James Gray, Pardo alla Carriera a Locarno 2026: il premio e Paper Tiger in Piazza Grande
Cinema
James Gray riceverà il Pardo alla Carriera al Locarno Film Festival 2026. Il premio sarà consegnato domenica 9 agosto in Piazza Grande, prima della proiezione di Paper Tiger, il nuovo thriller con Adam Driver, Scarlett Johansson e Miles Teller, presentato in concorso a Cannes e scelto per aprire il New York Film Festival. Locarno79 omaggerà il regista anche con I padroni della notte e Two Lovers, due film centrali di una poetica sospesa tra famiglia, crimine e sogno americano, memoria privata e tragedia collettiv
Il sogno americano, nei film di James Gray, non si infrange quasi mai con il fragore di un’esplosione. Si incrina lentamente, come un bicchiere troppo sottile stretto tra le dita. Una crepa attraversa una famiglia, un’altra separa due fratelli, una terza trasforma il desiderio di una vita migliore nella porta d’ingresso di una tragedia.
Il Locarno Film Festival celebrerà questa voce appartata e inconfondibile del cinema statunitense assegnando a James Gray il Pardo alla Carriera, presentato da Ascona-Locarno Turismo. Il regista riceverà il premio domenica 9 agosto 2026 in Piazza Grande, prima della proiezione del suo nuovo film, Paper Tiger. La 79esima edizione del festival svizzero si svolgerà dal 5 al 15 agosto.
Locarno79 renderà omaggio alla sua filmografia anche proponendo I padroni della notte (We Own the Night, 2007) e Two Lovers (2008), due opere centrali per comprendere un autore che ha trasformato la famiglia in un destino e New York in una geografia dell’anima.
James Gray, il romanziere del cinema americano
«James Gray è l’ultimo grande romanziere del cinema statunitense», ha dichiarato Giona A. Nazzaro, direttore artistico del Locarno Film Festival. Una definizione che fotografa con precisione un cineasta per il quale ogni film sembra costituire il capitolo di un’unica, sterminata storia familiare.
Nei suoi lavori ritornano gli echi della diaspora ebraica, del noir americano e della letteratura russa. Ma soprattutto ritornano uomini e donne divisi tra il desiderio di fuggire e l’impossibilità di spezzare i legami con il proprio passato. Gray filma il crimine come una faccenda di famiglia e la famiglia come la più antica delle organizzazioni criminali: impone silenzi, reclama fedeltà, non dimentica mai un debito.
Nato a New York e cresciuto nel Queens, il regista esordì a soli 25 anni con Little Odessa, premiato nel 1994 con il Leone d’Argento alla Mostra del Cinema di Venezia. Il film, ambientato nella comunità russo-ebraica di Brighton Beach, conteneva già quasi tutte le ossessioni destinate ad attraversare la sua opera: la colpa, il tradimento, la violenza e l’eredità morale trasmessa da una generazione all’altra.
Dal Queens a Brighton Beach, la New York di James Gray
James Gray non è cresciuto a Brighton Beach, come indicato in maniera imprecisa nel comunicato, ma nel Queens. Brighton Beach occupa tuttavia un posto fondamentale nella sua memoria e nel suo immaginario cinematografico: durante l’infanzia frequentava spesso la casa dei nonni nel quartiere di Brooklyn, cuore della comunità russo-ebraica newyorkese.
Quella zona sospesa tra l’oceano, i palazzi popolari e le insegne scritte in cirillico diventa così il teatro di Little Odessa e, molti anni dopo, di Two Lovers. Non una semplice ambientazione, ma un paesaggio interiore: il luogo dal quale i personaggi desiderano allontanarsi e al quale, inesorabilmente, continuano ad appartenere.
Con The Yards nel 2000, Gray sposta Mark Wahlberg e Joaquin Phoenix tra i depositi ferroviari del Queens, raccontando un sistema dominato dalla corruzione e dal denaro. In I padroni della notte, invece, due fratelli si ritrovano sui fronti opposti della legge, divisi tra la polizia e la criminalità russa.
È ancora Joaquin Phoenix il protagonista di Two Lovers, malinconico triangolo sentimentale ispirato anche a Le notti bianche di Dostoevskij. In apparenza Gray abbandona il noir, ma soltanto per scoprire che anche l’amore può diventare una forma di ricatto, una promessa non mantenuta o un debito contratto con l’immagine che abbiamo costruito di noi stessi.
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Da C’era una volta a New York ad Ad Astra
Con C’era una volta a New York, interpretato da Marion Cotillard, Joaquin Phoenix e Jeremy Renner, James Gray sposta la propria riflessione sull’America agli inizi del Novecento. La Statua della Libertà non appare come una promessa, ma come una figura lontana, quasi irraggiungibile per chi arriva nel Nuovo Mondo portando con sé povertà, paura e solitudine.
Negli ultimi dieci anni, il regista ha allargato ulteriormente i confini geografici e narrativi del proprio cinema. In Civiltà perduta ha seguito Charlie Hunnam e Robert Pattinson nella foresta amazzonica, trasformando l’avventura coloniale in una febbre alimentata dall’ambizione e dal desiderio di riconoscimento.
Con Ad Astra ha spedito Brad Pitt nello spazio, ma soltanto per costringerlo a fare i conti con il fantasma del padre. Persino ai confini del sistema solare, dunque, Gray continua a raccontare la famiglia: si possono attraversare miliardi di chilometri, ma certe distanze restano impossibili da colmare.
Infine, con Armageddon Time, è tornato nel Queens della propria infanzia per raccontare le disuguaglianze sociali e razziali dell’America degli anni Ottanta. Interpretato anche da Anthony Hopkins, Anne Hathaway e Jeremy Strong, il film trasforma la memoria personale in una riflessione sulla colpa, sul privilegio e sulle promesse non mantenute del sogno americano.
Paper Tiger, James Gray torna nella New York degli anni Ottanta
Con Paper Tiger, James Gray torna alla New York dei suoi esordi e al 1986 della propria giovinezza. Il film è ambientato tra Queens e Brooklyn e racconta le conseguenze di un affare criminale che travolge due fratelli e le loro famiglie.
Miles Teller interpreta Irwin, un ingegnere e padre di famiglia che sogna di raggiungere la sicurezza economica della classe media. Adam Driver è suo fratello Gary, un ex agente della polizia di New York che lo coinvolge in un affare legato alla criminalità russa. Scarlett Johansson veste invece i panni di Hester, la moglie di Irwin.
Ancora una volta, Gray osserva il punto esatto in cui l’ambizione smette di essere una speranza e diventa una trappola. Il risultato è un thriller criminale attraversato da una tragedia domestica, nel quale il desiderio di proteggere i propri cari finisce per metterli in pericolo.
Presentato in concorso al Festival di Cannes 2026, Paper Tiger è stato scelto come film d’apertura del 64esimo New York Film Festival. La première nordamericana si terrà il 25 settembre all’Alice Tully Hall, alla presenza del regista e di alcuni componenti del cast e della troupe.
Per il film Gray ha ritrovato numerosi collaboratori abituali, tra cui il direttore della fotografia Joaquín Baca-Asay, il compositore Christopher Spelman, lo scenografo Happy Massee, il direttore del casting Douglas Aibel, il montatore Scott Morris e la costumista Amy Roth.
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Il Pardo alla Carriera è presentato da Ascona-Locarno Turismo, Destination Partner del Locarno Film Festival. Nel corso degli anni il riconoscimento è stato assegnato ad artisti come Francesco Rosi, Bruno Ganz, Claudia Cardinale, Johnnie To, Harry Belafonte, Víctor Erice, Jane Birkin, Costa-Gavras, Tsai Ming-liang e Shah Rukh Khan. Nel 2025 il premio è andato a Jackie Chan.
Con James Gray, Locarno celebra un autore capace di attraversare il noir, il melodramma, il film d’avventura e la fantascienza senza perdere la propria identità. Un cineasta che può spingersi fino alle stelle senza dimenticare le strade del Queens.
Perché nei suoi film il viaggio più lungo è sempre quello che riconduce a casa. E la casa non è quasi mai un rifugio: è il luogo in cui cominciano tutti i nostri debiti.