Il racconto di un'America contemporanea durante la campagna elettorale del 2024. Un Paese osservato da vicino, tra città, periferie e strade secondarie. Un viaggio attraversato da forti tensioni sociali e politiche. Un mosaico di incontri e storie che restituisce un ritratto frammentato e reale della società americana
The Lunch – A Letter to America di Gianluca Vassallo è un documentario che racconta gli Stati Uniti durante l’ultimo mese della campagna elettorale del 2024, in un Paese attraversato da forti divisioni politiche e sociali. Il film segue un lungo percorso che va da New York al Midwest fino al North Dakota, raccogliendo storie e incontri con persone comuni. Non c’è una narrazione tradizionale, ma un mosaico di situazioni reali che restituiscono un’America sospesa tra appartenenze diverse e difficoltà quotidiane.
Un'America raccontata senza filtri
Al centro del documentario ci sono microstorie che si intrecciano tra loro, come quella di Eduardo, cuoco messicano che lavora in un diner di Coney Island, e quella di Robert, sostenitore di Donald Trump. Due figure lontane che rappresentano mondi opposti, ma che vivono nello stesso Paese e nello stesso tempo storico. Attraverso questi incontri, il film mette in luce temi come immigrazione, lavoro, identità e tensioni politiche, senza prendere una posizione netta ma lasciando spazio alla complessità.
Lo stile del film è essenziale e osservativo: la macchina da presa segue la realtà senza commenti esterni, costruendo un racconto che si sviluppa attraverso immagini, dialoghi e momenti quotidiani. Tra diner, strade, case e paesaggi americani, emerge un Paese frammentato ma profondamente umano. Il documentario non cerca risposte definitive, ma invita lo spettatore a leggere tra le righe e a confrontarsi con una realtà fatta di contraddizioni, silenzi e distanze sempre più evidenti
Un hamburger, un confine invisibile e la nascita del film
La genesi di The Lunch- A Letter to America nasce da un episodio apparentemente banale, che per Gianluca Vassallo assume invece un valore quasi simbolico. In un diner di Kutztown, in Pennsylvania, il regista assiste alla consegna di un hamburger preparato da un cuoco messicano a un cliente bianco della working class americana, sostenitore delle politiche che proprio contro l’immigrazione messicana costruiscono consenso.
In quel gesto quotidiano Vassallo coglie un paradosso: un inconsapevole atto di pace tra due mondi che la politica vorrebbe separare. Da quell’immagine nasce l’idea che darà vita al documentario, alimentata dalla domanda su quante volte, ogni giorno, negli Stati Uniti si ripetano incontri silenziosi capaci di smentire le narrazioni della divisione. Per questo, una volta trovate le risorse per partire, il regista decide di non inseguire una tesi precostituita, ma di mettersi semplicemente in ascolto della realtà, lasciando che siano le persone e i loro incontri a costruire il racconto. Un approccio che trasforma The Lunch non solo in un viaggio nell’America contemporanea, ma anche nel cambiamento dello sguardo dello stesso autore.
La poesia di Allen Ginsberg
Nel finale di The Lunch – A Letter to America risuonano le parole di Allen Ginsberg tratte dalla celebre poesia America: «America, ti ho dato tutto e ora non sono nulla». È una scelta che racchiude il senso più profondo del documentario di Gianluca Vassallo. Il poeta della Beat Generation trasformava il proprio rapporto con gli Stati Uniti in un dialogo fatto di amore, rabbia e disillusione, denunciando le contraddizioni di un Paese incapace di mantenere le promesse di libertà e uguaglianza. Allo stesso modo, il film osserva l’America contemporanea senza retorica, lasciando emergere le sue fratture sociali, le paure e le disuguaglianze attraverso i volti delle persone incontrate lungo il viaggio. La citazione di Ginsberg non è soltanto un omaggio letterario, ma diventa una chiave di lettura dell'intera opera: dietro la polarizzazione politica e il dibattito sull'immigrazione affiora il ritratto di una nazione che sembra aver smarrito una parte della propria identità, sospesa tra il desiderio di accogliere e quello di costruire nuovi confini. In questo dialogo ideale tra poesia e cinema, The Lunch restituisce un’America fragile, umana e profondamente irrisolta.
Approfondimento
The Lunch, recensione. Il documentario che racconta l’America divisa