Michele Soavi e Luca Musk, quando il fotogramma diventa visione onirica

Cinema

Michele Soavi, il regista che ha fatto ballare la morte in Dellamorte Dellamore e tremare le navate di La Chiesa, incontra Luca Musk, artista digitale che da anni abita la sua filmografia traducendola in immagini di potenza rara. Nello Studio Luca Musk Art, intervistato da Stefania Proietti per "Orizzonti Culturali", Soavi lo definisce senza esitazione: «artista onirico che con la sua penna magica crea visioni». Un pomeriggio che vale più di mille retrospettive

Quando il regista incontra il suo pittore

«Il cinema è sogno», diceva Ingmar Bergman. E i sogni, si sa, hanno bisogno di qualcuno che li sappia disegnare.

Il quattordici aprile scorso, nello Studio Luca Musk Art, Michele Soavi – l'uomo che ha portato la morte a ballare in Dellamorte Dellamore, che ha fatto tremare le navate di La Chiesa e sussurrare le ombre in La Setta – si è seduto di fronte a Stefania Proietti per un'intervista nella rubrica "Orizzonti Culturali". Al suo fianco, idealmente, i fantasmi luminosi di Dario Argento e Terry Gilliam: i maestri evocati, citati, riveriti come si fa con chi ti ha cambiato gli occhi.

L'artista che abita la sua filmografia

Ma il vero colpo di scena è Luca Musk. Artista digitale che da anni vive dentro la filmografia di Soavi come un abitante clandestino, traducendo atmosfere, tensioni e visioni filmiche in immagini di potenza rara. Nel 2023 aveva esposto al FiPILI Horror Festival opere dedicate a Dellamorte Dellamore. Nel 2024 una retrospettiva intera al Fanta Festival. Adesso nuove illustrazioni, ispirate all'intera carriera del regista.

Soavi le guarda. Si ferma. Le definisce opera di un «artista onirico che con la sua penna magica crea visioni». Non è la cortesia di circostanza che si tributa agli ospiti: è il riconoscimento tra pari di chi sa cosa significa costruire un'immagine che resta.

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Il portfolio, il ritratto, i Demoni

Per l'occasione Musk consegna al regista un portfolio inedito: opere originali e un ritratto pop di Soavi stesso, in digital art, ispirato al periodo di Demoni. Un gesto che trasforma l'incontro in qualcosa di più duraturo. Come avrebbe detto Rabelais, «bevo per la sete che avrò»: Musk dipinge per i film che verranno, non solo per quelli che sono stati.

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Orizzonti Culturali e i grandi del cinema italiano

L'appuntamento si inserisce nel vasto calendario di "Orizzonti Culturali", la rubrica dello Studio Luca Musk Art che tiene fede al suo nome: portare il cinema dove si guarda lontano. Dai David di Donatello al Bif&st, da Romics al Film Impresa, con interviste a Pupi Avati, Sergio Rubini, Antonio Monda e, in una precedente occasione, ad Antonello Geleng, vincitore del David 1994 proprio per Dellamorte Dellamore.

Il cerchio si chiude con una certa eleganza. Tutto il materiale è su lucamuskart.com.

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