Oscar 2021, Thomas Vinterberg dedica il premio alla figlia Ida morta in un incidente

Cinema
©Getty

Il discorso del regista danese, premiato con l’Oscar per il Miglior film internazionale con Un altro giro, ha rappresentato il momento più commovente di questa 93esima edizione degli Academy Awards

Alcuni discorsi dei premiati agli Oscar fanno sorridere. Altri suscitano la nostra ammirazione perché contribuiscono a portare l'attenzione su tematiche importanti. Altri ancora, bisogna ammetterlo, lasciano indifferenti. E poi ci sono quei ringraziamenti che in pochi istanti riescono a condensare più emozioni di un intero film.


È il caso del discorso di ringraziamento di Thomas Vinterberg, il regista danese premiato con l’Oscar per il Miglior film internazionale, assegnato al suo Un altro giro, con protagonista Mads Mikkelsen. Il cineasta danese, fondatore assieme a Lars von Trier di Dogma 95, ha commosso la platea degli Academy Awards dedicando la sua statuetta alla figlia Ida, scomparsa a soli 19 anni in un incidente stradale.

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Faticando a contenere le lacrime, il regista ha raccontato di come, a pochi giorni dall’inizio delle riprese, sia successo “l’impossibile”: un autista distratto dal cellulare ha causato la morte di sua figlia. Vinterberg ha poi raccontato di una lettera inviatagli da Ida, in cui la ragazza, dopo aver letto la sceneggiatura di Un altro giro, ne parlava con entusiasmo.


Il regista di Festen – Festa in famiglia si è poi rivolto alla figlia, che avrebbe dovuto prendere parte alla pellicola premiata agli Oscar: “Quello che è appena successo è un miracolo. Ida, tu sei parte di questo miracolo. Questo è per te”.

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Alla vigilia della cerimonia, Steven Soderbergh e gli altri produttori della Notte degli Oscar, Stacey Sher e Jesse Collins, avevano annunciato di voler ricreare una serata intima, lasciando la possibilità ai premiati di “parlare di sé”.


È quello che ha fatto Vinterberg ed è quello che hanno fatto altri protagonisti della cerimonia. Il risultato è stato cerimonia più “umana”, che ha portato ad alcuni discorsi memorabili, come per l’appunto quello del regista danese. Una formula, senza dubbio, da replicare l’anno prossimo.

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