Lovers Film Festival 2026 a Torino, Another Man è il Miglior lungometraggio: i vincitori
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Si è conclusa l’edizione 2026 del Lovers Film Festival, diretto da Vladimir Luxuria, confermandosi come la più longeva manifestazione europea dedicata ai temi LGBTQI+ e la terza a livello mondiale.
A emergere nel palmarès sono Another Man (titolo originale: Un altre home) di David Moragas, vincitore del Premio Ottavio Mai per il miglior lungometraggio e anche del Premio Young Lovers – Libere Gabbie, Barbara Forever di Brydie O’Connor per il miglior documentario, Sunday Lunch di Lyndon Henley Hanrahan come miglior cortometraggio, Ballata Femmenella di Elettra Raffaela Melucci e Giovanni Battista Origo premiato con il Torino Pride, il Giò Stajano e dal pubblico, La più piccola (La Petite Dernière) di Hafsia Herzi per il Premio Matthew Shepard – Il Groviglio, Between Dreams and Hope di Farnoosh Samadi per Riflessi nel buio, Sensualità a Corte di Marcello Cesena per gli Adoration Awards e On the Sea di Helen Walsh per gli Audience Awards nella categoria lungometraggi.
Il Lovers Film Festival è realizzato dal Museo Nazionale del Cinema di Torino con il contributo del MiC, della Regione Piemonte e del Comune di Torino, confermandosi come un punto di riferimento internazionale per il cinema LGBTQI+.
Di seguito trovate tutti i vincitori dell'edizione 2026 del Lovers Film Festival.
Quello che devi sapere
Another Man, Premio Ottavio Mai e Young Lovers – Libere Gabbie
Ad aggiudicarsi il Premio Ottavio Mai per il miglior lungometraggio nella sezione All the Lovers è Un altre home / Another Man di David Moragas. Il riconoscimento, assegnato da una giuria presieduta da Lorenzo Balducci, valorizza un’opera che si distingue per la capacità di rappresentare una realtà queer priva di stereotipi, costruita su personaggi realistici e interpretazioni solide.
La motivazione ufficiale sottolinea: “Per aver saputo rappresentare una realtà queer priva di stereotipi, costruita su personaggi realistici e abilmente interpretati e, grazie alla solida struttura narrativa stratificata, per essere capace di inserire con originalità l’elemento drammatico all’interno di una commedia perfettamente equilibrata e scandita da un umorismo amaro estremamente convincente.”
Lo stesso film ottiene anche il Premio Young Lovers – Libere Gabbie, riconoscimento assegnato dalla giuria più giovane, che evidenzia la delicatezza con cui vengono raccontate le relazioni contemporanee: “Per aver saputo raccontare con una tenerezza priva di stereotipi le complessità delle relazioni contemporanee la giuria Young Lovers assegna il premio Libere Gabbie al film Un Altre Home di David Morgas”.
Barbara Forever – Real Lovers (Miglior documentario)
Nella sezione Real Lovers, dedicata al documentario e presieduta da Vincenzo Patanè, il premio principale è stato assegnato a Barbara Forever di Brydie O’Connor. Il film ricostruisce la figura e l’opera di Barbara Hammer, tra le più importanti autrici del cinema lesbico e femminista sperimentale, attraverso un percorso che intreccia memoria, immagini d’archivio e riflessione identitaria.
La motivazione evidenzia la complessità del ritratto: “Barbara Forever, diretto da Brydie O’Connor, ricostruisce la complessità dell'opera e della vita di una delle più importanti autrici sperimentali del cinema lesbico e femminista, selezionando e valorizzando le immagini di una filmografia ancora oggi semi sommersa. Lo spettatore è condotto dalla voce narrante della stessa Hammer in un percorso in cui la presa di coscienza della propria identità non può che esprimersi in uno stile altrettanto radicale. Il documentario dunque riesce efficacemente a ritrarre una donna che del cinema ha fatto una ragione di amore e di vita”.
The Hidden Face of the Earth – Real Lovers (Menzione speciale)
Sempre nella sezione Real Lovers, una menzione speciale è stata attribuita a La face cachée de la terre / The Hidden Face of the Earth di Arnaud Alain, per la sua riflessione sul rapporto tra immagine, percezione e conoscenza.
La motivazione sottolinea: “Per la sua originalità, per lo stile in simbiosi con la vicenda narrata e più che mai per le domande che pone sulla percezione della realtà, che affida alla fotografia - e quindi al cinema - una conoscenza più approfondita, capace di arrivare alla quintessenza delle cose, proprio mentre il protagonista sta perdendo progressivamente la vista”.
Sunday Lunch – Future Lovers (Miglior cortometraggio)
Nella categoria Future Lovers, dedicata ai cortometraggi e presieduta da Josephine Yole Signorelli in arte Fumettibrutti, il premio è stato assegnato a Sunday Lunch di Lyndon Henley Hanrahan. Il film si distingue per la capacità di coniugare struttura visiva e contenuto narrativo in modo incisivo.
La giuria lo descrive come: “Una dramedy in cui l’aspetto visivo e le tematiche narrative collaborano in modo efficace e pungente. La bravura degli attori riesce a restituire con precisione temi legati all’attualità e alla quotidianità, che noi come giuria vogliamo mettere in luce per promuovere una nuova consapevolezza”.
Two Black Boys in Paradise – Future Lovers (Menzione speciale)
Sempre nella sezione Future Lovers, la menzione speciale è andata a Two Black Boys in Paradise di Baz Sells, apprezzato anche dal pubblico della categoria.
La motivazione evidenzia il linguaggio visivo e il valore sociale dell’opera: “Per l’animazione pazzesca e i personaggi vivi, riconoscibili, pieni. Il cortometraggio racconta l’amore in modo diretto e senza filtri. È anche un film molto sociale: due ragazzi scappano da una realtà che li discrimina, ma insieme sembrano poter fare tutto. Perché quando ci si ama davvero, ogni luogo può diventare un paradiso”.
Ballata Femmenella – Premi Torino Pride, Giò Stajano e Audience Award
Tra i titoli più riconosciuti del festival si colloca Ballata Femmenella di Elettra Raffaela Melucci e Giovanni Battista Origo, premiato nella sezione documentari con il Torino Pride, il Premio Giò Stajano e il premio del pubblico.
Il Premio Torino Pride ne sottolinea la forza simbolica: “Grazie a una voce antica e allo stesso tempo attuale; una voce che non è solo napoletana, ma universale. Grazie a un passaggio generazionale che avviene non solo attraverso il linguaggio dei diritti, ma anche nella forma simbolica del mito. E grazie ad uno sguardo politico, rivolto verso la difesa dei diritti sociali e civili. Per tutto questo abbiamo scelto di conferire il Premio Torino Pride a Ballata Femmenella”.
Il Premio Giò Stajano evidenzia invece la dimensione sociale e identitaria del racconto: “In una delle città più inclusive di Italia emerge uno spaccato di persone colorate, umane e sensibili, da sempre in lotta per affermare la propria identità di esseri liberi e combattivi. Affrontano un mondo in cui erano e purtroppo a volte ancora sono luce di notte e buio di giorno. I Femminelli incarnano la libera espressione di quello che fin dall’antichità rappresentano per il cuore di Napoli; oggi ancora più di ieri, sono uniti e decisi nel lottare per raggiungere nuovi traguardi e abbattere vecchie barriere, per quella inclusione che tutti gli dobbiamo.”
La più piccola – Premio Matthew Shepard (Il Groviglio)
Il Premio Matthew Shepard – Il Groviglio è stato assegnato a La più piccola / La Petite Dernière di Hafsia Herzi, per la sua rappresentazione del conflitto tra identità personale e contesto culturale e religioso.
La motivazione sottolinea: “Per l’efficace rappresentazione della sofferenza e del conflitto interiore derivante dalla ricerca di un equilibrio tra la propria identità sessuale e i modelli culturali e religiosi della società di appartenenza; per la capacità di disegnare criticamente i limiti e le responsabilità dell’ambiente sociale e culturale in cui tale equilibrio si cerca faticosamente di costruirlo; per la capacità del film di stimolare riflessioni ed emozioni, suscitando la speranza del cambiamento verso modelli culturali più inclusivi, concentrati a rilevare le similarità piuttosto che le differenze”.
Between Dreams and Hope – Riflessi nel buio
Il riconoscimento Riflessi nel buio è stato attribuito a Between Dreams and Hope di Farnoosh Samadi, per la sua capacità di riportare l’attenzione su dinamiche globali legate alla negazione dei diritti LGBTQIA+.
La motivazione recita: “Perché l'oppressione che pensavamo oltre i nostri confini si sta diffondendo in modo sempre più preoccupante anche intorno a noi; perché resta fondamentale mantenere alta l’attenzione su chi, dentro e fuori dall’Europa, continua a negare i diritti della comunità LGBTQIA+. Per non dare mai nulla come definitivamente acquisito”.
Sensualità a Corte e On the Sea
Tra i riconoscimenti speciali figura anche Sensualità a Corte di Marcello Cesena, premiato con gli Adoration Awards, a conferma della varietà dei linguaggi e delle forme espressive presenti nel festival.
Per la categoria All the Lovers, il pubblico ha assegnato l’Audience Award a On the Sea di Helen Walsh, segnalando la partecipazione attiva degli spettatori nelle scelte del festival.