Matthew McConaughey a Live in Firenze: l’intervista di Sky TG24 all’attore. VIDEO

Cinema

Denise Negri

Ribelle, anticonformista uno che, parole sue, non lascia mai nulla a metà. Incontro ravvicinato con l'attore premio Oscar che dopo aver scritto il libro "Greenlights" ora pensa di scendere in politica. Senza dimenticare Hollywood. Ecco cosa ha raccontato al Live in di Firenze.

Leggendo il tuo libro “Greenlights” ho avuto come l’impressione che tu abbia vissuto più di una vita e a volte persino contemporaneamente. E’ vero?

 

“Sono andato in viaggio in luoghi che mi sembrava di aver già visitato. Quando mi vengono quei meravigliosi “dejà vu” non sono così arrogante da metterli in discussione e forse si è vero sto vivendo vite diverse oppure ho una grande vita con tante piccole vite all’interno. Mi fa piacere la risposta degli italiani al libro “Greenlights” perché quello che ho scritto è una lettera d’amore alla vita che trovo sia una cosa molto italiana”.

In quale parte della vita sei adesso?
 

“Ora vivo una bellissima fase della paternità perché i miei figli hanno 12, 11 e 8 anni. Sono gli anni d’oro perché mi vedono come il loro eroe. Ma so che non durerà per sempre perché diventeranno adolescenti e non vorranno più ascoltarmi!. In questo momento poi cerco di essere il miglior marito possibile. Inoltre ho scritto un libro e mi sono cimentato a scrivere da solo “un’opera d’arte” che avrei diretto e interpretato io, che riguarda la mia stessa vita e che sia in grado di parlare alle persone”.
 

Qual è stata la miglior lezione di vita che ti ha insegnato tuo padre?
 

“Mio padre mi diceva sempre: “Non fare le cose a metà”. Che io perda o vinca l’importante è provarci in pieno, fino in fondo. Devo sapere di aver fatto tutto il possibile per ottenere il risultato desiderato. Se faccio le cose a metà e poi non ottengo ciò che voglio la notte non dormo e mi chiedo come sarebbe andata se ci avessi provato di più! Ecco chiedermi cosa sarebbe successo non mi fa dormire la notte, davvero non mi piace”.
 

E qual è invece la lezione che cerchi di trasmettere ai tuoi figli?
 

“I miei figli sono molto buoni, voglio che sia coscienziosi, autonomi e originali. Vorrei che fossero dei pensatori liberi e sicuri di sé e delle proprie idee. Parliamo spesso della personalità e l’integrità è molto importante per me. Sono bambini che vivono in un contesto fortunato, vedono i successi che io ho raggiunto, così come i successi raggiunti dalla loro mamma, però sanno che dietro al successo c’è il sacrificio. Quando ho vinto l’oscar per “Dallas Buyers Club” ad esempio, hanno capito che il lavoro e i sacrifici fatti per quel ruolo hanno portato i frutti sperati. Hanno capito che se ti impegni oggi puoi essere premiato domani”.
 

Se non ti dispiace vorrei parlare un po' con te del tuo paese, degli Stati Uniti. Cosa credi sia cambiato dopo la morte di George Floyd e grazie al movimento del Black Lives Matter?
 

“Cosa è cambiato? Al momento è difficile stabilirlo. L’unica cosa che davvero è successa è che si sono accesi i riflettori. Quell’incidente è stato filmato e ha portato alla morte di un uomo e ha acceso i riflettori su qualcosa che andava riabilitato molto prima della morte di Floyd. La cosa ha dato “il microfono” a molti. Per fortuna di questa tragedia se ne parla ancora molto e questo è buono”.
 

Quale credi che sia la più grande paura degli Americani?
 

“Ottima domanda. Credo che alcuni ti risponderebbero la Cina! (risata).

Io personalmente ho paura che se non ci uniamo nel trovare una sintesi anziché essere polarizzati, come del resto siamo da tempo e come il Covid ha solo evidenziato, beh ecco temo che si possa arrivare a una guerra civile”.
 

Hai fiducia in Joe Biden?
 

“Per quel che vedo non ho motivo per non fidarmi. Credo sia una brava persona, forse non sarò d’accordo con tutte le sue scelte politiche ma confido nel fatto che sia una persona per bene e che proverà ad agire nei nostri interessi”.
 

Ho letto che stavi prendendo in considerazione l’ipotesi di candidarti come Governatore del Texas, è vero?
 

“Si ci ho pensato. Da tempo mi chiedo quale possa essere il mio futuro, mi chiedo quale possa essere la mia vera vocazione. Credo che il mio futuro abbia a che fare con la “leadership” e una categoria della leadership è la politica. Mi chiedo se potrei essere utile per la mia famiglia e la collettività. E’ vero che la politica deve ridefinirsi ma forse sarei più utile come battitore libero. Forse invece potrei continuare a scrivere. Oppure chissà, potrei essere più utile fondando un nuovo “culto religioso” (risata) del resto mi piace fare sermoni!”
 

Hai paura di invecchiare?
 

“No assolutamente e sono felice di poterlo dire. Certo il mio corpo non è più quello di una volta, corro meno veloce, ho subito due operazioni al ginocchio e se mi dovessi far male i tempi di guarigione e recupero sarebbero più lunghi. Del resto da quando ho compiuto 40 anni ogni anno è stato il mio preferito. Ora ne ho 51 di anni e mi piace molto. Sono emozionato per il futuro, la morte non mi fa paura. Un mio amico mi ha detto che le persone più longeve non lo sono perché provano a vivere più a lungo, sono longeve perché si dimenticano di morire”.

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