"Ai Confini del male", presentato il nuovo film Sky Original. Dal 1° novembre su Sky

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Il nuovo film Sky Original diretto da Vincenzo Alfieri è stato presentato oggi a Roma alla Casa del Cinema. Un thriller denso di colpi di scena che vede nel cast come protagonisti Edoardo Pesce, Massimo Popolizio e Chiara Bassermann. Appuntamento in prima tv, il 1° novembre su Sky Cinema e in streaming su NOW. Disponibile anche On Demand

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Ai confini del male, il trailer del nuovo film Sky Original

E’ stato presentato nella giornata di oggi alla Casa del Cinema di Roma, il nuovo film Sky Original Ai confini del male di Vincenzo Alfieri che dal 1° novembre sarà su Sky Cinema 1 e in streaming su NOW (disponibile anche on demand). La pellicola prodotta da Fulvio e Federica Lucisano e Vision Distribution vede nel cast Edoardo Pesce, Massimo Popolizio e Chiara Bassermann.

Si tratta di un un thriller denso di colpi di scena, una storia che varca ogni confine. Il film è incentrato sulla sparizione di due giovani a seguito di un rave party ed è liberamente ispirato al romanzo “Il Confine” di Giorgio Glaviano (Marsilio Editore) e sceneggiato da Vincenzo Alfieri, Fabrizio Bettelli e Giorgio Glaviano.

La trama

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Il Cinemaniaco incontra il cast e il regista di Ai confini del male

Meda e Rio. Due uomini, due carabinieri, due padri.

Uno vittima delle proprie ossessioni e psicosi da quando ha perso moglie e figlio in un incidente d’auto, l’altro un Capitano integerrimo, fiore all’occhiello dell’arma. Un vecchio male si risveglia in un paesino di 2.000 anime, un pazzo assassino. L’Orco, così lo definì la stampa 10 anni prima, quando rapì alcuni adolescenti torturandoli e uccidendoli. Ora è tornato, ma stavolta ha rapito il ragazzo sbagliato, il figlio del Capitano Rio. Il Tenente Meda e il Capitano Rio, uno l'opposto dell'altro si ritroveranno a indagare sullo stesso caso. Ma ogni passo in più verso il mostro sarà per entrambi una discesa ulteriore nei gironi infernali della propria follia, fino alla verità finale, la più terribile, inaspettata e disperata possibile.

NOTE DI REGIA

 

“Someone take these dreams away (…) A dual personality, a strange but true reality”

 

Le parole della canzone “Dead Souls” dei Nine Inch Nails descrivono al meglio l’anima del film e dei suoi protagonisti.

Il tema della famiglia mi ha sempre accompagnato nei miei lavori, questa volta, ancora di più. La domanda che mi sono posto è: cosa sarei disposto a fare per salvare la vita di una persona a me cara? Un tema sempre attuale. Una domanda in apparenza semplice ma che, per sua natura, conserva risposte molteplici e complesse.

“Ai Confini del Male” tenta di dare una risposta a queste domande, modulandosi sull’andamento di un thriller classico, ma al tempo stesso moderno. Con un ritmo incalzante, così come la regia, con colpi di scena sorprendenti e con un dubbio da lasciare allo spettatore sulla soluzione del giallo finale.

Con questo film, il mio obiettivo è di riuscire ad intrecciare un racconto di suspense con una storia familiare calda ed emotiva. Due elementi che trovano la loro sintesi nei protagonisti della storia: Meda e Rio, due anime diverse ma uguali. Uno ridotto a una vita solitaria, dilaniato dai sensi di colpa per la morte del figlio e perseguitato dalle proprie ossessioni. L’altro osannato dal mondo esterno ma allontanato dalla moglie, che vede in lui la causa della scomparsa del proprio figlio.

In una storia dove il tema è continuamente in ballo e dove il protagonista e il cattivo capiranno di essere due facce della stessa medaglia, “Ai Confini del Male” non è solo un film di persone, ma anche di luoghi. Il fitto bosco e il lago che incastonano il paese sono protagonisti insieme a Meda e Rio. La luce del giorno non li rende meno tetri, anzi. In effetti, sembrano rappresentare visivamente le nostre più profonde paure. Soprattutto quelle di Meda, tormentato dai fantasmi del suo passato.

Come “Seven” di David Fincher o “Prisoners” di Denis Villeneuve, “Ai Confini del Male” è un classico thriller ma dallo stile moderno e realistico, con in più un’atmosfera tetra e sospesa. Mi sono concentrato tanto sui segni del tempo in cui si svolgono le vicende, quanto sulle dinamiche di una società sempre più soffocata dagli effetti collaterali dei mass media.

La mia speranza è quella di riuscire a restituire allo spettatore il senso di una ferita profonda e la possibilità di una guarigione, attraverso un antieroe che diventa eroe, pur sbagliando tutto per sopravvivere agli altri e ai propri limiti.

Ma ogni ferita lascia una cicatrice.

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