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"Un altro ferragosto", Virzì continua la storia dopo ventotto anni

Cinema

Bruno Ployer

A Ventotene, dopo tanti anni, tornano a confrontarsi due gruppi sociali che più diversi non si potrebbe. Abitano in due case vacanza vicinissime, proprio come in "Ferie d'agosto". Qualche personaggio non c'è più, altri hanno attraversato una vita difficile, qualcuno si unisce. C'è anche chi si trova a fare i conti definitivi della propria esistenza. Con leggerezza e introspezione Paolo Virzì dà un seguito al suo film del 1996

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Paolo Virzì è tornato a Ventotene, dove ha girato il seguito di “Ferie d’agosto”, uscito nel 1996. “Un altro ferragosto” è nei cinema dal 7 marzo e riprende il filo del racconto di un gran numero di personaggi, le cui vicende si intrecciano in una commedia che sovrappone al confronto tra due gruppi sociali agli antipodi lo sguardo nell’interiorità delle vicende dei singoli: tutte complesse, spesso tragicomiche, a volte apparentemente irrisolvibili.

Da questa antologia di uomini e donne alle prese con il proprio passato più che con le rispettive speranze, nasce un film che sa divertire e sorprendere, con riferimenti all’attualità e agli ideali. Tra gli attori visti nel primo capitolo ritroviamo Silvio Orlando, Laura Morante, Sabrina Ferilli, tra i nuovi Christian De Sica, Anna Ferraioli Ravel, Vinicio Marchioni.

 

Paolo Virzì, quanto è importante aver visto “Ferie d’agosto” prima di andare al cinema per “Un altro ferragosto”?

 

“Per chi ha visto il vecchio film sarà un piacere vedere cosa è successo ai personaggi che già conosceva, per chi non l’ha visto penso che potrà comunque essere interessante perché è una storia nuova, anche se lo sguardo di chi racconta è un po’ cambiato dopo ventotto anni.”

 

Uno dei personaggi principali è una influencer in voga. Il web che ruolo ha in questo film?

 

“È un moltiplicatore di energia di questa nuova patologia collettiva che è il narcisismo, il desiderio di esporsi: un’occasione straordinaria per diventare stupidi”.