Notti in bianco, Baci a colazione: l'intervista ad Alessio Vassallo

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Paolo Nizza

Arriva mercoledì 19 gennaio su Sky Cinema e Now il film diretto da Francesco Mandelli e scritto da Salvatore De Mola, tratto dall'omonimo best seller di Matteo Bussola. Per l'occasione abbiamo intervistato l'attore protagonista

“Imparentati a tutto ciò che esiste, convincendosi e frequentando il futuro nella vita di ogni giorno, non si può non incorrere alla fine, come in un’eresia, in un’incredibile semplicità.”

 

Sono versi di Boris Pasternak tratti dalla poesia “Le Onde”. E Notti in bianco, Baci a colazione (in prima tv su Sky e Now il 19 gennaio) ci racconta proprio una storia semplice e per questo rivoluzionaria, visto i tempi che stiamo vivendo. Tratto dal libro autobiografico di Matteo Bussola, uno (stra)ordinario viaggio nella quotidianità di una coppia sposata. In cucina, come al cinema, le cose in apparenza più facili risultano le più difficili da realizzare. E se la pellicola firmata da Francesco Mandelli funziona, il merito è anche del cast assolutamente azzeccato. Soprattutto il talentuoso Alessio Vassallo (Il giorno più bello; La concessione del telefono) risulta un protagonista maschile con cui è impossibile non empatizzare. L’attore palermitano ci offre una performance ricca di sfumature, densa di quella ricchezza frugale in cui il dolce e l’amaro danzano insieme.

Alessio Vassallo in una scena del film "Notti in bianco, baci a colazione

Notti in bianco, baci a colazione: L'intervista ad Alessio Vassallo

approfondimento

"Notti in bianco, baci a colazione", dal 19 gennaio su Sky

Come è nata la tua partecipazione al fim Notti in bianco, Baci a colazione?

Per caso. Un mio amico mi consigliò di leggere il libro di Matteo Bussola, prima che venissi a conoscenza della trasposizione cinematografica. Mi innamorai di questo testo, nonostante io non abbia figli. Poi è capitato che proprio Matteo mi chiese di dar voce a questa famiglia e alle loro piccole, grandi crisi e alle loro piccole, grandi gioie. Quello che mi ha colpito di questa storia è stata la figura del padre. In questo senso credo che la parola “mammo” andrebbe abolita. I genitori dovrebbero essere interscambiabili. E come insegna il film, la ricetta perfetta per stare insieme è saper aspettare l’altro. Noi, poi siamo abituati male, con le donne che devono lavorare otto ore al giorno e poi una volta arrivate a casa devono fare le mamme. Ed è molto interessante che in Notti in bianco, Baci a colazione, sia l’uomo a occuparsi della casa e delle figlie, visto che la madre è lavorativamente molto impegnata. Inoltre, il film mi ha fatto venire voglia di paternità perché durante le riprese ho avuto a che fare con queste tre bambine meravigliose. Poi, mi hanno aiutato Francesco Mandelli e Ilaria Spada, visto che entrambi sono genitori. Infine, ho attinto alla mia voglia di giocare, al fatto di essere una sorta di Peter Pan, perché tutti gli attori conservano una parte fanciullesca.

Quanto ha influito aver girato il film piena Pandemia?

Abbiamo girato alcune scene a Parigi, quando la capitale francese era in zona rossa. Se da un lato era molto triste vedere la citta deserta, dall’altro si è rivelata un’opportunità unica. Siamo stati a Montmartre, al Trocadero con dietro la torre Eiffel e la piazza era completamente vuota. Davvero molto poetico. Per paradosso, anche durante le riprese in Italia, la vita normale sembrava quella che vivevamo sul set, visto che nella realtà non si poteva andare a mangiare al ristorante o portare i figli a scuola e le persone indossavano le mascherine e avevano paura negli occhi.

Il film inizia con questa frase “La vita non è ciò che ti capita, ma quel che cerchi di fare con ciò che ti capita”. Sei d’accordo?

Assolutamente sì. Soprattutto ora che ho 38 anni. Quando sei giovane, pensi di esser tu a determinare le cose, ma col passare del tempo ti accorgi che le cose accadono e devi essere bravo a trarre il meglio da ciò che ti capita sia sul lavoro, sia in amore. In fondo è quello che fa il mio personaggio, Matteo Bussola, nel film.

Come è stato il rapporto con i tuoi colleghi sul set?

Con Ilaria Spada mi sono trovato molto bene. Non ci conoscevamo, ma siamo entrati subito in sintonia. Oltre a essere una bravissima attrice è anche una bravissima mamma e in questo film serviva esserlo. E pure con Tess Masazza.

Come è andata, invece, con il regista Francesco Mandelli?

Non ci conoscevamo ed è stato un piacere lavorare con lui. Tiene molto al film e ha realizzato un racconto molto poetico e delicato. Si capisce quanto il fatto di essere diventato papà poco prima di iniziare le riprese abbia contribuito a trovare il tono giusto per la pellicola.

Il tuo personaggio è un disegnatore di fumetti. A te piacciono?

Da piccolo ero un grande appassionato di Dylan Dog. Mi ricordo a Palermo, insieme a mio padre giravamo tutte le edicole per trovare le ristampe dei primi numeri, che costavano pure di più. Purtroppo, non so più che fine abbia fatto questa collezione. E in fondo, il lavoro che fa il protagonista del film ha qualcosa in comune con il mestiere dell’attore: entrambi cercano di poter esprimere la propria passione. E spesso le passioni non si portano avanti da sole, devi avere anche delle persone che ti supportano. Secondo me le professioni artistiche non possono mai essere solitarie. È importante avere qualcuno che ti aiuti e che si conformi ai tuoi orari, ai tuoi ritmi, alle tue esigenze, come fa il mio personaggio nei confronti della moglie Paola.

Matteo è anche un ottimo cuoco. Come te la cavi in cucina?

Io sono bravo a mangiare. Vivo da solo da quando ho 20 anni e sono venti anni che cucino. Tuttavia, mi domando come sia possibile che in tutto questo tempo io non abbia imparato a preparare un piatto di pasta decente. È davvero un mistero. E pensa che nei rapporti di coppia sono sempre stato io quello che cucinava. Alla fine, penso che si tratti di un’arte. È importate studiare, ma devi avere, comunque, un dono, un talento.

Infine, perché vedere Notti in bianco, Baci a colazione?

Credo che il punto di forza del film sia che ci racconta quanto sia importante la famiglia e il suo equilibrio, con i suoi alti e i suoi bassi. Come sto facendo ora in teatro portando in scena “La concessione del telefono” di Andrea Camilleri, che avevo già interpretato in tv, la pellicola trasporta il pubblico in un altrove, in uno spazio di normalità. Notti in bianco, Baci a Colazione ci offre la meraviglia della quotidianità, che prima dell’emergenza Covid, ci pareva così scontata. A me viene in mente “Piccola città” l'opera teatrale di Thornton Wilder. Quindi, la forza delle piccole cose, l’importanza di fare colazione insieme con i tuoi cari. Forse l’unico aspetto positivo della pandemia, che ci ha fatto riapprezzare quanto sia bello trascorre del tempo, in compagnia delle persone a cui vogliamo bene e che amiamo. Penso sia questa l’essenza della vita. Il film ci invita a godere di questi, piccoli, grandi momenti quotidianità.

 

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