Il mago del Cremlino, Jude Law è Vladimir Putin: 6 curiosità sul film in uscita

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Il 12 febbraio arriva nei cinema italiani l’ultimo lavoro di Olivier Assayas, tratto dall’omonimo romanzo di Giuliano da Empoli che racconta l’ascesa al potere del presidente russo attraverso gli occhi del suo spin doctor. Alla scrittura della sceneggiatura ha contribuito anche Emmanuel Carrère

Arriva nei cinema italiani il 12 febbraio Il mago del Cremlino, film che racconta l'ascesa al potere del presidente russo Vladimir Putin (interpretato da Jude Law) attraverso il racconto del suo spin doctor Vadim Baranov (Paul Dano, in un ruolo ispirato all'ex consigliere Vladislav Surkov). Ecco 6 cose da sapere sul lavoro diretto da Olivier Assayas.

L’ambientazione

Il film di Assayas è ambientato nella Russia dei primi anni ’90, quando l’Urss è ormai crollata. Baranov, prima artista d’avanguardia e poi produttore di reality show, diventa consigliere ufficioso di un ex agente del Kgb destinato a conquistare il potere assoluto: colui che presto sarà conosciuto come ‘lo Zar’ Vladimir Putin.

Il romanzo

Il mago del Cremlino è tratto dall’omonimo romanzo di Giuliano da Empoli, pubblicato nel 2022 - appena due mesi dopo l’inizio dell’invasione russa in Ucraina - e vincitore del Grand prix du roman de l'Académie française. Lo scrittore ha raccontato di essersi interessato a Surkov durante le ricerche per un altro saggio, e di aver trovato la sua figura così intrigante da decidere di basare un romanzo su di lui, pur non avendolo mai incontrato.

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Il ruolo di Emmanuel Carrère

La sceneggiatura del film è stata scritta da Olivier Assayas insieme a Emmanuel Carrère. "Mi sono detto: ‘Racconterò una storia russa. Io non sono russo. Non conosco molto la storia politica russa recente’. E ho pensato che sarebbe stato prezioso lavorare con qualcuno come Emmanuel, che ha una conoscenza della Russia molto più approfondita e raffinata della mia", ha spiegato il regista in un’intervista a Variety.

Baranov e Surkov

Assayas ha raccontato inoltre che non sapeva dell’esistenza di Vladislav Surkov: "A un certo punto ho capito che Giuliano aveva usato una persona reale, ma in realtà questo è stato più un ostacolo che altro, in primo luogo perché è, onestamente, un personaggio piuttosto detestabile, e poi perché è molto meno interessante del Vadim Baranov di Giuliano da Empoli. Mi sono detto: ‘Lascio perdere Sourkov, non mi interessa, mi interessa la versione più complessa, più ricca, più umana, più ampia di questo personaggio creato da Giuliano’".

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Le riprese in Lettonia

Il mago del Cremlino è stato girato interamente in Lettonia: sempre a Variety, Assayas ha spiegato che il Paese "ospita un bel po' di rifugiati russi, il che ci ha permesso di avere attori con accento russo e ho potuto completare le mie ricerche e convalidare la ricostruzione storica con resoconti di prima mano di giornalisti politici e russi emigrati". Inoltre, ha aggiunto, "questo film è stato particolarmente difficile da realizzare perché è una storia ambientata in Russia, in luoghi che esistono ma a cui non avevamo accesso. Era inimmaginabile girare in Russia".

Il Cremlino ha commentato il film

Quando il film di Assayas è approdato alla Mostra del Cinema di Venezia, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato: "Putin è uno dei leader mondiali più esperti e di maggior successo sul pianeta. È un leader la cui influenza sugli affari mondiali è difficile da sopravvalutare". Pertanto, ha aggiunto, "l'interesse verso di lui in vari Paesi del mondo è del tutto naturale".

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