Ritorno a Buenos Aires, trama e cast del film con Adriano Giannini che esce oggi al cinema
CinemaIntroduzione
Esce nelle sale italiane a partire da oggi - giovedì 17 settembre 2026 - Ritorno a Buenos Aires, il nuovo film di Marco Bechis, presentato in concorso alla 83ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.
Ambientato nel 2008, il film racconta la vicenda di Mariano Guerra, un uomo che, dopo aver trascorso trentatré anni in Italia, decide di tornare in Argentina per deporre al processo contro gli ex militari responsabili del suo sequestro. Durante gli anni della dittatura, Mariano fu rapito, sottoposto a torture e costretto a vivere in condizioni di schiavitù. La sua testimonianza rappresenta un passaggio fondamentale per ricostruire le violenze subite e portare alla luce le responsabilità di chi lo privò della libertà.
Il rientro nel Paese d’origine, e in particolare nella città da cui era fuggito, riapre ferite che il tempo non ha cancellato. Il protagonista si ritrova a fare i conti con i luoghi della prigionia, con i ricordi di un passato doloroso e con gli altri sopravvissuti, ciascuno segnato da un’esperienza diversa della repressione. Il processo diventa così anche un percorso personale, nel quale Mariano è chiamato a confrontarsi con il peso della memoria, con il senso di colpa di chi è sopravvissuto e con la difficoltà di ricominciare una vita lontano dall’orrore.
Tra il desiderio di giustizia e la necessità di comprendere ciò che è accaduto, il film esplora le conseguenze della violenza politica sulla vita dei singoli e sulle comunità. Al centro della storia rimane una domanda profonda, destinata a non trovare risposte semplici: che cosa significa essere sopravvissuti quando altri non hanno avuto la possibilità di tornare?
Scopriamo di seguito tutto quello che bisogna sapere su Ritorno a Buenos Aires, dalla trama al cast. Nel frattempo, trovate il trailer ufficiale nel video che trovate in alto, in testa a questo articolo.
Quello che devi sapere
La trama
Ritorno a Buenos Aires racconta il viaggio di Mariano Guerra, che nel 2008 torna in Argentina dopo trentatré anni vissuti in Italia. L’uomo deve testimoniare al processo contro gli ex militari responsabili del suo sequestro, delle torture e della schiavitù subita durante la dittatura. Insieme ad altri sopravvissuti, viene ospitato negli alloggi del Ministero della Giustizia in attesa del giorno della deposizione.
Il ritorno
Ritorno a Buenos Aires mette al centro un uomo che torna nei luoghi del proprio trauma. Le giornate trascorse con gli altri testimoni, gli incontri e le testimonianze riportano alla luce vicende rimaste sospese per decenni. Il passato non è concluso, ma torna a occupare il presente attraverso ricordi, silenzi e confronti.
Il processo
Ritorno a Buenos Aires si sviluppa attorno al processo contro gli ex militari della dittatura argentina. Mariano è uno dei pochi sopravvissuti a quella tragedia e porta con sé un peso che nessuna sentenza sembra poter cancellare. La deposizione diventa quindi non soltanto un momento giudiziario, ma anche un confronto con ciò che è accaduto.
La colpa del sopravvissuto
Il film affronta il tema della colpa del sopravvissuto. Mariano è riuscito a restare vivo, ma la sua sopravvivenza non coincide con una liberazione definitiva. Il ritorno in Argentina lo obbliga a misurarsi con una ferita che continua a insistere, anche dopo decenni.
Il cast
Ritorno a Buenos Aires ha nel cast Adriano Giannini, Ana Celentano, Verónica Gerez, Olivia Nuss, Adrián Fondari, Paula Cohen e Marcelo Chaparro. Il film è costruito intorno a Mariano Guerra e agli altri personaggi che condividono con lui l’esperienza della prigionia e dell’attesa della testimonianza.
Il regista
Ritorno a Buenos Aires è diretto da Marco Bechis, che firma la sceneggiatura insieme a Vijaya Bechis Boll.
Il regista torna in Argentina cinquant’anni dopo e sceglie di raccontare una storia che non è la propria, ma che nasce da una ferita che conosce direttamente. Bechis ha infatti vissuto il sequestro durante la dittatura argentina, pur precisando che Mariano non è lui.
"Con Ritorno a Buenos Aires torno in Argentina cinquant’anni dopo", ha spiegato Bechis. "Ci torno con una storia che non è la mia, ma che nasce da una ferita che conosco. Anch’io sono stato sequestrato durante la dittatura argentina, ma Mariano non sono io. Ho scelto la finzione perché a volte è l’unico modo per avvicinarsi a una verità che la memoria, da sola, non riesce a raccontare. Che cosa significa sopravvivere? Per molti anni ho pensato che il cinema potesse liberarmi da questa domanda. Ma non è così. Mariano torna a Buenos Aires per testimoniare in un processo. Io, attraverso di lui, ho cercato di raccontare quel momento in cui il passato torna a occupare il presente. Ho cercato una regia essenziale, senza spiegare né giudicare. Mi interessavano i silenzi, i volti, il tempo dell’attesa, i luoghi che conservano le tracce di ciò che è accaduto. In fondo, questo film parla di una cosa sola: di quella colpa del sopravvissuto che insiste", conclude il regista.
Una storia di finzione
Ritorno a Buenos Aires nasce dalla scelta di utilizzare la finzione per avvicinarsi a una verità che la memoria, da sola, non sempre riesce a raccontare. Bechis sceglie una regia essenziale, senza spiegare né giudicare, concentrandosi sui silenzi, sui volti, sul tempo dell’attesa e sui luoghi che conservano le tracce di ciò che è accaduto.
La produzione
La pellicola è prodotta da Fandango, 39 Films e Karta Film, con Rai Cinema e 34 Filmes. La fotografia è di Fabrizio La Palombara, il montaggio è curato da Jacopo Quadri e Nicolò Tettamanti, mentre la scenografia è firmata da Caterina Giargia, Mario Scarzella ed Eduardo Antunes. Le musiche sono di Guglielmo Diana.
L’ambientazione
Ritorno a Buenos Aires è ambientato principalmente nella capitale argentina e negli spazi destinati ad accogliere i testimoni del processo. Gli alloggi del Ministero della Giustizia diventano il luogo dell’attesa, degli incontri e della condivisione di esperienze rimaste a lungo inespresse.
Venezia 2026
Ritorno a Buenos Aires è stato presentato in concorso alla 83ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Le proiezioni per il pubblico si sono svolte l’11 settembre alle 19.15 in Sala Grande e alle 20 al PalaBiennale. Il film ha una durata di 105 minuti ed è in lingua italiana e spagnola.