Niccolò Ammaniti girerà il suo primo film, un horror siciliano

Cinema

Camilla Sernagiotto

©Getty

L'annuncio è arrivato in occasione della 24ª edizione del Linea d’Ombra Festival di Salerno: il famoso scrittore e sceneggiatore, già regista delle serie televisive “Il miracolo” e “Anna”, esordirà dietro la cinepresa per dirigere la sua prima pellicola destinata al grande schermo. “Non posso dire niente, se non che si tratterà di un horror siciliano, che ruoterà attorno alla mitologia di quella terra”, ha dichiarato 

Niccolò Ammaniti dirigerà il suo primo film da regista, che sarà un horror siciliano “che ruoterà attorno alla mitologia di quella terra”, queste le parole dello scrittore, sceneggiatore e regista romano.

Regista già di acclamate produzioni televisive, ossia “Il miracolo” e “Anna”, di cui non solo ha firmato la sceneggiatura ma anche la regia (per "Anna" è stato l’unico regista mentre per “Il miracolo” ha condiviso la sedia da director con Francesco Munzi e Lucio Pellegrini).

L'annuncio del suo esordio sul grande schermo è arrivato in occasione della 24esima edizione del Linea d’Ombra Festival di Salerno. Nella serata di apertura della kermesse, Niccolò Ammaniti ha aperto il libro. Letteralmente e letterariamente. Ha infatti confermato la notizia che già circolava tra i suoi fan, quella per cui, dopo sette anni, è finalmente tornato a scrivere un nuovo romanzo.

“Scrivere libri è una cosa fantastica, ti permette ti stare nella mente dei tuoi personaggi a lungo, cosa che in una serie e al cinema non puoi fare, perché devi dare spazio all’azione. Quindi mi sto divertendo, e dopo il gran c**o che mi sono fatto sul set mi sono anche detto: ‘Adesso me ne sto a casa, comodo, con i miei cani, a scrivere’. Il titolo del romanzo sarà La vita intima”, ha dichiarato durante il suo intervento al Linea d’Ombra Festival.

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Ma l'altra grande notizia è stata quella relativa alla prossima fatica di Niccolò Ammaniti, che non sarà letteraria ma cinematografica.

Per lui è giunto il momento di dare il la, anzi il ciak, a una pellicola per il grande schermo, un'opera con cui fare il grande salto, quello che appunto porta dallo schermo televisivo a quello dei cinema.

 

“Non subito, voglio finire la prima stesura del romanzo, ma il film è già scritto. Non posso dire niente, se non che si tratterà di un horror siciliano, che ruoterà attorno alla mitologia di quella terra”, ha rivelato lo scrittore, sceneggiatore, regista televisivo e, ormai possiamo dirlo, anche regista cinematografico.

 

Anche perché, checché ne dicano tutti (ossia che questa sarà la sua prima prova cinematografica), in realtà Ammaniti ha già diretto un film.

Si tratta di The Good Life, un documentario uscito nel 2014 con cui ha debuttato alla regia, raccontando la vita di tre italiani che in India hanno intrapreso una nuova vita: Baba Shiva, un italiano che scappò dal Veneto a causa della leva militare per raggiungere Benares nello stato dell'Uttar Pradesh negli anni ’70 e qui diventò un sacerdote induista; Eris, un trevigiano che ha scelto di vivere da nomade assieme alla famiglia attraversando l'Asia e stabilendosi poi a Nord, vicino all'Himalaya; Baba Giorgio, scappato di casa all’età di 14 anni e partito in autostop per l’India, dove è diventato sadhu dopo una lunga iniziazione, fatta di un digiuno di 41 giorni.

“Stare sul set è bello perché hai un sacco di amici che paghi per stare con te”

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Anna: le differenze tra il libro e la serie tv di Niccolò Ammaniti

Per l'inaugurazione del Linea d’Ombra Festival salernitano, Niccolò Ammaniti ha raccontato molto della sua rosea carriera come scrittore, sceneggiatore e infine regista.


Introdotto dal presidente e fondatore del festival, Peppe D’Antonio, e incalzato dal direttore artistico Boris Sollazzo, si è aperto totalmente, diventando esso stesso un suo libro da leggere tutto d'un fiato.

 

“Dopo avere finito di scrivere Anna, il romanzo, mi sono accorto che avevo perso interesse nello scrivere, mi sono chiuso, non vedevo e non sentivo nessuno, e così per la prima volta in vita mia ho deciso di rivolgermi a uno psichiatra che semplicemente mi ha detto che dovevo vedere gente, fare cose nuove, solo che avevo allontanato tutti. Allora mi è venuta in mente una cosa che mi disse una volta Marco Risi, che stare sul set è bello perché hai un sacco di amici che paghi per stare con te. Ed è quello che ho fatto con Il miracolo, ho detto subito a tutta la troupe che dovevano essere miei amici, la mia famiglia, decidere di fare il regista è stata una necessità umana mediata da una sceneggiatura di cui tu racconti a ognuna delle persone che lavorano con te una verità parziale”, queste le parole di Niccolò Ammaniti.

Niccolò Ammaniti

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Anna, la recensione della serie tv di Niccolò Ammaniti

Niccolò Ammaniti è uno dei nomi più importanti del panorama letterario italiano. Nato a Roma nel 1966, oltre alla carriera da scrittore ha ben presto intrapreso anche la strada del cinema, diventando uno stimatissimo sceneggiatore.

 

Nel 2007 ha vinto il premio Strega con il suo romanzo “Come Dio comanda”.

Romanzi e trasposizioni cinematografiche

Ha esordito nel 1994 con il romanzo “Branchie” (che nel 1999 è diventato un film, diretto da Francesco Ranieri Martinotti), seguito nel ’99 da “Ti prendo e ti porto via”.

 

Due anni dopo ha pubblicato “Io non ho paura”, da cui è stato ricavato il film omonimo diretto da Gabriele Salvatores.
Nel 2006 la sua quarta fatica letteraria, “Come Dio comanda”, gli fa vincere il premio Strega. Nel 2008 il suo romanzo diventa l’omonimo film diretto ancora una volta da Gabriele Salvatores.


Del 2009 è “Che la festa cominci”, seguito l’anno dopo da “Io e te”, che nel 2012 viene portato sul grande schermo nella trasposizione cinematografica diretta da Bernardo Bertolucci.

 

Nel 2015 ha dato alle stampe il suo ultimo romanzo, intitolato “Anna”, da cui è stata tratta la  miniserie televisiva omonima in sei puntate, trasmessa nel 2021 e prodotta da Sky e Wildside in collaborazione con Arte France.

 

In realtà, prima che i suoi romanzi diventassero film di successo, il suo primissimo legame con il cinema risale al 1998, anno in cui è uscita la pellicola L'ultimo capodanno, diretta da Marco Risi e tratta dal racconto L'ultimo capodanno dell'umanità di Niccolò Ammaniti, pubblicato nella raccolta Fango (1996).

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