Moonage - Daydream, cosa sapere sul documentario su David Bowie stasera in tv

Cinema

Va in onda su Rai 3, giovedì 8 gennaio, il primo documentario ufficiale sull'artista, presentato in anteprima al Festival di Cannes nel 2022 e diretto da Brett Morgen

Va in onda su Rai 3, giovedì 8 gennaio, Moonage Daydream, il documentario su David Bowie diretto da Brett Morgen.

Di cosa parla Moonage Daydream

Documentario-evento dedicato a David Bowie, diretto da Brett Morgen e uscito nel 2022, Moonage Daydream (il primo film biografico autorizzato dagli eredi) racconta l’artista britannico in modo radicalmente diverso rispetto ai classici biopic musicali. Più che una cronaca lineare della sua vita, il film è un’esperienza immersiva e sensoriale che invita lo spettatore a entrare nell’universo creativo, filosofico ed emotivo di Bowie.

 

Costruito interamente attraverso materiali d’archivio, molti dei quali inediti, Moonage Daydream non prevede interviste tradizionali né commenti esterni: è Bowie stesso a guidare il racconto, attraverso immagini, performance, riflessioni e frammenti audio che si intrecciano in un flusso visivo e sonoro potente. La colonna sonora, curata da Tony Visconti, storico collaboratore dell’artista, rielabora i brani più iconici di Bowie in una chiave nuova e avvolgente, pensata per il cinema.

 

Il documentario esplora temi centrali nella poetica di Bowie: identità, trasformazione, arte, solitudine, spiritualità e impermanenza. Emergono il suo rifiuto delle etichette, la continua reinvenzione dei personaggi – da Ziggy Stardust al Duca Bianco – e la visione dell’arte come mezzo per comprendere il caos del mondo. Non viene costruito un mito distante, ma il ritratto di un uomo profondamente consapevole del cambiamento come unica costante.

 

Moonage Daydream è pensato sia per i fan di lunga data sia per chi si avvicina per la prima volta a Bowie. Non spiega tutto, non semplifica, ma coinvolge. È un viaggio ipnotico che restituisce l’essenza di un artista irripetibile, celebrandone la libertà creativa e l’eredità culturale senza tempo.

Un artista diventato leggenda

David Bowie è stato uno degli artisti più influenti e rivoluzionari della musica del Novecento, capace di reinventarsi costantemente e di anticipare tendenze artistiche, musicali e culturali. Nato a Londra nel 1947, inizia la sua carriera negli anni Sessanta. Il successo arriva nel 1969 con Space Oddity, brano passato alla storia per l'immaginario futuristico, e per la capacità di raccontare l’alienazione dell’uomo moderno.

 

Negli anni Settanta Bowie costruisce il suo mito attraverso personaggi iconici come Ziggy Stardust, Aladdin Sane e il Duca Bianco, fondendo rock, glam, teatro e moda in una visione artistica totale. Album come The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars, Hunky Dory e Heroes segnano profondamente la storia della musica, influenzando generazioni di artisti. Fondamentale per lui è il periodo berlinese, durante il quale, insieme a Brian Eno, sperimenta sonorità elettroniche e ambient, spingendo il pop verso territori inesplorati.

 

Negli anni Ottanta raggiunge un successo ancora più ampio con dischi come Let’s Dance, dimostrando di saper dialogare con il grande pubblico senza rinunciare alla propria identità artistica. Parallelamente sviluppa una carriera cinematografica, recitando in film come L'uomo che cadde sulla terra e Labyrinth.

 

Negli anni successivi continua a sperimentare, alternando elettronica, industrial, jazz e rock, mantenendo una libertà creativa rara nel panorama pop. Dopo un lungo silenzio, torna nel 2013 con The Next Day e chiude la carriera con Blackstar (2016), pubblicato pochi giorni prima della sua morte. Un’opera intensa e visionaria che suggella un percorso unico, fatto di trasformazione, arte e ricerca costante.

British singer-songwriter David Bowie performing at BC Place in Vancouver, during his Serious Moonlight tour, Canada, 9th August 1983. (Photo by Armando Gallo/Getty Images)

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