Matthew McConaughey si racconta in "Greenlights - L'arte di correre in discesa"

Cinema

Barbara Tarricone

Tra la passione per i Bumper Stickers e l'idea di candidarsi a governatore del Texas, la star americana si svela nell'autobiografia edita in Italia da Baldini & Castoldi

Nella sua autobiografia Greenlights Matthew McCounaghey chiarisce quasi subito di avere una passione per i bumper stickers, quegli adesivi che si mettono sul paraurti dell’auto, recanti un motto, un’ispirazione, una battuta, una perla di saggezza. Condensata quanto basta per stare su un paraurti, acuta quanto basta per attirare l’attenzione, commerciale quanto basta per potere essere stampata su degli adesivi e venduta in massa. Li colleziona e ne inserisce parecchi a punteggiare la sua raccolta di memorie, di estratti di diari, di appunti di viaggio, che ha deciso di fare, a 50 anni, scrive, per ricordare a se stesso e per trasmettere agli altri le lezioni di vita e gli insegnamenti appresi. A Matthew McCounaghey non interessa che  qualcuno possa trovarli ingenui o che gli intellettuali ne possano ridere: in tutta la sua autobiografia vuole disperatamente e orgogliosamente mostrarci se stesso con il candore disarmante di un bambino, l’ingenuità e l’entusiasmo di una certa americanità di cui va estremamente fiero. ”Ero l’unico frat boy alla scuola di cinema”, scrive, tutti gli altri in nero e lui con gli stivali da cowboy. Andava a vedere Die Hard e gli altri Eisenstein. Le sue epifanie vengono spesso tramite sogni - sogni erotici, precisa - nel primo fluttuava sul Rio delle Amazzoni, circondato da una tribù africana. Alla mattina si sveglia e guarda sull’atlante dove esattamente in Africa sia il Rio delle Amazzoni, per poterci andare. Peccato che si renda conto di stare guardando sul continente sbagliato. Il Rio delle Amazzoni non è affatto in Africa, ma in America del Sud. Nessun imbarazzo ad ammettere di non saperlo. 

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Il momento di uccidere: una serie tv sequel con Matthew Mcconaughey

Nato in Texas da genitori divorziati e risposati tre volte sempre tra di loro, ci fa subito entrare in un ménage familiare in cui madre e padre passano da darsele di santa ragione a fare l’amore per terra, e i figli (tre maschi di cui lui è l’ultimo arrivato a sorpresa per cui soggetto di scherzose battute sulla vera paternità) vengonoiniziati dal padre alla vita adulta tramite riti che comprendono gare a chi urina più lontano o match di combattimento. “Un ambiente che a qualcuno potrebbe sembrare abusivo”, realizza McCounaghey, “ma io me ne infischio”. McCounaghey spesso se ne infischia, o se ne è infischiato, a giudicare da quanto dice nel suo libro: intanto lui ha superato barriere e approfondito i suoi limiti, sempre a patto di trovare la strada giusta, il semaforo verde, la greenlight del titolo, parola che in effetti punteggia il suo testo. In verde. Per chiarezza. 

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Matthew McConaughey vuole candidarsi a governatore del Texas

Dopo una prima iscrizione al college con una vaga idea di diventare avvocato, probabilmente derivata dalla propensione di famiglia a tentare querele a scopo di lucro, altro dettaglio che ci fornisce senza rimorso, capisce di voler fare l’attore. Lo comunica al padre con grande timore, d’altronde gli si era sempre rivolto chiamandolo signore e, ricevuta la proverbiale benedizione, si dedica a questa strada. L’occasione arriva quando Richard Linklater gli da la parte che gli avrebbe cambiato la vita, quella di Wooderson in Dazed and Confused, che viene girato proprio in Texas. McConaughey modella il suo personaggio un po’ su suo fratello e un po’ su chi conosce. Linklater lo fa improvvisare e gli da più battute di quelle che avrebbe nel copione. Una la inserisce praticamente per caso. Wooderson deve tentare un approccio alla ragazza coi capelli rossi da macchina a macchina. McConaughey ripassa velocemente le caratteristiche del suo personaggio: ama la sua macchina, fuma erba, il rock'n'roll. “O.K”: si dice facendo una lista mentale, "le conosco queste cose” e poi ad alta voce: “allright, allright, allright!”. Linklater lo sente e lascia le tre parole nel film. Sono le prime parole che ha mai detto in scena e gli aprono tutta una carriera. Doveva avere tre scene e gira il film per tre settimane. In quelle settimane riceve una telefonata scioccante: il padre è morto. Questo, ovviamente, cambia la sua vita, ma non la sua predisposizione a vedere sempre il lato positivo. L’amato padre se ne è andato come ha sempre desiderato, ci informa, facendo l’amore con la moglie. Lui invece procederà verso la  California con nello stereo LA Woman pronta per quando finalmente arriverà su Sunset Boulevard. Peccato che di Sunset qualcosa ce ne siano tante nelle vicinanze di Los Angeles, e imboccata l’uscita per il Sunset sbagliato si troverà ad ascoltare la canzone on repeat decine di volte, fino al fatidico arrivo. Quasi subito un’agenzia lo ingaggia e una settimana dopo arriva il primo ruolo in una commedia romantica, quelle che diventeranno il suo marchio di fabbrica e che lo faranno diventare famosissimo. 

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A maggio anche in Italia l'autobiografia di Matthew McConaughey

McConaughey è, o si descrive, come il prototipo del giovane uomo americano, quello curioso di tutto, amante della sua famiglia, sportivo e rispettoso di un generico Dio, affabile e affabulatore, che ama motori, ragazze e birre, in un perenne Euro Trip, quel viaggio di self discovery che tutti gli americani si concedono tra la laurea e il real world e  che lui si prende spesso ad intervallare una carriera stellare, per una ricerca mistica e introspettiva che riassume volentieri appunto con un adesivo da paraurti. Può essere un periodo in un monastero, un viaggio nelle Amazzoni, un lungo soggiorno allo Chateau Marmont tra le gozzoviglie di Hollywood, anni trascorsi in un lussuoso camper in giro per le strade americane: tutto è raccontato come un percorso, un processo, tra alcune battute d’arresto e molto più frequenti luci verdi. Ad un certo punto capisce che non vuole più fare commedie romantiche,  smette di accettare milionari copioni e, spiega “a volte non è la freccia che cerca l’obiettivo, ma l’obiettivo la freccia". Qualunque cosa significhi si traduce in Dallas Buyers' Club e l’Oscar come miglior attore. Greenlight. Intanto era arrivato anche l’amore sotto forma di una sirena incontrata in un bar di Hollywood: la modella brasiliana Camila Alves, con cui avrà tre figli. I film che fa ora non incassano, lo ammette, è d’altronde un dato oggettivo. La soglia dei 50 lo porta come abbiamo detto ad andare in un altro dei suoi viaggi, per raccogliere, dai suoi tanti diari quello che poi diventerà il libro che abbiamo letto. Tra i tanti estratti dei suoi vecchi scritti stampa nel libro una lista  compilata 30 anni fa. Erano i suoi obiettivi. Immancabilmente sono stati raggiunti tutti . Ne manca uno, che non cita ma per cui sappiamo si sta muovendo da mesi senza specificare troppo: diventare governatore del Texas. Forse il prossimo bumper sticker, dirà proprio questo: "vote Matthew McConaughey”. 

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