratori e la mostra fotografica Uno scatto per raccontare il lavoro, realizzata al Ramo d’Oro in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti del Piemonte.

Ulysse chiude Job Film Days 2026

La settima edizione terminerà domenica 11 ottobre con la cerimonia di premiazione dei concorsi e la proiezione di Ulysse di Laetitia Masson, presentato al Festival di Cannes 2026 nella sezione Un Certain Regard, di cui è stato il film di chiusura.

Ispirato alla storia personale della regista, il film racconta Ulysse, nato con una condizione genetica che ne limita i movimenti, e sua madre Alice, impegnata a costruire per il figlio la possibilità di una vita autonoma.

Una chiusura coerente con lo spirito del festival: perché parlare di lavoro significa inevitabilmente parlare di libertà, dignità e della possibilità, mai scontata, di trovare il proprio posto nel mondo.

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