Dopo la première alla Mostra del Cinema di Venezia, Oasis: Don’t Look Back in Anger debutta nelle sale a partire da oggi, venerdì 11 settembre 2026, anche in formato IMAX. Il film racconta il ritorno sul palco dei fratelli Gallagher e il rapporto tormentato tra Noel e Liam, dalla separazione del 2009 alla reunion del 2025
La reunion degli Oasis arriva sul grande schermo. Oasis: Don’t Look Back in Anger, il documentario dedicato al ritorno insieme di Noel e Liam Gallagher, sarà distribuito nei cinema a partire da oggi, venerdì 11 settembre 2026, in formato IMAX. Il film, presentato in anteprima mondiale alla Mostra del Cinema di Venezia, sarà successivamente disponibile anche su Disney+, entro la fine dell’anno.
I due fratelli hanno raggiunto il Lido sabato 5 settembre, arrivando in barca per accompagnare il documentario. Noel e Liam hanno posato per fotografi e fan, evitando però la tradizionale conferenza stampa. Il film ripercorre la storia della band e si concentra soprattutto sul legame conflittuale tra i suoi due leader.
La reunion dopo 16 anni di separazione
Gli Oasis si erano sciolti nel 2009, dopo una lite avvenuta nel backstage poco prima di un concerto a Parigi. Un epilogo spettacolare per una delle band più amate della musica britannica, costruita anche sull’antagonismo tra Noel e Liam.
Negli anni, i due fratelli non hanno risparmiato dichiarazioni velenose. Noel aveva definito Liam "l’uomo più arrabbiato che incontrerai mai", mentre il cantante aveva accusato il fratello di averlo abbandonato e di avere sciolto il gruppo per favorire la propria carriera.
Il documentario segue il percorso che ha portato alla riconciliazione. Nel 2025, dopo 16 anni di distanza, gli Oasis sono tornati a esibirsi insieme con un tour partito da Cardiff, in Galles, davanti a oltre 60mila persone. Il timore che la reunion potesse saltare, come era accaduto nel 2009, non si è però concretizzato.
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Le prove, i concerti e le tensioni tra i fratelli
Oasis: Don’t Look Back in Anger è in parte un film-concerto e in parte un racconto del rapporto tra Noel e Liam. La macchina da presa entra nelle prove, mostrando momenti di tensione e l’atmosfera che cambia quando Liam fa il suo ingresso.
Il film contiene immagini inedite dei preparativi e quella che, almeno al momento delle riprese, era la prima intervista congiunta dei due fratelli dopo 25 anni. I registi Dylan Southern e Will Lovelace hanno inizialmente incontrato Noel e Liam separatamente, per poi seguirli insieme durante il tour.
L’obiettivo era raccontare la progressione reale del loro rapporto, senza forzare la riconciliazione. "Volevamo realizzare un film sulla riconciliazione di due fratelli, famosi per la loro relazione instabile, ma anche sulla forza della musica", hanno spiegato i registi.
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Da Definitely Maybe alla nuova generazione
Il documentario ricostruisce anche il fenomeno Oasis, una band nata nella Manchester operaia nel 1991 e diventata uno dei gruppi britannici più popolari degli anni Novanta.
Il debutto, Definitely Maybe, ha raggiunto il primo posto nelle classifiche nel 1994. L’anno successivo è arrivato (What’s the Story) Morning Glory?, diventato uno degli album più venduti nella storia del Regno Unito.
Molti dei brani più celebri del gruppo sono stati scritti da Noel Gallagher, da Wonderwall a Live Forever. Il film si interroga sul motivo per cui quelle canzoni continuino a parlare al pubblico, non soltanto a chi le ha ascoltate negli anni Novanta, ma anche alle generazioni più giovani.
La domanda è diventata particolarmente evidente con la richiesta enorme di biglietti per il tour della reunion. Durante i concerti, brani come Supersonic e Roll With It hanno nuovamente provocato cori collettivi e un entusiasmo intergenerazionale.
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Il pubblico al centro del racconto
Accanto ai fratelli Gallagher, il documentario segue anche fan provenienti da diversi Paesi. I registi hanno cercato di rendere invisibile la propria presenza durante le prove, mentre nei concerti hanno voluto restituire la sensazione di trovarsi in mezzo al pubblico.
Il racconto comprende anche piccoli dettagli capaci di entrare nella storia, come l’incontro casuale con una persona che ha chiamato il proprio cane Bonehead, dal soprannome dello storico chitarrista degli Oasis.
La band torna così al cinema attraverso le sue canzoni, ma anche attraverso le contraddizioni dei suoi protagonisti: due fratelli separati per anni da conflitti personali e riuniti dalla forza di una musica che non ha mai smesso di vivere.