Audition, torna al cinema il capolavoro horror di Takeshi Miike

Cinema

Arriva in Italia come evento speciale il 23-24-25 gennaio con Wanted Cinema,  il celebre horror giapponese che torna in sala in una nuova versione restaurata. Diretto da Takashi Miike e basato sul romanzo di Ryu Murakami, è considerato uno dei migliori film del regista, che l’ha consacrato in tutto il mondo come autore di culto per gli amanti dei film estremi  e per i cinefili in generale

“Volevo fare un film che gli spettatori si sarebbero pentiti di aver visto”, ha dichiarato il regista, che ha concepito il film come una storia d’amore contorta e beffarda. A chi gli chiede se la visione di Audition possa essere pericolosa per gli spettatori più impressionabili, Takashi Miike risponde: “Il mio film è pericoloso, ma sempre meno di quanto possa diventarlo un essere umano”. Uscito per la prima volta nel 1999, Audition diventò il fenomeno del festival di Rotterdam di quell’anno, conferendogli una visibilità internazionale senza precedenti. E ora grazie a Wanted Cinema, il film torna nelle sale cinematografiche in versione restaurata da Lunedì 23 a mercoledì 25 gennaio.

QUI L'ELENCO DELLE  SALE DOVE PROIETTANO IL FILM

Audition, la trama del film

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Shigeharu Aoyama, un produttore cinematografico vedovo da sette anni, accetta il consiglio del collega Yoshikawa, di organizzare un‘audizione per un film immaginario per trovare una nuova moglie. Ritiene di averla trovata quando si imbatte in Asami Yamasaki, una giovane donna dolce e intelligente ma misteriosa. L’uomo si innamora immediatamente di lei e, senza rivelare il suo sotterfugio, inizia una relazione con la ragazza. Durante un fine settimana romantico al mare, Asami scompare. Il produttore si mette alla ricerca della sua innamorata, scoprendone un segreto angosciante: è coinvolta nella scomparsa e nell‘omicidio di diverse persone. Quando inizia a capire la vera personalità di Asami, questa ricompare e tutto, per lui, si trasforma in un incubo…

Audition, Miike incontra l'horror

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Dopo una lunga gavetta in televisione Takashi Miike si è affermato a partire dal 1991 come regista di yakuza movies, un genere cinematografico giapponese incentrato sull’organizzazione criminale giapponese omonima, con una lunga serie di film realizzati a ritmo velocissimo (anche 5 o 6 all’anno) per il redditizio mercato home video, o V-Cinema, considerato di serie B o Z. Tra il 1999 e il 2000 Miike firma ben 10 film. E’ già un fenomeno commerciale del cinema giapponese quando il produttore alle prime armi Toyoyuki Yokohama gli offre lo script di Audition consigliandogli di cavalcare l’onda dei film horror lanciata da The Ring di Hideo Nakata (1998). Arrivato al suo 35° film (in 9 anni) Miike incontra l’horror e ottiene per la prima volta premi e successo internazionali. La sua aggressività e il suo gusto per la violenza lo hanno fatto paragonare a Kinji Fukasaku, il regista di La tomba dell’onore e Battle Royale e scene splatter erano già presenti nel suo cinema precedente. Ma nulla nella sua filmografia già corposa assomiglia davvero a un film horror prima di Audition.

Asami, la sadica protagonista di Audition

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Miike ha intuito l‘opportunità di mettere in scena un personaggio femminile con impulsi sadici che non hanno nulla da invidiare a quelli dei gangster tatuati. Audition è l’adattamento di un romanzo di Ryu Murakami, reso famoso da Coin Locker Babies (1980), scrittore che ha fatto molto per la scoperta della nuova letteratura giapponese e che non va confuso con l’altro Murakami, Haruki, la cui immaginazione è molto meno eccitata. La sceneggiatura è di Daisuke Tengan, figlio maggiore di Shohei Imamura. Ed è proprio alla scuola fondata dal grande maestro del cinema giapponese che il giovane Takashi si era formato per poi iniziare come assistente alla regia in film come Il mezzano (1987) e Pioggia nera (1989). Non c‘è dubbio che il cinema molto fisico di Miike e la sua assenza di tabù abbiano un legame con quello dell’autore di La Vendetta è mia (1979). Questa doppia filiazione, naturale e cinematografica, darà vita a una nuova donna-insetto: Asami, la tarantola il cui pungiglione è una siringa che inietta le sue vittime con un veleno paralizzante.

Audition, dal libro al film

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Asami, come nell‘opera originale, doveva essere tanto seducente quanto terrificante. Dalla confessione di Murakami, il romanzo è una lettera d‘amore indirizzata a un‘attrice incontrata durante le audizioni del suo film Tokyo Decadence. Questo sarebbe, secondo Miike, un modo per dirgli che la ama ancora e che ne soffre. Miike ha quindi concepito il film come una storia d’amore “contorta“. La sceneggiatura è molto fedele al romanzo, anche se si discosta per due motivi. Uno è narrativo, perché si focalizza sulla deriva mentale del produttore Aoyama che collassa dopo essere stato stregato da Asami. Il film rivisita in modo alterato gli episodi della relazione tra i due protagonisti, come nella scena dell‘appuntamento in un bar. „Le scene sono le stesse, ma i dialoghi sono un po‘ diversi“, spiega Miike. Gli occhiali sono di un altro colore. Questo per confondere lo spettatore. I set si mescolano, le immagini della moglie defunta ritornano e lui entra nel passato di Asami. Osserva gli abusi sessuali subiti per mano del patrigno disabile. Queste scene hanno una natura ambigua perché in nessun momento Asami si è confidata con Aoyama. Eppure, dicono la verità sul personaggio. L‘altra discrepanza è una aggiunta, che si rivela decisiva: una di quelle scene horror che renderanno Audition una vera e propria leggenda planetaria. Nel romanzo, l‘ex amante di Asami, il produttore musicale Shibata, muore di arresto cardiaco dopo aver tagliato entrambi i piedi. Il suo destino nel film è molto più traumatico. È lui che la giovane donna tiene in un sacchetto dopo averlo mutilato, nutrendolo con il suo vomito. Nel suo delirio, Aoyama assiste a questa scena capendo che sarà il prossimo animale domestico di Asami. Per punire gli uomini, abituati a mentirle e a lasciarla, la donna-ragno trova una soluzione per tenerli sempre con sé.

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