Elisa, il thriller di Leonardo Di Costanzo da stasera su Sky e NOW

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Il cinema d’autore incontra la cronaca più profonda nell'ultima opera di Leonardo Di Costanzo presentata in concorso alla 82ª Mostra del Cinema di Venezia. Ispirato a fatti reali e al saggio "Io volevo ucciderla", il film scava nel trauma di una donna condannata per un omicidio apparentemente inspiegabile. Un viaggio teso e inquietante tra le pieghe della psiche umana, in arrivo domenica 25 gennaio in esclusiva su Sky e NOW..

Dopo il successo di Ariaferma, Leonardo Di Costanzo torna a esplorare i confini della reclusione, questa volta spostando l'obiettivo dal sistema carcerario all'abisso della mente umana. "Elisa", presentato in concorso alla 82ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, debutterà in prima TV domenica 25 gennaio alle 21:15 su Sky Cinema Uno e in streaming su NOW. Il film sarà disponibile anche on demand, con l’opzione del formato 4K per un’esperienza visiva ancora più immersiva

Un’indagine psicologica tra verità e manipolazione

La pellicola trae ispirazione da una vicenda reale e complessa, rielaborando le analisi contenute nel saggio Io volevo ucciderla dei criminologi Adolfo Ceretti e Lorenzo Natali. Al centro della narrazione c'è Elisa, interpretata da Barbara Ronchi, una donna che sta scontando una pena di dieci anni per aver ucciso la sorella maggiore e averne bruciato il corpo. Il regista descrive la protagonista come un soggetto enigmatico: “un personaggio di cui percepiamo la sofferenza, ma anche la freddezza e la capacità di manipolare le persone vicine”. Attraverso un confronto serrato con il criminologo Alaoui, il film costringe lo spettatore a oscillare tra l'empatia e il rifiuto, mentre i ricordi della donna iniziano faticosamente a riemergere dal silenzio

Cast e dettagli della visione

Accanto a Barbara Ronchi, il cast vanta nomi di rilievo come Roschdy Zem, Valeria Golino, Diego Ribon e Elisa Aloui. Per i clienti Sky da più di tre anni, grazie al programma loyalty Sky Extra, il film sarà accessibile in anteprima on demand attraverso la sezione Primissime. La produzione conferma la cifra stilistica di Di Costanzo: un cinema del reale che non offre risposte semplici, ma preferisce indagare il "velo di silenzio" che spesso separa il colpevole dal proprio atto estremo.

La redenzione possibile oltre il delitto

"Elisa" non si limita alla ricostruzione di un crimine, ma si interroga sulla possibilità di una rinascita attraverso l'accettazione della propria colpa. In un’epoca in cui la cronaca nera viene spesso spettacolarizzata, il lavoro di Di Costanzo si distingue per il rigore etico, trasformando il dialogo clinico in un atto di resistenza umana. È un racconto che ci ricorda come la comprensione del male non coincida necessariamente con la sua giustificazione, ma sia l’unico passaggio obbligato per intravedere, forse, il primo passo verso la redenzione

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