Introduzione
Dal 16 al 21 aprile 2026 torna a Torino il Lovers Film Festival, alla sua 41esima edizione: il festival cinematografico LGBTQI+ più longevo d'Europa e terzo al mondo. Sei giorni al Cinema Massimo con oltre 50 film da 21 Paesi, 32 anteprime nazionali e una mondiale. Vladimir Luxuria dirige per il settimo anno consecutivo la rassegna, sotto il tema "Chi guarda chi – Who's watching who". Madrina dell'inaugurazione è l'attrice Donatella Finocchiaro. Tra gli ospiti: i protagonisti di Sensualità a Corte, Leo Gassmann ospite musicale e Nicola Savino padrino della serata di chiusura. Tre le sezioni competitive principali, con giurie presiedute da Lorenzo Balducci, Vincenzo Patanè e Fumettibrutti. Il festival è realizzato dal Museo Nazionale del Cinema con il contributo di MiC, Regione Piemonte e Comune di Torino.
Quello che devi sapere
Quarantuno anni di storia, un festival sempre più necessario
Il Lovers Film Festival nasce a Torino nel 1986, fondato da Giovanni Minerba e Ottavio Mai con una visione che allora era quasi rivoluzionaria: dedicare uno spazio cinematografico alle storie lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer e intersessuali in un'Italia che di queste narrazioni non sapeva quasi nulla. Quarantuno anni dopo, il festival è diventato il più longevo evento cinematografico LGBTQI+ d'Europa e il terzo al mondo, un punto di riferimento imprescindibile non solo per la comunità ma per chiunque voglia capire le trasformazioni sociali e culturali del nostro tempo attraverso il linguaggio del cinema.
La longevità di questo festival non è semplicemente un dato anagrafico: è la testimonianza concreta di una necessità culturale che non si è mai esaurita, anzi si è fatta più urgente con il passare degli anni. In un'epoca in cui i diritti LGBTQI+ vengono rimessi in discussione in molte parti del mondo, comprese alcune democrazie occidentali che sembravano avere imboccato definitivamente la strada dell'inclusione, un festival come il Lovers assume un valore che va ben oltre la programmazione cinematografica. È un atto politico, un gesto di resistenza culturale, uno spazio di libertà che ogni anno si rinnova e si reinventa.
Dal 2020 la direzione artistica è affidata a Vladimir Luxuria, attivista, scrittrice, personaggio televisivo, attrice, cantante e drammaturga, nonché figura storica dell'attivismo LGBTQI+ italiano. In sette anni alla guida del festival, Luxuria ha saputo renderlo più internazionale, più intersezionale, più capace di parlare alle nuove generazioni senza tradire la memoria storica di chi ha costruito questa manifestazione nei decenni precedenti. Al suo fianco, per questa 41esima edizione, lavorano il vicedirettore artistico Angelo Acerbi, responsabile della selezione, e i selezionatori Elisa Cuter e Alessandro Uccelli, con la collaborazione di Niccolò Gossi.
Il tema 2026: lo sguardo come atto politico
"Chi guarda chi – Who's watching who" è il claim che accompagna l'edizione 2026, ed è molto più di uno slogan. È una provocazione filosofica e politica che attraversa tutto il programma del festival. L'immagine guida, uno scatto del fotografo Dario Gazziero, raffigura tre soggetti che fissano direttamente l'obiettivo: una donna con capelli rasati che tiene in mano un telefono con la bandiera arcobaleno, una drag queen in abito multicolore costruito con pellicola cinematografica che regge un secchiello di popcorn e una telecamera, un ragazzo con una videocamera. Tutti e tre guardano chi guarda, ribaltando il tradizionale rapporto tra immagine e spettatore.
Il messaggio è potente e immediato: guardare non è mai un atto neutro. Chi osserva è anche osservato, chi discrimina può essere a sua volta visto e giudicato, chi crede di stare al sicuro dietro la propria presunzione di superiorità si trova di colpo esposto allo sguardo altrui. "Chi si trova davanti a questa immagine si scopre osservato con quella sana inquietudine che si prova quando nel cinema si abbatte la quarta parete", ha spiegato Vladimir Luxuria, citando gli occhi di Giulietta Masina in Le notti di Cabiria come riferimento cinematografico ideale.
Questo tema non è casuale. Luxuria lo ha scelto come risposta creativa a un momento storico in cui l'oscurantismo sui diritti sembra avanzare su più fronti. Il cinema, in questa prospettiva, diventa strumento di coscienza critica: non solo racconta storie di identità e amore, ma sfida lo spettatore a interrogarsi sul proprio sguardo, sui propri pregiudizi, sulla propria capacità di vedere davvero ciò che ha di fronte.
La serata inaugurale e la madrina Donatella Finocchiaro
La quarantunesima edizione del Lovers Film Festival si aprirà giovedì 16 aprile alle ore 19.30 nell'Aula del Tempio della Mole Antonelliana, il simbolo più iconico di Torino e sede del Museo Nazionale del Cinema. La madrina della serata inaugurale è Donatella Finocchiaro, celebre attrice catanese nata nel 1970, che ha costruito una carriera straordinaria lavorando con alcuni dei più grandi registi del cinema italiano: Roberto Andò, Giuseppe Tornatore, Marco Bellocchio, Mimmo Calopresti, Edoardo Winspeare, Roberta Torre, Emanuele Crialese e Pupi Avati. A teatro è stata diretta, tra gli altri, da Luca Ronconi, Gigi Dall'Aglio e Andrea De Rosa.
"Sono onorata di essere la madrina del Lovers Film Festival", ha dichiarato l'attrice. "In un tempo in cui i diritti e le identità hanno ancora bisogno di essere difesi e raccontati, questo festival rappresenta un luogo dove questo accade. Celebrare il cinema LGBTQ+ significa celebrare l'amore in tutte le sue forme, abbattere stereotipi e costruire una comunità senza pregiudizi." Alla cerimonia inaugurale interverrà anche il sopranista Federico Fiorio, che eseguirà arie di Farinelli accompagnato dal pianista Luigi Trivisano, in un omaggio alla tradizione musicale barocca che aggiunge una dimensione artistica ulteriore all'apertura del festival.
Il film di apertura sarà Maspalomas di Aitor Arregi e Jose Mari Goenaga, alla presenza del co-regista Goenaga, preceduto dal cortometraggio Mike and the Magazine di Marcello Paolillo. Maspalomas racconta la storia di Vicente, 76 anni, che dopo il coming out in famiglia a 50 anni ha trovato la sua libertà nella cittadina balneare delle Canarie che dà il titolo al film. Colpito da un ictus, si ritrova a dover fare i conti con la figlia con cui aveva perso ogni rapporto e con le norme sociali da cui credeva di essersi liberato. Una pellicola spagnola di grande profondità umana, pluripremiata ai Premi Goya e al Festival di San Sebastián.
I film in concorso: uno sguardo sul mondo
Il cuore pulsante del festival è il programma cinematografico, con oltre 50 film provenienti da 21 nazioni che rappresentano un panorama straordinariamente ricco e variegato della produzione mondiale a tematica LGBTQI+. Il concorso internazionale lungometraggi "All The Lovers – Premio Ottavio Mai" include titoli di grande impatto emotivo e politico.
Between Dreams and Hope della regista iraniana Farnoosh Samadi è uno dei film più attesi: racconta la storia di Azad, ragazzo transgender che vive a Teheran con la compagna Nora e che deve intraprendere un viaggio verso il villaggio natale per ottenere dal padre i documenti necessari alla transizione. Presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival, è un film che parla di amore impossibile in un contesto di odio, con una tensione narrativa che non lascia scampo allo spettatore. Sempre nel concorso lungometraggi, Iván & Hadoum di Ian De La Rosa ha già conquistato il riconoscimento come miglior lungometraggio ai Teddy Awards 2026: ambientato in una serra industriale nel sud della Spagna, racconta la storia tra un uomo transessuale e una donna marocchina che sfidano le convenzioni sociali e familiari per amore.
Dal Belgio e dai Paesi Bassi arriva Julian di Cato Kusters, storia di una coppia che decide di sposarsi in tutti i 22 Paesi al mondo in cui è legale il matrimonio tra persone dello stesso sesso, un gesto simbolico e politico che ha un costo umano ed economico enorme. Da Macao, Taiwan, Hong Kong e Thailandia arriva invece Girlfriends di Tracy Choi, romanzo di formazione costruito a ritroso in cui lo scorrere del tempo e la sedimentazione della memoria diventano gli strumenti per raccontare l'identità lesbica in Asia orientale. Completano il concorso On the Sea di Helen Walsh, esplorazione della mascolinità ambientata sull'isola gallese di Anglesey, Un altre home / Another Man di David Moragas, melò barcellonese sul desiderio e la crisi di coppia, e Bookends di Mike Doyle, commedia americana con F. Murray Abraham nel ruolo di un nonno affetto da demenza senile.
Il concorso documentari "Real Lovers" offre titoli altrettanto toccanti. Cuidadoras di Martina Matzkin e Gabriela Uassouf segue tre donne transgender argentine che, dopo anni di lavoro sessuale, iniziano a lavorare in una casa di cura nella provincia di Buenos Aires. Ballata Femmenella di Elettra Raffaela Melucci e Giovanni Battista Origo è il primo documentario italiano che dà davvero voce ai femminielli napoletani, con una Napoli che fa da sfondo a storie di vita, desiderio e lotta per il riconoscimento. Barbara Forever di Brydie O'Connor è un omaggio alla cineasta queer Barbara Hammer, scomparsa nel 2019, icona del cinema sperimentale e lesbico internazionale, presentato alla Berlinale. La face cachée de la terre di Arnaud Alain segue invece Dimitri, un fotografo che sta perdendo la vista, in un film potente che intreccia disabilità e appartenenza alla comunità LGBTQI+. Treat Me Like Your Mother di Mohamad Abdouni racconta invece quattro decenni di memoria collettiva della comunità queer di Beirut attraverso gli archivi fotografici di quattro donne trans libanesi.
I film fuori concorso e le sezioni speciali
Tra i film fuori concorso, Blue Film di Elliot Tuttle è uno dei titoli più discussi della stagione: thriller claustrofobico sul sex work online, è stato definito il film-scandalo dell'Edinburgh International Film Festival per i temi scottanti che affronta, con due interpretazioni indimenticabili dei protagonisti tra cui Kieron Moore di Boots. Strange Journey: The Story of Rocky Horror di Linus O'Brien è invece un documentario sul fenomeno culturale che ha rivoluzionato il musical, con interviste esclusive al cast originale tra cui Tim Curry, Susan Sarandon, Jack Black e Trixie Mattel. La più piccola / La petite dernière di Hafsia Herzi racconta la storia di Fatima, 17 anni, che cerca di conciliare fede musulmana e desiderio emergente, con la protagonista Nadia Melliti premiata come migliore attrice all'ultimo Festival di Cannes.
Il programma include anche due focus speciali: il Focus Trieste, dedicato a cinematografie dell'Europa orientale e balcanica con titoli come Arkoudotrypa / Bearcave di Stergios Dinopoulos e Krysianna B. Papadakis, presentato a Venezia 2025, e We Are Perfect di Marek Kozakiewicz, documentario sul casting polacco per Fanfic di Netflix, e il Focus Mubi, che propone Strange Way of Life di Pedro Almodóvar con Ethan Hawke e Pedro Pascal, Shiva Baby di Emma Seligman, Passages di Ira Sachs e Rotting in the Sun di Sebastián Silva. Il Focus Uruguay offre invece una finestra sulla scena cinematografica uruguaiana con Nina & Emma di Mercedes Cosco, Siempre vuelven / Keep Coming Back di Sergio De León e Los Modernos di Marcela Matta e Mauro Sarser.
Non manca la sezione "Lovers Celebrations", dedicata quest'anno alla memoria di Udo Kier, il grande caratterista del cinema internazionale recentemente scomparso, con la proiezione di My Own Private Idaho / Belli e dannati di Gus Van Sant, Swan Song di Todd Stephens e Flesh for Frankenstein di Paul Morrissey, tutti film in cui Kier ha lasciato un segno indelebile. La sezione "Frisk" propone invece, in edizione restaurata e in anteprima mondiale, Frisk di Todd Verow, tratto dal romanzo di Dennis Cooper, uno dei titoli più estremi e discussi del New Queer Cinema degli anni Novanta.
Gli Ospiti e gli eventi
Il programma di eventi e incontri è denso e ricco di personalità. Venerdì 17 aprile si terrà la cerimonia del Premio Riflessi nel Buio, con la partecipazione dello scrittore e giornalista Gianluigi Ricuperati e del docente Luca Poma: un premio dedicato a film realizzati in Paesi dove la condizione omosessuale comporta rischi per la vita. Sempre venerdì, la stand-up comedian Simonetta Musitano intratterrà il pubblico con un monologo comico prima della proiezione di Apenas Coisas Boas / Only Good Things del brasiliano Daniel Nolasco.
Domenica 19 aprile, alle ore 16, si terrà uno degli appuntamenti più attesi: il panel "Il coraggio di una storia", in cui Andrea e Alessandro, protagonisti di una vicenda reale che intreccia omo-genitorialità e femminicidio, si racconteranno per la prima volta al pubblico con Vladimir Luxuria. Un momento di grande intensità emotiva e civile, che dimostra come il festival sappia andare oltre il cinema per toccare la realtà più concreta. Sempre domenica, il focus EuroPride vedrà la partecipazione di Alessandro Battaglia, presidente del comitato EuroPride Torino 2027, Patrick Orth di EPOA e Patrik Rásky del Budapest Pride, in un'anteprima di quello che Torino vivrà nel 2027.
Domenica sera, prima della proiezione di Un altre home / Another Man di David Moragas, ci sarà la presentazione del film A Year in London con la regista Flaminia Graziadei e la protagonista Melanie Liburd. Lunedì 20 aprile, Leo Gassmann si esibirà in una performance esclusiva prima di Bookends. La serata di chiusura, martedì 21 aprile, sarà presentata dal popolare conduttore Nicola Savino, con la proiezione finale di Plainclothes di Carmen Emmi, già premiato al Sundance come miglior cast e al Frameline come migliore opera prima.
Tra gli ospiti cinematografici più attesi, i protagonisti di Sensualità a Corte riceveranno il nuovo Adoration Award: Marcello Cesena, ideatore e protagonista del format cult nato nel 2005 nelle trasmissioni della Gialappa's Band e oggi in onda nel Gialappashow, insieme a Simona Garbarino e Fabrizio Lopresti. Sarà ospite anche Raúl Tejón, protagonista della popolare serie spagnola Machos alfa, che presenterà Who Wants to Marry an Astronaut? di David Matamoros. Helen Walsh, regista di On the Sea e celebre scrittrice britannica, presenterà il suo film insieme al produttore David Moores.
I premi e le giurie
Le tre giurie principali includono personalità di assoluto rilievo del mondo culturale e artistico italiano. Lorenzo Balducci, 42 anni, attore con una carriera che spazia dal cinema di Pupi Avati e Carlo Verdone alla commedia teatrale di stand-up, presiede la giuria del concorso lungometraggi, che assegnerà un premio in denaro di 1000 euro. Nel 2023 ha interpretato un piccolo ruolo in Un altro Ferragosto di Paolo Virzì e nel 2025 tornerà al cinema con Permafrost di Lucia Calamaro e con il nuovo film di Virzì, 5 secondi. Vincenzo Patanè, critico cinematografico e autore di numerosi volumi fondamentali sul cinema LGBTQI+ internazionale, guida la giuria documentari con un premio di 500 euro. Fumettibrutti, nome d'arte di Josefine Yole Signorelli, nata a Catania nel 1991, autrice di opere come P. La mia adolescenza trans, Anestesia e la recente Tutte le mie cose belle sono rifatte, presiede la giuria cortometraggi con un premio di 500 euro.
I premi speciali raccontano la rete di associazioni, realtà culturali e comunità che sostengono e animano il festival. Il Premio Torino Pride, del valore di 800 euro, è assegnato dal Coordinamento Torino Pride al film che meglio esprime il passaggio di senso tra generazioni diverse. Il Premio Giò Stajano, da 500 euro, rende omaggio a una delle figure più importanti della cultura LGBTQI+ italiana. Il Premio Young Lovers, assegnato da una giuria di cinque giovani presieduta da Walter Revello di Libere Gabbie, consiste nell'opera Clown, incisione autografa di Dante Selva, in occasione del 50° anniversario della sua morte. Il Premio Matthew Shepard dell'associazione Il Groviglio di Biella, una scultura dell'artista Maria Scarognina, va al film che meglio rappresenta il disagio e la speranza legati all'accettazione dell'orientamento sessuale. Il Premio Riflessi nel Buio, da 500 euro, è dedicato a un film realizzato in un Paese dove l'omosessualità è ancora un pericolo. L'Audience Award, infine, è votato direttamente dal pubblico in sala attraverso QR code per le categorie principali di lungometraggi, documentari e cortometraggi.
Le scuole al Lovers Film Festival
Un'attenzione particolare è riservata alle nuove generazioni. Martedì 21 aprile alle ore 9.30, il festival apre le porte alle scuole secondarie di secondo grado con una proiezione gratuita di Between Dreams and Hope di Farnoosh Samadi, seguita da un incontro con Angelo Acerbi e altri ospiti del festival. Un'occasione preziosa per dialogare con gli studenti su cinema, identità di genere, diritti, libertà e uguaglianza, utilizzando il linguaggio universale delle immagini per affrontare temi che spesso faticano a trovare spazio nei curricula scolastici tradizionali. L'iniziativa, a partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria, riflette la vocazione educativa e civile che il festival ha sempre mantenuto accanto alla sua dimensione culturale e di intrattenimento.
Biglietti, accesso e informazioni pratiche
Tutte le proiezioni si tengono al Cinema Massimo, in Via Verdi 18 a Torino, la multisala del Museo Nazionale del Cinema. I biglietti sono acquistabili online sul sito del festival a partire dal 9 aprile e presso le casse del cinema dal 16 aprile in poi, con vendita online disponibile fino a 15 minuti prima di ogni spettacolo. Il prezzo intero è di 7,50 euro, il ridotto di 5,50 euro. Sono previste riduzioni per possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte, Torino+Piemonte Card, Under 26, Over 65 e Aiace. Le persone con disabilità hanno diritto a due biglietti gratuiti, uno per sé e uno per l'accompagnatore, presentando la Disability Card alle casse fisiche. Tutti i film stranieri sono sottotitolati in italiano e l'accesso è vietato ai minori di 18 anni. Non sono previsti abbonamenti o carnet.
Il festival è realizzato dal Museo Nazionale del Cinema di Torino con il contributo del Ministero della Cultura, della Regione Piemonte e del Comune di Torino, con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo, della Fondazione CRT, di STT e dell'Associazione Museo Nazionale del Cinema. Sponsor principale è Iren, mentre i partner tecnici includono La Taverna di Fra Fiusch, Agatho Parfum, Gino Spa, Pfatisch e Dott, che offre uno sconto del 20% sui noleggi di monopattini e biciclette elettriche con il codice promozionale DOTTXLOVERS.
Un festival che guarda al futuro
Il 41° Lovers Film Festival è molto più di una rassegna cinematografica: è un presidio culturale, un luogo di incontro e di dialogo, uno spazio in cui le storie contano e le identità trovano riconoscimento. In un momento storico in cui sembra necessario ribadire principi che sembravano acquisiti, il cinema LGBTQI+ dimostra ancora una volta di saper rispondere con la forza delle narrazioni, con la bellezza delle immagini, con la complessità delle emozioni che solo il grande schermo sa evocare.
"Lovers è socializzazione, cultura e intrattenimento", ha dichiarato Vladimir Luxuria. "Entriamo in sala, spegniamo luci e cellulari e lasciamoci trasportare dalla magia di film da guardare e per farci guardare." Un invito semplice e profondo, che riassume perfettamente lo spirito di un festival che dopo quarantuno anni ha ancora tutto da dire.
Il 41° Lovers Film Festival si svolge dal 16 al 21 aprile 2026 al Cinema Massimo – Museo Nazionale del Cinema, Via Verdi 18, Torino. Biglietti e programma completo su loversff.com