La nuova piattaforma nata da poco raccoglie circa quattromila film ormai in pubblico dominio, accessibili senza registrazione, pubblicità o sistemi di tracciamento. Il servizio aggrega contenuti da Wikimedia Commons, Internet Archive e YouTube e li organizza in modo uniforme. La visibilità dei titoli dipende dal numero di collegamenti su Wikipedia. È gestito da una community e include una blacklist per contenuti sensibil
In un panorama dominato da abbonamenti, profilazioni e algoritmi che influenzano attivamente le scelte degli utenti, WikiFlix rappresenta un’anomalia quasi nostalgica. La piattaforma mette a disposizione quattromila film in pubblico dominio, accessibili senza login e senza pubblicità. Un gesto che rievoca l’Internet delle origini: meno orientato al consumo, più vicino alla logica della condivisione e del bene comune.
Un archivio che fa l’archivio
A differenza dei colossi dello streaming, WikiFlix non promette personalizzazioni né suggerimenti basati sul comportamento degli utenti. Il suo obiettivo è semplicemente quello di raccogliere in un unico luogo opere già libere da diritti, distribuite tra Wikimedia Commons, Internet Archive e vecchi caricamenti su YouTube. Nessun algoritmo proprietario, nessuna gerarchia costruita per trattenere lo spettatore: solo un catalogo ordinato, fedele allo spirito dell’archiviazione
Un secolo di cinema, accessibile a tutti
Navigando su WikiFlix non si trovano prime visioni o titoli appena usciti, ma un viaggio nel tempo che attraversa un secolo di storia del cinema. Dai pionieri come Georges Méliès al primo Oscar “Wings”, da “Nosferatu” alle commedie dimenticate, fino ad animazioni d’epoca e film provenienti da cinematografie raramente distribuite all’estero. Opere che spesso mancano sulle piattaforme commerciali non per mancanza di valore, ma per assenza di proprietà: non appartengono più a nessuno e, proprio per questo, appartengono a tutti.
Un progetto nato dal basso e mantenuto dalla community
Come Wikipedia, WikiFlix vive grazie alla comunità. L’obiettivo non è “avere più contenuti”, ma rimuovere barriere all’accesso. Anche la presenza di una blacklist — pensata per filtrare contenuti problematici come opere di propaganda — risponde a questa logica. “Vanno bene in contesti didattici, ma WikiFlix punta all’intrattenimento”: la linea editoriale è chiara, minima ma imprescindibile. Su WikiFlix non esistono classifiche, suggerimenti personalizzati o strategie per trattenere lo spettatore. I film in evidenza sono semplicemente quelli con il maggior numero di collegamenti su Wikipedia. Un criterio insieme trasparente e artigianale: se l’enciclopedia parla spesso di un’opera, forse vale la pena di guardarla.
Uno spazio per chi cerca memoria, non consumo
WikiFlix non incoraggia binge watching né rincorre le mode del momento. È pensato per chi vuole esplorare con lentezza, senza un algoritmo che decida al posto suo. Per chi considera la cultura una memoria condivisa, non un catalogo infinito in cui perdersi. In un panorama di piattaforme chiuse, WikiFlix rimette al centro un’idea quasi rivoluzionaria: un archivio libero, aperto, accessibile.
Come Internet avrebbe dovuto essere.