(Im)Perfetti Criminali, la recensione del film Sky Original

Cinema sky cinema

Alessio Accardo

Colpo grosso in via Veneto, arriva in prima tv questa sera su Sky Cinema e in streaming su Now, il divertente e sorprendente Heist-Movie diretto da Alessio Maria Federici

Arriva (Im)perfetti criminali, il nuovo film Sky Original, prodotto da Cinemaundici e Vision Distribution e visibile dal 9 maggio su Sky Cinema e in streaming su NOW. Un action-comedy tra I soliti ignoti e Ocean’s Eleven; un imprevedibile heist-movie che, attraverso un improbabile piano criminale, racconta il valore dell'amicizia e della possibilità del riscatto sociale.

Come si può scrivere la recensione di un film senza svelare nulla delle sorprese presenti nella pellicola che vi lasceranno  a bocca aperta? Difficile. Ci proviamo.

Inizia col voice over di Viggo Mortensen, (Im)perfetti criminali, o di Will Ferrell, se preferite, o del ridoppiaggio di Robert De Niro ne Il Padrino – Parte II. Ma è solo Pino Insegno - di solito doppiatore dei suddetti divi hollywoodiani, qui attore nel ruolo del boss delle guardie giurate, Magalli - che con voce stentorea e tonitruante recita lo spot di “NIGHTHAWKS - i falchi della notte”, un gruppo di (im)probabili vigilantes che sono poi i protagonisti del nostro film.

Dopo il prologo semiserio, che ci catapulta nel mood del nuovo Sky Original - una action-comedy molto italiana, ma zeppa di omaggi alla tradizione dell’heist-movie statunitense - sono le note di una cover di Creep dei Radiohead, eseguita benissimo da Eva Pevarello, a darci un indizio su quei protagonisti: un gruppo di losers alla riscossa, degli spostati, dei misfits. Dei perdenti nati. Oppure, per dirla col refrain del brano cult della rock-band dell’Oxfordshire, dei tipi apparentemente “sgradevoli e strambi”.

Su quelle note struggenti, la macchina da presa di Alessio Maria Federici (regista nato a Roma ma imbevuto fino al collo di cultura cinematografica americana, e grande estimatore di due  campioni dell’action-movie d’autore come Kathryn Bigelow e Tony Scott) fluttua tra le vie notturne della capitale, fino a portarci in un locale elegante dove un tizio col volto da villain hollywoodiano (è il meraviglioso Matteo Martari, che è stato Luigi Tenco in Fabrizio De André - Principe libero) ci racconta l’antefatto di una storia i cui nodi saranno sciolti, clamorosamente, un’ora e mezza più tardi. Ed essendo (Im)perfetti criminali una santabarbara di citazioni e omaggi al cinema americano più disparato (non si può non menzionare per lo meno I soliti sospetti, ma anche Mission: Impossible), al cinefilo più smaliziato già questo prologo potrà suggerire quello leggendario de Il grande Lebowski, col sublime racconto introduttivo de lo “straniero” di Sam Elliott.

 

(im)perfetti criminali. tra azione e commedia

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(Im)Perfetti Criminali, il nuovo film Sky Original tra action e comedy

Ma andiamo per ordine. Dopo il prologo, e dopo l’antefatto, la cinepresa di Federici si sposta nientemeno che in Largo Federico Fellini, insomma a Via Veneto praticamente. Sì, perché questa storia, che ha l’allure di un “caper-movie” stile Ocean's Eleven e suoi derivati, si gioca tutta nel cuore di Roma, recuperando così il retaggio del più iconico “film di rapina” all’italiana: I soliti ignoti. E proprio come nel capolavoro di Mario Monicelli, anche qui, in sede di set-up, il regista introduce i personaggi principali, tutti improbabili, inadeguati, apparentemente inconciliabili. Insomma, tutti (im)perfetti. Come sono diversissimi tra loro, per stile recitativo e per esperienze pregresse anche i loro interpreti. Riccardo è Filippo Scicchitano, che esordì circa dieci anni fa nel debutto dietro la macchina da presa di Francesco Bruni, Scialla! (Stai sereno). Quindi c’è Amir, interpretato dall’attore iraniano Babak Karimi, che ha recitato nei più importanti film del connazionale Asghar Farhadi, due volte Premio Oscar. Massimo è Guglielmo Poggi, che gli spettatori di Sky conoscono bene poiché parte del cast della serie Cops - Una banda di poliziotti, ma che aveva già molto bene impressionato nel ruolo del praticante legale Antonio Bonocore, accanto a Sergio Castellitto ne Il tuttofare. Infine, c’è Pietro, ovvero Fabio Balsamo reso noto dalla militanza comica nell’esilarante crew “The Jackal”, nata su You Tube. Sono loro le quattro guardie non particolarmente brillanti né coraggiose, legate da un’amicizia indissolubile, protagoniste del film.

Il primo punto di svolta ci proietta, come di prammatica, nel cuore della trama: Amir, costretto a fare gli straordinari per mantenere una famiglia particolarmente allargata, si addormenta mentre è in corso una rapina in gioielleria, e viene licenziato in tronco. I tre colleghi, esprimendo così una solidarietà tutt’altro che scontata, si mettono in azione per fargli ritrovare il posto perduto, costi quel che costi. Concepiscono un piano criminale complicato e picaresco: inscenano una finta rapina che consenta all’amico caduto in disgrazia di riqualificarsi agli occhi del boss, intervenendo per sventarlo.

E così dicendo, introduciamo il tema etico o persino politico del film: il valore dell'amicizia e della possibilità del riscatto sociale nella società precaria e atomizzata dei nostri giorni. Raccontare senza alcuna deriva teoretica la generazione dei precari endemici, la “generazione mille euro” quando va bene. Insomma, un cinema dichiaratamente giocoso - che fa leva “sulla tecnica usata come strumento narrativo per restituire allo spettatore un’esperienza di entertainment nel senso più nobile del termine” (come ha dichiarato lo stesso regista) - che però si fonda sulle radici più peculiari e nobili della tradizione italiana, narrando una storia che parte dalla quotidianità più cruda: come sbarcare il lunario.  Ma è solo un accenno, in verità. Il film di Federici vive degli up and down di un action-movie in moto perpetuo sulle montagne russe delle peripezie a prova di stunt, declinate però in chiave rigorosamente “all’italiana”. Tradizione di cui si recupera anche il pattern della coralità: tutto il cinema di Monicelli, ad esempio, da L’Armata Brancaleone a I compagni, si basa sullo schema “gruppo di inadeguati alle prese con un’impresa più grande di loro”.

 

(Im)Perfetti Criminali, il cast del film

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(Im)perfetti Criminali, intervista al regista Alessio Maria Federici

Da questo punto di vista, val la pena di approfondire la composizione del resto del cast, che presenta delle sorprese curiose. C’è infatti anche Greg (di Lillo & Greg), nel ruolo del gioielliere Meier; Anna Ferzetti, che fa la moglie di Riccardo/Scicchitano; la spagnola Rocío Muñoz Morales, nel ruolo della enigmatica Luana; e il regista di Non ci resta che il crimine, Massimiliano Bruno, in un cameo in cui recita accanto alla sua vera compagna, Sara Baccarini. Special guest: la vera criminologa Roberta Bruzzone, nota principalmente per il suo coinvolgimento nelle indagini sul delitto di Avetrana, che qui recita naturalmente nel ruolo di sé stessa.

Nell’ottica della già riferita logica di rimandi puntuali all’immaginario cinematografico condiviso, è interessante anche l’uso delle location: il sub-plot più squisitamente crime della storia è stato girato presso il Grand Hotel Excelsior di Via Veneto (e nella gioielleria dirimpetto, anche se in realtà si trova al suo fianco), ambientazione icastica di ogni mistery che si rispetti, dal Plaza Hotel di Intrigo internazionale in giù.

 

(Im)Perfetti Criminali, la colonna sonora

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(Im)Perfetti Criminali, il trailer del nuovo film Sky Original. VIDEO

Discorso a parte merita la colonna sonora, composta di brani tutti utilizzati in funzione denotativa oltre che connotativa, insomma in raccordo tematico col plot. Una soundtrack da blockbuster soderberghiano, in cui, a commentare i cambi di marcia e di stile del film, intervengono evergreen come Sixteen Tons dei The Platters, Malambo No.1 di Yma Sumac, Malaguena Salerosa di Esquivel & Juan Garcia Esquivel. Ma soprattutto la commovente La vita della cantante britannica Shirley Bassey, già interprete di svariate title-track di alcuni classici della saga di James Bond, da Agente 007 - Missione Goldfinger a Moonraker - Operazione spazio. Un’altra, l’ennesima, citazione del vulcanico Federici. E quando si arriva al refrain (“Ah la vita! Più bello della vita non c’è niente…”) il risarcimento del più sorprendente dei pay-off sarà così tanto gratificante che viene quasi voglia di cantare.

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