Moulin Rouge! torna al cinema: perché rivedere oggi il musical di Baz Luhrmann

Cinema
Paolo Nizza

Paolo Nizza

Dal 9 all’11 marzo Moulin Rouge! torna nelle sale italiane per celebrare i 25 anni del musical visionario di Baz Luhrmann con Nicole Kidman ed Ewan McGregor. Presentato a Cannes nel 2001, il film ha reinventato il musical cinematografico fondendo pop, opera e videoclip in un’esplosione visiva e musicale. Rivederlo oggi al cinema significa riscoprire un’opera che parla ancora di libertà, arte e amore assoluto

Moulin Rouge! torna al cinema: perché rivedere oggi il musical che ha cambiato Hollywood

Nel 2001 Moulin Rouge! sembrava arrivare da un altro pianeta.
Un musical sfacciato, coloratissimo, pieno di pop, opera e melodramma.
Venticinque anni dopo torna al cinema e continua a sembrare unico.

Il musical visionario diretto da Baz Luhrmann, interpretato da Nicole Kidman e Ewan McGregor, torna nelle sale italiane dal 9 all’11 marzo per celebrare i suoi venticinque anni all’interno della rassegna Back to Cult di Nexo Studios.

Rivederlo oggi non è soltanto un’operazione nostalgica.

È l’occasione per riscoprire un film che, quando uscì nel 2001, sembrò arrivare da un altro pianeta: un musical sfacciato, coloratissimo, romantico fino all’eccesso, capace di mescolare opera, pop, videoclip e melodramma in un unico gigantesco spettacolo cinematografico.

E soprattutto il film che ha dimostrato che il musical non era affatto morto

5 curiosità su Moulin Rouge! che forse non sapevi

1. Nicole Kidman si ruppe due costole durante le riprese
Girare Moulin Rouge! fu fisicamente estenuante. Durante una scena di danza Nicole Kidman si ruppe alcune costole mentre veniva sollevata in aria dai ballerini. L’attrice ha raccontato che il musical è stato uno dei film più impegnativi della sua carriera.

2. Leonardo DiCaprio fece il provino per Christian
Prima che il ruolo andasse a Ewan McGregor, tra gli attori considerati c’era anche Leonardo DiCaprio, che aveva già lavorato con Baz Luhrmann in Romeo + Juliet. Alla fine, il regista scelse McGregor per la sua voce e la sua formazione teatrale.

3. Le canzoni del film sono quasi tutte hit pop
La colonna sonora è costruita come un gigantesco jukebox musicale: nel film compaiono brani di Elton John, Madonna, Nirvana, Queen e molti altri artisti. Per ottenere i diritti delle canzoni Baz Luhrmann impiegò oltre due anni di trattative.

4. Heath Ledger fece un provino per il film
Tra gli attori considerati per il ruolo di Christian c’era anche Heath Ledger, che all’epoca era ancora molto giovane. Il provino con Nicole Kidman fu molto apprezzato, ma il regista preferì un attore leggermente più maturo.

5. Il film rilanciò il musical al cinema
Quando uscì nel 2001, il musical cinematografico era considerato un genere quasi scomparso. Il successo di Moulin Rouge! dimostrò invece che il pubblico aveva ancora voglia di spettacoli musicali sul grande schermo, aprendo la strada a film come Chicago e La La Land.

Approfondimento

Serena Autieri interpreta Satine in "Moulin Rouge! Il Musical". VIDEO

La Parigi bohémien reinventata dal cinema

La storia di Moulin Rouge! si svolge nella Parigi di fine Ottocento, nel quartiere bohémien di Montmartre.

È qui che arriva Christian, giovane poeta idealista che sogna di vivere di arte e libertà. In breve tempo entra in contatto con una comunità di artisti guidati da Henri de Toulouse-Lautrec e viene coinvolto nella creazione di uno spettacolo destinato al celebre cabaret Moulin Rouge.

Ma il vero incontro che cambia tutto è quello con Satine.

La stella del locale, una cortigiana che sogna di diventare una grande attrice. Tra i due nasce una passione travolgente destinata a consumarsi sotto lo sguardo geloso del ricco duca che vuole possederla e del proprietario del locale Harold Zidler.

La loro storia d’amore è al centro di un melodramma che richiama la tradizione dell’opera lirica e delle grandi tragedie romantiche. Non a caso la struttura narrativa si ispira al mito di Orfeo ed Euridice, dove l’amore diventa una discesa negli inferi e un tentativo disperato di salvare ciò che è destinato a perdersi.

Ma quello che rende il film unico non è soltanto la storia.

È il modo in cui viene raccontata.

Approfondimento

Moulin Rouge, le curiosità sul film

Le scene più iconiche di Moulin Rouge!

In venticinque anni Moulin Rouge! ha regalato alcune delle sequenze musicali più memorabili del cinema contemporaneo. Dall’ingresso trionfale di Satine sulle note di Diamonds Are a Girl’s Best Friend, tra piume rosse e scintillii da cabaret, alla dichiarazione d’amore sul tetto di Montmartre durante l’Elephant Love Medley. E poi il tango febbrile di El Tango de Roxanne, forse il momento più drammatico del film, fino alla struggente promessa finale di Come What May. Scene che hanno trasformato il musical di Baz Luhrmann in un piccolo atlante dell’amore romantico raccontato attraverso musica, spettacolo e melodramma.

 

L’estetica pop di Baz Luhrmann in Moulin Rouge

Quando Baz Luhrmann gira Moulin Rouge! ha già dimostrato di essere uno dei registi più eccentrici del cinema contemporaneo.

Con Romeo + Juliet aveva trasformato Shakespeare in un videoclip pop. Con Strictly Ballroom aveva reinventato il film musicale attraverso il mondo delle gare di ballo.

Moulin Rouge! rappresenta l’apice di questa ricerca stilistica.

Luhrmann costruisce il film come un universo iperteatrale, dove tutto è amplificato: i colori sono saturi, i movimenti di macchina vertiginosi, il montaggio frenetico.

Lo spettatore non è mai invitato a credere nella realtà di ciò che vede. Al contrario, il regista vuole ricordargli continuamente che sta assistendo a uno spettacolo.

È quello che lui stesso definisce “red curtain cinema”: un tipo di racconto in cui il mondo rappresentato è volutamente artificiale, quasi da palcoscenico, e lo spettatore accetta questo patto con il film.

Il risultato è un’estetica travolgente, a metà tra opera lirica, videoclip MTV e teatro musicale.

Un cinema che non ha paura dell’eccesso.

Approfondimento

Moulin Rouge!, le canzoni più belle del film

La colonna sonora e il jukebox musical

Uno degli elementi più rivoluzionari del film è la sua colonna sonora.

Moulin Rouge! è costruito come un gigantesco jukebox musicale: canzoni pop degli anni Settanta, Ottanta e Novanta vengono inserite in una storia ambientata nel 1899.

Una scelta che all’epoca sembrò quasi scandalosa.

Nel film compaiono brani di Elton John, Madonna, Nirvana, Queen, David Bowie e molti altri artisti. Il risultato è una colonna sonora che attraversa generazioni e linguaggi musicali diversi.

Tra i momenti più iconici ci sono:

  • Your Song di Elton John cantata da Christian
  • il medley romantico Elephant Love Medley
  • il tango drammatico di Roxanne
  • l’inno finale Come What May

Per ottenere i diritti di tutte queste canzoni Baz Luhrmann impiegò più di due anni di trattative.

Quella scelta musicale ha trasformato il film in un’esperienza emotiva universale: ogni spettatore riconosce almeno una delle canzoni e la ricollega alla propria memoria.

Il musical diventa così un gigantesco archivio sentimentale della cultura pop.

Nicole Kidman: una diva tragica

Il cuore del film resta comunque la performance di Nicole Kidman.

La sua Satine è una figura sospesa tra ironia e tragedia, glamour e vulnerabilità.

Una diva che ricorda le grandi eroine dell’opera ottocentesca: donne splendide, idolatrate dal pubblico, ma segnate da un destino tragico.

Girare il film fu un’esperienza fisicamente durissima per l’attrice. Le giornate iniziavano all’alba con ore di trucco e preparazione prima di affrontare le riprese dei numeri musicali.

Il musical cinematografico è uno dei generi più impegnativi da realizzare.

E Moulin Rouge! lo dimostra in ogni scena.

Ewan McGregor e la nostalgia romantica

Accanto a Kidman, Ewan McGregor costruisce un Christian che è pura malinconia romantica.

Il suo personaggio è un poeta che crede ancora nell’amore assoluto.

Una figura quasi anacronistica nel cinema contemporaneo.

Christian rappresenta l’idea romantica dell’artista che vive per l’amore e per la bellezza.

E proprio attraverso la scrittura della loro storia il film si trasforma in una riflessione sul potere dell’arte: raccontare significa salvare ciò che è stato perduto.

Il mito romantico di Satine e Christian

Nel tempo la storia tra Satine e Christian è diventata una delle grandi storie d’amore del cinema moderno.

Non è soltanto una relazione sentimentale.

È un mito romantico.

Come Romeo e Giulietta, come Orfeo ed Euridice, i due protagonisti rappresentano l’idea di un amore assoluto destinato a scontrarsi con il mondo.

Satine è una donna che ha imparato a vendere il proprio fascino per sopravvivere. Christian invece crede ancora nella purezza dei sentimenti.

Quando i due si incontrano nasce una tensione drammatica che attraversa tutto il film.

L’amore diventa una forma di ribellione.

Una sfida alle regole del mondo dello spettacolo e del potere.

E proprio per questo la loro storia assume un valore quasi mitologico.

Il film che ha rilanciato il musical

Quando uscì nel 2001, Moulin Rouge! ottenne un successo straordinario.

Il film incassò oltre 179 milioni di dollari nel mondo e ricevette otto nomination agli Oscar, vincendo per scenografia e costumi.

Ma il suo vero impatto fu culturale.

Il film dimostrò che il musical poteva tornare a essere un genere centrale nel cinema contemporaneo.

Negli anni successivi Hollywood tornò a investire in film musicali, aprendo la strada a opere come Chicago, La La Land e The Greatest Showman.

Moulin Rouge! aveva riaperto la porta.

Perché rivederlo oggi al cinema

Guardare Moulin Rouge! su uno schermo domestico significa perdere una parte fondamentale dell’esperienza.

Il film è stato pensato per il grande schermo.

Le scenografie monumentali, il montaggio frenetico, la potenza della musica diventano davvero travolgenti solo in una sala cinematografica.

Il ritorno in sala è quindi l’occasione perfetta per riscoprire il film nel modo per cui è stato concepito: uno spettacolo collettivo, un cabaret cinematografico che travolge lo spettatore con immagini, musica ed emozioni.

Se Moulin Rouge fosse un cocktail

Se Moulin Rouge! fosse un cocktail non potrebbe essere un drink minimalista.

Sarebbe qualcosa di teatrale, brillante, leggermente decadente.

Lo chiameremmo Bohemian Rouge.

La base sarebbe champagne rosé, simbolo dello scintillio del cabaret.
Poi arriverebbe l’assenzio, il liquore degli artisti e dei poeti della Parigi bohémien.

Dentro scivolerebbe un liquore ai frutti rossi, sensuale e vellutato come Satine.

E sul fondo resterebbe una goccia di bitter scuro.

Perché dietro lo spettacolo del Moulin Rouge si nasconde sempre una tragedia.

Il primo sorso sarebbe festoso.
Il secondo romantico.

L’ultimo inevitabilmente malinconico.

Moulin Rouge! Il musical che non ha mai smesso di brillare

A distanza di venticinque anni il film  Moulin Rouge! continua a essere un film divisivo.

C’è chi lo trova eccessivo.
C’è chi lo considera un capolavoro.

Ma forse proprio questa polarizzazione è la prova della sua importanza.

Moulin Rouge! non è un film che cerca il consenso.

È un film che pretende di essere amato.

E rivederlo oggi al cinema significa ricordare quanto il cinema possa essere ancora spettacolo, emozione e vertigine romantica.

Perché, come dice una delle frasi più celebri del film:

“The greatest thing you’ll ever learn is just to love and be loved in return.”

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