James Bond, quando Alfred Hitchcock rifiutò di dirigere il primo film di 007

Cinema

Camilla Sernagiotto

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Il sito web specializzato in intrattenimento Collider ha ricordato quando al mitico cineasta inglese venne proposta la regia del capostipite di quella che sarebbe poi stata la fortunatissima epopea cinematografica di James Bond. A contattare il regista sarebbe stato lo stesso Ian Fleming, lo scrittore a cui si deve il personaggio dell'agente segreto. Voleva trasporre la sua opera sul grande schermo e ha subito pensato al director suo connazionale. Che però non accettò. Ecco perché

In pieno mood “No Time to Die”, il 25º capitolo della serie di film dedicata all’agente James Bond appena uscito (diretto e co-scritto da Cary Fukunaga),  il website Collider ha ricordato quando ad Alfred Hitchcock fu proposta la regia di un film di 007.

E non di un film su Bond qualunque: proprio il primissimo.

Il mitico cineasta britannico (naturalizzato statunitense) venne contattato da Ian Fleming in persona, lo scrittore inglese a cui si deve la creazione del leggendario agente segreto del controspionaggio inglese, quello "con licenza di uccidere" appunto.

A quell'epoca il romanziere aveva già dato alle stampe sei romanzi con protagonista il suo 007. Per lui era giunto il momento di trasporre la sua opera letteraria sul grande schermo e per farlo ha immediatamente pensato al Director con la D maiuscola, suo connazionale.
Desiderava che a curare l'adattamento cinematografico della sua saga fosse proprio Hitch. Come dargli torto?

Il rifiuto di Alfred Hitchcock

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Era la fine degli anni Cinquanta quando Fleming propose a Hitchcock di girare il primo film sulla spia di sua Maestà. Ma lui non accettò.

Il motivo del suo rifiuto è riconducibile al fatto che il regista aveva già per le mani un progetto molto diverso, quello che sarebbe poi diventato il suo capolavoro: Psyco (titolo originale: Psycho, con l’acca), uscito nel 1960.

 

Due anni più tardi, nel 1962, arrivò sul grande schermo la prima pellicola di quello che sarebbe diventato il franchising cinematografico più longevo della storia della settima arte. “Agente 007 - Licenza di uccidere” (titolo originale: “Dr. No”) fu diretto da Terence Young, con buona pace di Ian Fleming che voleva a tutti i costi Alfred Hitchcock. Ma comunque non gli andò male, ecco.


A interpretare James Bond, l'attore a cui tutti noi pensiamo quando immaginiamo la famosa spia: il mitico Sean Connery. Con buona pace stavolta di Daniel Craig, che si è calato nei panni elegantissimi di 007 per ben cinque volte, dal 2006 a oggi (ma il primato non spetta né a lui né a Connery, quest’ultimo sei volte nella parte di Bond. Il record va a Roger Moore: con sette volte, è lui l'attore che ha interpretato più volte la spia, dal 1973 al 1985).

Fleming ci ha riprovato

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Pare che Ian Fleming non abbia però gettato la spugna dopo il primo no: lo scrittore ci avrebbe infatti riprovato, inviando a Hitchcock la sceneggiatura di “Agente 007 - Thunderball (Operazione tuono)” (titolo originale: Thunderball).

Si tratta della quarta pellicola della serie ufficiale di film di James Bond. Il lungometraggio, così come il romanzo di Ian Fleming “Operazione tuono” (Thunderball) del 1961 da cui è in parte tratto, è basato su un soggetto originale che Fleming aveva scritto a sei mani con Kevin McClory e Jack Whittingham. Non si sa se al Alfred Hitchcock l'abbia mai letta o meno.
Ciò che è certo è che il film non venne diretto da lui ma da Terence Young nel 1965, ancora con Sean Connery protagonista.

 

E proprio a proposito di Sean Connery protagonista, in realtà non fu lui la prima scelta: prima che venisse scritturato il Premio Oscar scozzese (Premio Oscar che avrebbe ottenuto molti anni dopo, nel 1988 come miglior attore non protagonista per la sua interpretazione nel capolavoro The Untouchables - Gli intoccabili, il film diretto da Brian De Palma e scritto da David Mamet che uscì nel 1987) venne considerato Cary Grant per la parte.

Il motivo c'entra con Hitchcock: nel 1959 il cineasta inglese aveva diretto il film “Intrigo internazionale” (titolo originale: North by Northwest), immediatamente accolto da critica e pubblico come un capolavoro che divenne il punto di riferimento per il genere spy-thriller. Nel ruolo dell’agente (pubblicitario) Roger Thornhill c’era proprio Grant, per questo subito si pensò a lui per un eventuale trasposizione al cinema della spia di Fleming.

Di certo un film di 007 diretto da Alfred Hitchcock e interpretato da Cary Grant sarebbe stato indubbiamente un capolavoro.

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