I figli della scimmia, cosa sapere del film con Riccardo Scamarcio presentato a Venezia
CinemaIntroduzione
I figli della scimmia è il film di Tommaso Landucci presentato nella sezione Orizzonti dell’83ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.
Si tratta di un dramma italiano di 110 minuti che mette al centro il rapporto tra un padre, il figlio disabile e il nipote adolescente. La storia nasce da un conflitto intimo fatto di desideri inespressi, proiezioni e rimpianti e affronta il fragile equilibrio tra amore e desiderio, generosità ed egoismo, accettazione e rimpianto.
Il film arriva al Lido con un interrogativo profondo sulla genitorialità e sul figlio reale contrapposto a quello ideale che un genitore può aver immaginato.
Scopriamo di seguito tutto quello che bisogna sapere su I figli della scimmia, dalla trama al cast. Nel frattempo, potete guardare il trailer nel video che trovate in alto, in testa a questo articolo.
Quello che devi sapere
La trama
I figli della scimmia racconta la storia di Dario, padre di un bambino disabile al quale dedica ogni cura e attenzione. L’uomo ha anche un bellissimo rapporto con il figlio adolescente di suo fratello e, nel crescente legame con il nipote, ritrova il figlio che avrebbe voluto avere.
Finisce così per assumere nei suoi confronti il ruolo del padre che avrebbe potuto essere, innescando un gioco di proiezioni e desideri inespressi destinato a incrinare il suo equilibrio interiore e a coinvolgere l’intera famiglia.
Il cast, il regista e gli sceneggiatori
La pellicola I figli della scimmia ha nel cast Riccardo Scamarcio, Fausto Russo Alesi, Lidiya Liberman, Cristina Odasso, Tancredi Naldini e Andrea Aggio, con la partecipazione di Luigi Diberti.
La sceneggiatura è firmata da Tommaso Landucci e Damiano Femfert.
I figli della scimmia è diretto da Tommaso Landucci, che nel commento al film spiega di essersi ispirato a una fiaba di Esopo. Il regista costruisce la storia attorno al conflitto tra il figlio reale e quello ideale, esplorando le contraddizioni che possono attraversare l’esperienza della genitorialità.
La fiaba di Esopo
I figli della scimmia prende il titolo dalla storia di una scimmia che aveva due cuccioli ma amava e nutriva soltanto quello preferito, trascurando l’altro. Nel film, spiega Landucci, la situazione viene ribaltata: il genitore è chiamato a dividersi fra due “figli”, quello reale e quello ideale. Da qui nasce un conflitto tra generosità ed egoismo, amore e desiderio, accettazione e rimpianto.
I figli della scimmia affronta un tema che il regista definisce un tabù, qualcosa di "impossibile da dire" legato alla parte più profonda e intima della genitorialità. Landucci racconta di essere stato colpito, parlando con alcuni genitori di persone con disabilità, dalla percezione di una perdita: il lutto per "l’altro figlio", quello immaginato e atteso durante la gravidanza, al quale devono dire addio prima ancora di averlo incontrato.
Il conflitto interiore
Il film I figli della scimmia nasce dalla domanda su cosa possa accadere a un padre quando quel figlio ideale sembra improvvisamente comparire nella sua vita. Il rapporto di Dario con il nipote diventa così il punto attraverso cui emergono desideri inespressi e un conflitto interiore che mette in discussione il suo equilibrio.
La pellicola riflette sulla complessità dell’essere genitori e sulla distanza tra ciò che si immagina e ciò che accade realmente. Landucci sottolinea che nessun padre o nessuna madre desidera avere un figlio con una disabilità, senza che questo metta in discussione l’amore che i genitori provano per i propri figli. L’esperienza, però, può prendere una direzione alla quale nessuno può essere preparato.
La produzione
I figli della scimmia è una produzione italiana realizzata da Lungta Film, Lebowski e Mosaicon Film. Tra i produttori figurano Maurizio Piazza, Andrea Calbucci, Riccardo Scamarcio e Andrea Leone.
La fotografia è di Guido Michelotti, il montaggio di Andrea Maguolo, la scenografia di Antonella Di Martino e i costumi di Giulia Accornero. Gli effetti visivi sono di Alessio Zambardi, mentre il makeup è firmato da Vanessa Ferrauto ed Erika Truffelli.
Le parole del regista
Il regista, Tommaso Landucci, ha commentato così il film I figli della scimmia: "Il titolo di questo film trae ispirazione da una fiaba di Esopo: la storia di una scimmia che aveva due cuccioli ma amava e nutriva soltanto il preferito, trascurando l’altro". Ha proseguito spiegando che "a differenza della fiaba, però, qui si parla di un genitore chiamato a dividersi fra due “figli”: quello reale e quello ideale. È il racconto di un conflitto intimo, inevitabile, che mette continuamente in discussione il fragile equilibrio fra generosità ed egoismo, amore e desiderio, accettazione e rimpianto. C’è un tabù, un “impossibile da dire”, che mi ha affascinato perché riguarda l’esperienza più profonda e intima della genitorialità: nessun padre e nessuna madre desidera avere un figlio con una disabilità. Questo non mette in discussione l’amore che i genitori di persone con disabilità provano per i propri figli, ma, seppure un figlio stravolga la vita a prescindere, nel loro caso l’esistenza prende una direzione alla quale nessuno può essere preparato.
Parlando con alcuni di loro, mi ha colpito scoprire che spesso, prima del dolore per un figlio nato con una disabilità, arriva quello di una perdita: il lutto per “l’altro figlio”, quello immaginato e atteso durante la gravidanza, al quale devono dire addio prima ancora di averlo incontrato. E allora mi sono chiesto: cosa accade a un padre se poi quel figlio compare? Se si trova improvvisamente davanti al figlio che aveva sempre immaginato e desiderato avere?"
Venezia 2026
I figli della scimmia è inserito nella sezione Orizzonti dell’83ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Il film è stato presentato l’8 settembre 2026 alle 14.30 al PalaBiennale, sia per il pubblico sia per gli accreditati. È un film italiano della durata di 110 minuti, girato in lingua italiana.