Addio a Chuck Russell, regista di The Mask, Nightmare 3 e Il Re Scorpione: aveva 74 anni

Cinema
Paolo Nizza

Paolo Nizza

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Chuck Russell, regista di The Mask, Nightmare 3 - I guerrieri del sogno, Blob - Il fluido che uccide e Il Re Scorpione, è morto a 74 anni nella zona di San Diego. Con i suoi film contribuì all’ascesa di Jim Carrey, scelse Cameron Diaz per il suo esordio sul grande schermo e affidò a Dwayne Johnson il primo ruolo cinematografico da protagonista. La causa della morte non è stata resa nota. Da Eraser a Witchboard, una carriera nel cinema di genere. Jim Carrey: «The Mask è uno dei gioielli della mia vita creativa».

huck Russell, regista, sceneggiatore e produttore statunitense conosciuto soprattutto per aver diretto The Mask, Nightmare 3 - I guerrieri del sogno e Il Re Scorpione, è morto a 74 anni. Il cineasta è scomparso mercoledì 22 luglio 2026 nella sua abitazione nella zona di San Diego. La morte è stata confermata dal suo avvocato, mentre la causa non è stata resa nota.

Con Russell scompare uno degli artigiani più versatili del cinema di genere americano, capace di attraversare horror, commedia fantastica e cinema d’azione senza rinunciare al gusto per le metamorfosi, gli effetti visivi e la fisicità degli interpreti. Un regista che, in più di un’occasione, seppe riconoscere una star prima che Hollywood imparasse pienamente a sfruttarne il talento.

Il regista che consacrò Jim Carrey con The Mask

Il successo internazionale arrivò nel 1994 con The Mask, adattamento del fumetto pubblicato dalla Dark Horse incentrato su Stanley Ipkiss, timido impiegato di banca trasformato da una misteriosa maschera nel suo incontenibile alter ego verde.

Il progetto era stato inizialmente immaginato come un horror molto più cupo e violento. Russell convinse invece la New Line Cinema a spostarlo verso la commedia fantastica, mescolando l’elasticità dei cartoni animati, la comicità slapstick e le possibilità allora ancora pionieristiche degli effetti digitali. Il film incassò oltre 350 milioni di dollari nel mondo a fronte di un budget di circa 18 milioni.

The Mask contribuì a consolidare il successo mondiale di Jim Carrey, che proprio nel 1994 fu protagonista anche di Ace Ventura - L’acchiappanimali e Scemo & più scemo. Russell scelse inoltre Cameron Diaz, all’epoca modella senza esperienze cinematografiche, affidandole il ruolo di Tina Carlyle nel suo debutto sul grande schermo.

Il film ottenne una candidatura all’Oscar per i migliori effetti visivi, assegnata agli specialisti Scott Squires, Steve Williams, Tom Bertino e Jon Farhat.

Il ricordo di Jim Carrey

Jim Carrey ha ricordato Russell parlando dell’atmosfera giocosa, creativa e quasi infantile che il regista aveva costruito durante le riprese di The Mask. L’attore ha definito un privilegio aver lavorato con lui e ha indicato il film come «uno dei gioielli» della propria vita creativa.

Parole che raccontano bene il metodo di Russell. Dietro la tecnologia e il volto verde di Stanley Ipkiss c’era infatti una regia costruita intorno alla fisicità di Carrey, lasciato libero di deformare il corpo, la voce e persino il ritmo delle inquadrature. Gli effetti speciali non sostituivano l’attore: ne amplificavano la personalità.

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Da Nightmare 3 al culto di Blob - Il fluido che uccide

Prima di passare dietro la macchina da presa, Russell lavorò come sceneggiatore, responsabile di produzione e assistente alla regia nel cinema indipendente. Durante la lavorazione dell’horror Hell Night, interpretato da Linda Blair, conobbe Frank Darabont, con il quale avrebbe collaborato negli anni successivi.

Russell fu inoltre tra gli sceneggiatori di Dreamscape - Fuga nell’incubo, film fantastico del 1984 diretto da Joseph Ruben e interpretato da Dennis Quaid.

Il debutto alla regia arrivò nel 1987 con Nightmare 3 - I guerrieri del sogno, di cui Russell firmò anche la sceneggiatura insieme a Wes Craven, Bruce Wagner e Frank Darabont. Il film rilanciò la saga di Freddy Krueger dopo l’accoglienza più contrastata riservata al secondo capitolo e contribuì all’affermazione di Patricia Arquette.

L’anno successivo Russell diresse Blob - Il fluido che uccide, remake del classico fantascientifico del 1958. Il film è diventato nel tempo un titolo di culto grazie agli effetti prostetici, alla violenza sorprendentemente esplicita e alla capacità del regista di aggiornare le paure atomiche della fantascienza degli anni Cinquanta.

Da Schwarzenegger a Dwayne Johnson

Dopo The Mask, Russell passò al cinema d’azione dirigendo Arnold Schwarzenegger in L’eliminatore - Eraser, uscito nel 1996. Nel 2000 tornò alle atmosfere soprannaturali con La mossa del diavolo, interpretato da Kim Basinger e Christina Ricci.

Nel 2002 firmò Il Re Scorpione, spin-off della saga della Mummia. Il film affidò a Dwayne Johnson il suo primo ruolo cinematografico da protagonista, contribuendo all’avvio di una carriera destinata a trasformarlo in una delle star più riconoscibili dell’industria americana.

Da Cameron Diaz a Dwayne Johnson, passando per Patricia Arquette, la filmografia di Russell rivela un talento particolare nel riconoscere interpreti capaci di occupare lo schermo. Non cercava necessariamente la recitazione più controllata: preferiva individuare un’energia e costruirle intorno il film.

Il ritorno con John Travolta e Bruce Willis

Dopo una pausa di quattordici anni dalla regia cinematografica, Russell tornò dietro la macchina da presa nel 2016 con I Am Wrath, thriller d’azione interpretato da John Travolta. Seguirono l’avventura indiana Junglee, uscita nel 2019, e Paradise City, che nel 2022 riunì Travolta e Bruce Willis.

L’ultimo lungometraggio diretto e completato da Russell è stato Witchboard, reinterpretazione dell’horror del 1986 presentata al Fantasia International Film Festival nel 2024. Il progetto segnava il ritorno del cineasta al genere dal quale era partito e che, in fondo, non aveva mai davvero abbandonato.

I nuovi progetti realizzati con l’intelligenza artificiale

Pochi mesi prima della morte, Russell aveva annunciato attraverso la sua società Neumorphic AI i progetti fantascientifici Hyperia e b, sviluppati in collaborazione con la piattaforma Higgsfield.

Le due produzioni avrebbero utilizzato strumenti di intelligenza artificiale generativa in diverse fasi della lavorazione, dalla costruzione degli ambienti agli effetti visivi, fino al montaggio e alla post-produzione, mantenendo però attori reali al centro delle riprese.

Un cinema di creature profondamente umane

Parlando del proprio metodo, Russell aveva spiegato che l’action, la commedia e il dramma devono essere sempre ricondotti agli esseri umani, entrando nella testa degli interpreti e portando sullo schermo qualcosa della loro vera personalità.

È forse questa la chiave più precisa per rileggere la sua carriera. I suoi film potevano avere al centro un assassino che invade i sogni, una creatura gelatinosa, un uomo dal volto verde o un guerriero del deserto. Ma sotto il trucco, la computer grafica e i muscoli rimaneva sempre un attore da liberare. Chuck Russell sapeva che il cinema di genere funziona davvero soltanto quando, dietro la maschera, continua a vedersi un volto.

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