Noi due sconosciuti, trama e cast del film sul tema della maternità single da oggi in sala
CinemaIntroduzione
Arriva nelle sale cinematografiche italiane a partire da oggi, giovedì 7 maggio 2026, Noi due sconosciuti, il nuovo film diretto da Janicke Askevold, distribuito da Teodora Film.
Una pellicola che si presenta come una produzione capace di affrontare temi contemporanei - come quello della maternità single - attraverso uno sguardo intenso e profondamente umano. Realizzato nel 2025 come co-produzione tra Norvegia, Lettonia, Lituania, Danimarca e Finlandia, il lungometraggio - il cui titolo originale è Solomamma - si inserisce nel panorama del cinema europeo con una narrazione che intreccia dramma, riflessione sociale e sensibilità psicologica.
Scopriamo di seguito tutto quello che bisogna sapere di Noi due sconosciuti, dalla trama al cast. Nel frattempo, potete guardare il trailer ufficiale del film nel video che trovate in alto, in testa a questo articolo.
Quello che devi sapere
Janicke Askevold porta sullo schermo una maternità contemporanea
La regista e sceneggiatrice Janicke Askevold, affiancata nella scrittura da Jørgen Færøy Flasnes e Mads Stegger, con Noi due sconosciuti costruisce un’opera che esplora il tema della maternità single, affrontando le implicazioni personali, sociali ed etiche di una scelta sempre più presente nella società contemporanea.
Protagonista della storia è Edith, interpretata da Lisa Loven Kongsli, una giornalista quarantenne che ha scelto di diventare madre autonoma attraverso la banca del seme. La sua quotidianità si sviluppa tra responsabilità familiari, pressioni esterne e un costante confronto con i modelli tradizionali di genitorialità, mentre il film approfondisce le fragilità e le contraddizioni di una donna determinata ma complessa.
La trama: un racconto ispirato a una vicenda reale
Al centro del racconto del film Noi due sconosciuti si trova Edith, interpretata da Lisa Loven Kongsli, una giornalista quarantenne che ha scelto di costruire la propria famiglia diventando madre single attraverso la banca del seme. La protagonista affronta le sfide quotidiane della monogenitorialità mentre cerca di mantenere un equilibrio tra responsabilità familiari, carriera professionale e pressioni sociali.
La sua vita, già segnata da fragilità personali e dalla gestione di rapporti complessi, viene progressivamente attraversata da interrogativi più profondi legati all’identità, alla genitorialità e al significato stesso dei legami familiari. Senza rivelare eccessivamente gli sviluppi narrativi, il film segue Edith in un percorso emotivo e personale che la porterà a confrontarsi con scelte difficili, tensioni interiori e dilemmi morali, mantenendo costante l’attenzione sul confine sottile tra ricerca personale e responsabilità.
L’ispirazione reale dietro il progetto
Askevold, regista di Noi due sconosciuti ha dichiarato che l’idea alla base del progetto nasce da un’esperienza realmente vissuta da una sua amica: “L'idea è nata dalla storia vera di un’amica, che, con le poche informazioni fornite dalla banca del seme, è riuscita a identificare il donatore e lo ha contattato.
Si sono incontrati e hanno avuto una breve relazione e quello spazio intimo ed eticamente complesso tra biologia e famiglia mi è sembrato il punto di partenza ideale per un film”.
Questa origine reale conferisce al film una particolare profondità, trasformando il racconto in una riflessione sulle nuove configurazioni familiari e sui delicati interrogativi legati all’identità biologica e affettiva.
Una protagonista lontana dagli stereotipi
Parlando del personaggio di Edith che domina la scena nel film Noi due sconosciuti , Janicke Askevold ha sottolineato la volontà di evitare rappresentazioni idealizzate: “Un personaggio complesso, con pregi e difetti. Ha dei dubbi, anche se ci tiene ad apparire forte e indipendente. È una giornalista [...] implica responsabilità ma anche una sana curiosità, che è fondamentale per quel tipo di lavoro e diventa il motore del film”.
Il risultato è una figura femminile moderna, stratificata e realistica, capace di rappresentare tensioni interiori, vulnerabilità e forza senza ricorrere a schemi convenzionali.
Il riconoscimento internazionale al Festival di Locarno
Prima dell’uscita nelle sale (da oggi, 7 maggio 2026), Noi due sconosciuti è stato presentato in concorso al Festival del Cinema di Locarno 2025, dove ha ottenuto il Premio della Giuria Ecumenica.
Un riconoscimento significativo che conferma il valore artistico e tematico dell’opera, premiandone la capacità di affrontare questioni complesse con sensibilità e rigore.
Oslo come scenario narrativo
Il film Noi due sconosciuti è stato girato interamente a Oslo, scelta che contribuisce a definire l’identità visiva del progetto e a rafforzarne l’atmosfera nordica.
La fotografia di Torjus Thesen, il montaggio curato da Patrick Larsgaard e le musiche firmate da Karlis Auzans, Paulius Kilbauskas e Vygintas Kisevicius completano una produzione pensata per valorizzare sia l’intimità emotiva sia la dimensione sociale del racconto.
Un cast europeo di grande solidità
Accanto alla protagoniosta, Lisa Loven Kongsli, il film Noi due sconosciuti vede la presenza di Herbert Nordrum, Celine Engebrigtsen, Trude-Sofie Olavsrud Anthonsen, Stine Fevik, Rolf Kristian Larsen e Pål Richard Lunderby, riunendo interpreti capaci di dare corpo a una storia costruita su dinamiche relazionali sfaccettate e profondamente contemporanee.
Un film sulle trasformazioni della famiglia moderna
Noi due sconosciuti si presenta come un’opera che affronta il tema della genitorialità e delle relazioni con uno sguardo lucido, interrogandosi sulle trasformazioni della famiglia, sul peso delle aspettative sociali e sulla ricerca di equilibrio personale.
Janicke Askevold firma così un film che unisce dimensione privata e riflessione collettiva, raccontando il presente attraverso una prospettiva femminile complessa e autentica, senza rinunciare a profondità emotiva e rilevanza sociale.