Saverio Raimondo sarà la voce del cattivo di” Luca”, il film Disney Pixar

Cinema

Paolo Nizza

L’artista italiano ci ha raccontato come è nata la sua partecipazione al lungometraggio d’animazione diretto da Enrico Casarosa, la cui uscita negli Stati Uniti è prevista per Giugno 2021

“Era il tipo di voce che le orecchie seguono come se ogni parola fosse un arrangiamento di note che non verrà mai più suonato.”

Così Francis Scott Fitzgerald in “Il Grande Gatsby” ci illustrava quanto il suono umano prodotto dalla laringe potesse risultare determinante per la nostra esistenza. E Saverio Raimondo ha sempre scherzato sulla sua voce inconfondibile con queste parole: “Sono nato da un padre delfino e da una madre gabbiano.”

Al netto della geniale e zoomorfa boutade, il comico, autore e scrittore italiano ha avuto la sua rivalsa. Raimondo, infatti, è entrato a far parte del cast di Luca, 24° film d’animazione prodotto dalla Pixar Animation Studios. Ancora non è noto il nome del suo personaggio. Sappiamo solo che sarà il cattivo di questo lungometraggio diretto da Enrico Casarosa e ambientato nella Liguria degli anni Sessanta. Insomma il "Satiro Parlante" è approdato alla Disney-Pixar . E dopo l’incontro con Papa Francesco nel 2018 in occasione dell’evento “Vado al Massimo”, la collaborazione con Bruno Vespa in "Porta a Porta", ancora una volta Saverio riesce a sorprenderci, a palesarsi dove non ti aspetteresti mai di trovarlo.  Perché la comicità è un corto circuito e l’arte, quando è autentica, è sempre inaspettata.

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Come è nata la tua partecipazione al film Luca?

E’ stata assolutamente improvvisa. La Pixar mi ha contattato. Avevano pensato alla mia voce per un ruolo preciso all’interno del film Luca. E si trattava proprio della parte del cattivo. Ero sorpreso e per me era già molto gratificante che avessero pensato a me anche solamente per fami fare un provino. Mi sono preparato con il massimo dell’impegno, ma anche con incoscienza. E non mi sarei mai aspettato di venire richiamato e di essere scelto per interpretare questo personaggio. E’ stata un’autentica sorpresa.

 

Come si è svolto il provino?

Mi hanno dato un testo da leggere con le relative battute. Quindi gli ho mandato la registrazione. Successivamente ho fatto un altro provino con il regista e alcuni componenti della produzione. Il tutto ovviamente da remoto, attraverso zoom, come ormai facciamo tutti dall’Italia a Los Angeles.

Insomma è una specie di rivincita per te che hai definito la tua voce un incrocio tra il verso di un gabbiano e quello di un delfino

Assolutamente sì.  Sono venuti da Los Angeles a cercare la mia voce. Come si suol dire “Nemo Profeta in Patria”. E quindi dedico questa rivincita a tutti quelli che hanno storto il naso, anzi le orecchie, quando dovevano ascoltarmi.

Immagino che tu sia stato provinato in quanto artista italiano, anche se la tua comicità è decisamente internazionale e più vicina alla stand up comedy americana

Paradossalmente è la cosa più italiana che io abbia mai fatto nella mia carriera. Credo cercassero qualcuno che non avesse un accento inglese perfetto. Comunque, nel film Luca, come attori italiani ci siamo solo io e Marco Barricelli. Gli altri ruoli principali del cast sono interpretati da anglosassoni. Insomma non cercavano un accento italiano a tutti i costi, ma la voce giusta.

Si dice che il cattivo sia sempre il ruolo più interessante da interpretare

Certo, anche se oramai i cattivi non sono più quelli di una volta. Oggi basta essere antipatico per passare per cattivo. Mi ha dato molto gusto interpretarlo. Sono riuscito a inserire nel personaggio qualche riferimento al cinema italiano. Per esempio, mi sono ispirato al Geometra Calboni, della saga di Fantozzi.

Questa è la tua prima esperienza come doppiatore di film d’animazione?

Sì, nonostante questa voce da Paperino. D’altronde ho aspettato la Pixar, che ha creato un immaginario collettivo e condiviso. Insomma, ho voluto cominciare con i migliori. 

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Una delle peculiarità del tuo talento è che sovente lavori in ambiti in cui non ci si aspetterebbe mai di trovarti

Io rivendico il mio essere un bersaglio mobile. Mi piace spostarmi in maniera imprevedibile. Così i miei cecchini non mi possono prendere. Quindi dopo la Pixar probabilmente farò un porno.

Ma ti vedremo al cinema anche come attore in carne e ossa?

Sì, nei mesi scorsi ho girato un film ("Io sono Angela" N.d.R) insieme a Pietro Sermonti e Ilenia Pastorelli. E anche in questo caso interpreto il cattivo.

Invece, come spettatore che film ti piacciono?

Sono un cinefilo di vecchia data e sono onnivoro. Ma le mie grandi passioni sono il cinema classico hollywoodiano, la screwball comedy, capolavori come L’Orribile verità di Leo McCarey, con Irene Dunne e Cary Grant. Amo molto anche il genere noir. Per esempio adoro Out of the Past- Le catene della colpa diretto da Jacques Tourneur. Un'opera straordinaria. E poi sono un grande ammiratore di Hitchcock e di Woody Allen, che per me è un riferimento esistenziale e non solo cinematografico.  Mi piacciono la Nouvelle Vague e François Truffaut, uno dei miei registi preferiti.

Dove preferisci vedere un film?

Penso che i film si possano vedere anche sul computer di casa. Da cinefilo, mi piace il proliferare degli schermi e la possibilità di ammirare grandi  classici su diverse piattaforme come per esempio Mubi. Detto ciò amo moltissimo andare al cinema, e terminata questa emergenza Io spero, che le sale possa risorgere partendo dal piacere della visione sul grande schermo. Quindi vorrei che non ci fosse più solo la multisala, in cui magari seduto in sala 7 sentivi l’audio della sala 8. Insomma, bei cinema, non dico meravigliosi come quelli raccontati da Allen in Radio Days, però comodi, ben arredati, dove i lungometraggi si possano gustare al meglio.

Nonostante l’emergenza, non ti sei limitato a lamentarti, hai continuato a lavorare, cercando nuovi spazi, e proponendo nuove forme di espressione.

Lamentarsi è uno degli sport nazionali, a cui però non ho intenzione di adeguarmi. Credo che mi abbia salvato il pessimismo. Essere uno che si aspetta sempre una catastrofe, mi ha aiutato ad affrontare questa situazione. E poi l’essere umano ha la capacità di adattarsi. Siamo degli animali adattivi.

Il  tuo late night show Pigiama Rave avrà un seguito?

 C’è la voglia di fare una nuova stagione. Il desiderio e l’intenzione ci sono, sia da parte mia, sia da parte del canale, staremo a vedere se si concretizzerà.

Invece, hai voglia di tornare a esibirti dal vivo?

Molto. Tuttavia, anche se non mi sono mai fermato, credo di essere un po’arrugginito per i live, Preferirei partire da piccoli club, magari con brevi interventi di 7 minuti.

Detto ciò, appena ci sarà di nuovo la possibilità di esibirsi, magari sarò il primo a presentarsi con uno spettacolo di un’ora.

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