Introduzione
Radu Jude torna a confrontarsi con i linguaggi della provocazione e della sperimentazione firmando Dracula, una produzione del 2025 che arriva ora nei cinema italiani che si presenta come una delle opere più radicali e ambiziose del regista rumeno.
Con una durata di 170 minuti, il film (che è una brillante commedia) nasce dalla collaborazione tra Romania, Austria e Lussemburgo e propone una rilettura completamente destrutturata del celebre mito vampiresco, trasformandolo in una riflessione sfaccettata sul presente, sulle immagini e sulla narrazione contemporanea.
Presentato al Festival di Locarno e al Torino Film Festival, il progetto approda ora nelle sale italiane con un impianto visivo e concettuale che punta a ridefinire ogni convenzione narrativa. Il film esce in Italia dal 7 maggio 2026 con Cat People ed EXA grazie a I Wonder.
Scopriamo di seguito tutto quello che bisogna sapere su Dracula di Radu Jude, dalla trama al cast. Nel frattempo, potete guardare il trailer ufficiale nel video che trovate in alto, in testa a questo articolo.
Quello che devi sapere
La trama del film
Il racconto del film Dracula rielabora il mito e la storia di Dracula attraverso una molteplicità di registri e situazioni, sviluppandosi come un mosaico di episodi differenti che si intrecciano tra loro. Al centro si colloca un regista in crisi creativa che si confronta con una presunta intelligenza artificiale, chiedendole di generare variazioni narrative sulla figura di Vlad. Da questo confronto emergono racconti deliranti e frammentati che attraversano politica, folklore, satira e commedia, muovendosi costantemente tra passato e presente.
Nel corso del film, un anziano “vampiro” diventa oggetto di una curiosa rincorsa turistica, trasformato in attrazione vacanziera da orde di visitatori, mentre il racconto si apre a continue deviazioni meta-cinematografiche e invenzioni visive volutamente grezze. L’opera procede così per frammenti, senza un unico centro narrativo, costruendo una riflessione caleidoscopica sulla persistenza culturale di Dracula e sulle infinite possibilità della sua reinterpretazione.
Cast
A guidare il cast di Dracula sono Serban Pavlu, Eszter Tompa, Ilinca Manolache, Gabriel Spahiu e Alina Serban, interpreti coinvolti in un progetto che riflette pienamente la natura poliedrica e destabilizzante dell’opera.
La presenza di questi attori contribuisce a dare corpo a una narrazione volutamente irregolare, in cui i personaggi diventano parte di una costruzione frammentaria e multiforme, coerente con l’approccio sperimentale di Radu Jude.
Il cinema di Radu Jude e la sua poetica dell’eccesso
Cultore dell’eccesso, autore formalmente intrepido e osservatore acuto delle perversioni del presente, Radu Jude si conferma con Dracula come una delle voci più originali del cinema europeo contemporaneo. Il regista rumeno ha saputo interpretare con rara efficacia il tumulto culturale e politico degli anni venti, sviluppando un linguaggio personale fondato sulla contaminazione dei formati, sulla rottura delle convenzioni e sulla provocazione.
Con questo nuovo film, Jude porta ulteriormente alle estreme conseguenze il proprio percorso artistico, realizzando un film che rappresenta la massima espressione del suo interesse per l’ibridazione e per la destrutturazione del racconto cinematografico.
Un’esperienza visiva tra realtà, artificio e sperimentazione
In Dracula, astrazione e realtà convivono in un equilibrio volutamente instabile, dando forma a un’opera smisurata e dichiaratamente caotica. Riprese effettuate con iPhone si combinano con immagini grezze generate dall’intelligenza artificiale, componendo una struttura narrativa che rifiuta ogni linearità tradizionale.
Il risultato è una collezione di racconti che attraversano nonsense, grottesco e satira, costruendo una vera e propria odissea cinematografica intrisa di cinefilia e sperimentazione. L’autenticità, in questo contesto, non nasce dalla perfezione formale, ma dall’accettazione del disordine e dell’irregolarità come principi fondanti.
Radu Jude: “Dracula è il film stesso”
Come afferma lo stesso regista Radu Jude: “Dracula è il film stesso”, una definizione che sintetizza perfettamente la natura dell’opera. Il film si presenta infatti come un organismo parassitario, un’entità capace di assorbire e rielaborare tutte le possibilità offerte dalle immagini contemporanee.
Racconti senza epicentro, liberi di fluire secondo la propria natura, si mescolano in una struttura che rifiuta gerarchie narrative e centralità, trasformando Dracula in un contenitore fluido di suggestioni, linguaggi e provocazioni.
Una commedia estrema come gesto di liberazione
Pur inscrivendosi nel genere della commedia, il film assume i tratti di una comicità volgare nel senso più radicale e puro del termine, aspra, provocatoria e scabrosa. Lontano da ogni canone cinematografico tradizionale, Dracula si configura come un atto di liberazione artistica, una sfida aperta alle strutture consolidate del racconto per immagini.
Con questa opera, Radu Jude non si limita a reinterpretare un mito, ma utilizza Dracula come pretesto per interrogare il cinema stesso, le sue possibilità e le sue deformazioni nel tempo presente.