Tutti per 1 - 1 per tutti, tornano i moschettieri in un inno alla libertà e alla fantasia

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Paolo Nizza

Dopo Moschettieri del re- La penultima missione, arriva direttamente su Sky , il giorno di Natale,  il nuovo film di Giovanni Veronesi. Ecco cosa hanno detto il regista e il cast della pellicola durante la conferenza stampa

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"Tutti per 1 – 1 per tutti", il trailer del film

Libertà, fantasia, leggerezza, tenerezza e divertimento. Sono questi gli ingredienti principali di "Tutti per 1 -1- per tutti". Parole quanto mai necessarie, in questo momento così particolare e difficile. Si sa, il film sarebbe dovuto uscire nelle sale cinematografiche, ma l’emergenza Covid ha sparigliato le carte e Sky si è trasfigurata nella casa che ospiterà il film di Giovanni Veronesi, il 25 dicembre. E la pellicola è davvero il classico film di Natale nel senso migliore del termine. Si ride, si sogna, ci si emoziona, tutti quanti insieme, al motto di tutti per uno, uno per tutti. Come sottolinea Pierfrancesco Favino, che torna a indossare i panni di D’artagnan e a parlare con quell’irresistibile accento francese, “c’è bisogno di evadere dai propri confini, di osare e spero che questo film riesca a unire le persone, proprio in occasione delle festività”. 

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Tutti per 1 – 1 per tutti, le foto del film

Ma siccome i i protagonisti della pellicola sono i moschettieri e dietro la macchina da presa c’è un fucinatore di ilarità del calibro di quel toscanaccio di Giovanni Veronesi, la conferenza stampa prende subito una chiave spassosa. Il regista infatti confessa: "Mi è piaciuto girare questo film perché adoro far soffrire gli attori. Soprattutto Valerio Mastandrea che è uno che si lamenta sempre, del caldo, del freddo, del costume, del cappello.”  E l’attore che interpreta Porthos ribatte: “In realtà lui soffre più di noi. E poi io non ho mai letto il copione. Non ricordo nulla delle riprese". Gli fa eco Rocco Papaleo, ovvero Athos. Come componente più anziano del terzetto è spesso vittima dei frizzi e dei lazzi degli altri due, tant’è che esordisce con una dichiarazione shock. Anche se il mio aspetto fisico inganna, dentro sono marcio. Non ho più le articolazioni. Credo che questo sarà il mio ultimo film, il mio addio alle scene."

Restando, sempre nell'ambito prediletto da Giovanni Veronesi, ovvero, quello dell'ironia,  risulta irresistibile, l'intervento di Adriano Panatta. Il campione, che in Tutti per  1 -1- per tutti si presta a un cameo indimenticabile. Tra il serio e il faceto,  Panatta ci va giù duro: " Non sono più amico di Giovanni e non giocherò più a tennis con lui. Con la parrucca che mi ha obbligato a indossare questa parrucca sul set  che mi fa somigliare a  mia zia". 

E, sempre a proposito di partecipazioni straordinarie presenti nel film, è d'uoppo  segnalare quella di Giuliano Sangiorgi. Il frontman dei Negramaro, almeno secondo il regista toscano, è identico a Lucio Dalli è qunidi nel caso di un eventuale  biopic sull'artista bolognese sarebbe perfetto per la parte.

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A Natale arriva "Tutti per 1 - 1 per tutti", nuovo film Sky Original

Scherzi a parte, Nicola Maccanico (Executive Vice President Programming Sky Italia, CEO Vision Distribution), conferma che "Tutti per 1 – 1 per tutti" inaugura la stagione dei film Sky Original. “Crediamo che in questo momento il film debbano andare dove ci sono le persone. Certo le sale torneranno ad aprire e questo è fondamentale, ma c’è spazio anche pensare a prodotti declinati direttamente per la piattaforma Sky.”

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I migliori film di Giovanni Veronesi

Ma non solo di Dumas vive l’immaginario di Veronesi. Il regista rivela infatti che dopo aver raccontato le gesta di questi 3 supereroi che invecchiano con lui sta rileggendo altri classici: dal dottor Jeckyl e Mister Hyde a i Viaggi di Gulliver, passando per Frankenstein, anche se lascia la porta aperta a un eventuale terzo capitolo della saga dei Moschettieri. E poi ne approfitta per ringraziare Franco Battiato per avergli concesso di poter utilizzare la canzone La Cura, all’interno di una delle sequenze più belle del film: “Sono felice perché sinora Franco aveva sempre negato a tutti la possibilità di utilizzare quella che ritengo la canzone d’amore d’antonomasia degli ultimi 30 anni".

È molto felice anche Sara Ciocca che veste i panni della piccola Ginevra. La giovanissima Ginevra ci dona un bellissimo messaggio: “Vorrei che il motto Tutti per 1 – 1 per tutti fosse condiviso tra le persone, le nazioni, i continenti. E Veronesi aggiunge: “Io i bambini li metterei in tutte le storie. C’è moltissimo  di me bambino in queste storie. Soprattutto in questa. Non a caso non pensavo di girare la sequenza iniziale con i bambini con la mascherina. Ma quando li ho visti arrivare con i genitori, ho capito che era un segno del destino. Perché con la mascherina, gli occhi sembrano più grandi e io volevo raccontare questo film proprio attraverso gli occhi di un bambino. “

Per quanto concerne il cast femminile Margherita Buy è di nuovo la regina d’Austria. L’attrice scherzosamente liquida così i suoi sodali: "Sono tre cialtroni, solo che oramai sono rimasti solo questi 3 vecchietti". La prima delle new entry, invece, è Anna Ferzetti (nella vita moglie di Pierfrancesco Favino). Nei panni di Enrichetta d’Inghilterra si è assai divertita: “È una sorta di cattiva delle favole e poi il regista mi ha voluto cambiare fisicamente, a partire dal colore dei capelli ed è sempre una bella sfida per un’attrice”. La stessa sorte è capitata a Giulia Michelin. Per interpretate TomTom, un incrocio tra un oracolo e un navigatore satellitare, Giulia ha dovuto sottoporsi a lunghe sedute di trucco prostetico, oltre a dover recitare perennemente scalza. E’ andata peggio, però, a Giulio Scarpati. Il suo personaggio è privo di un occhio, è gobbo, ha un uncino al posto della mano e una gamba di legno che si è pure rotta durante le riprese, scatenando il panico.

Insomma, girare "Tutti per 1 – 1 – per tutti" è stata davvero un’imprevedibile, emozionante e spassosa avventura. E crediamo sarà lo stesso per gli spettatori quando il 25 dicembre potranno vedere il film in esclusiva su Sky. In certe occasioni un film è davvero il modo migliore per festeggiare tutti insieme. E la pellicola di Veronesi è la giusta panacea per sorridere in occasione di un Natale così diverso da tutti i precedenti.

La trama del film 

Sempre goliardici ma più arrugginiti, tornano i Moschettieri D’Artagnan (Pierfrancesco Favino), Porthos (Valerio Mastandrea) e Athos (Rocco Papaleo), richiamati dalla Regina Anna d’Austria (Margherita Buy) per un’ultimissima missione segreta. Guidati stavolta da una singolare veggente di nome Tomtom (Giulia Michelini), si lanceranno in una nuova, mirabolante, avventura che intreccerà i destini della piccola Principessa Ginevra (Sara Ciocca), figlia di Enrichetta d’Inghilterra (Anna Ferzetti), e Buffon (Federico Ielapi), un giovanissimo e riccioluto orfanello. In un viaggio costellato di sfide di ogni genere e incontri fantastici, tra cui quello con Cyrano (Guido Caprino), si troveranno ad affrontare la più dura delle prove: scegliere tra la fedeltà alla Corona e quella all’amicizia.

Note di regia

"Questa seconda regia sui Moschettieri non ha fatto altro che consolidare l’entusiasmo con cui affronto questo genere di film. È davvero un sogno per un regista entrare per un anno nella macchina del tempo della proprio fantasia e divertirsi a raccontare con la macchina da presa le avventure, la magia, i duelli, l’epoca, e poter spaziare dal ‘600 alla realtà con la libertà che queste storie ti lasciano. Sono davvero fortunato a poter scegliere cosa fare, che tipo di film, perché per un regista credo che non ci sia cosa peggiore di quella di lavorare solo per lavorare. Questo è un mestiere che va fatto con grande libertà, i miei produttori di Indiana si fidano della mia spinta emotiva e mi seguono in queste avventure fantastiche. Forse se fossi nato in America, avrei fatto volentieri la regia di Batman, Harry Potter, I pirati dei Caraibi, sempre che in America ci siano produttori che ti lasciano libero. Ma non rimpiango nulla di tutto ciò perché farli in Italia è forse ancora più una scommessa, il mio impegno si trasforma in desiderio e la sua realizzazione è il massimo per me. Fare la regia dei Moschettieri mi ha fatto tornare a scuola, mi ha detto che non sono un eterno Peter Pan, queste sono fesserie, piuttosto sono un eterno viaggiatore del tempo, consapevole del fatto che non esiste nessun bambino dentro di me, anzi, c’è un quasi sessantenne che gioca con regole severe a un gioco per grandi che diverte anche i bambini."

Giovanni Veronesi

 

I PERSONAGGI

D’ARTAGNAN (Pierfrancesco Favino)

D’Artagnan è forse la migliore spada di Francia (o la seconda?), ha l’animo semplice e incantato di un fanciullo, inventa il mondo a immagine e somiglianza dei suoi sentimenti, e così fa col linguaggio, in quest’idioma misto di francese, creolo, sardo, marchigiano messi insieme da enormi quantità di refusi e neologismi. D’Art non capisce mai veramente dove si trovi né cosa debba fare, ma sa sempre “perché”: non lo guidano le mappe ma i suoi valori - la fedeltà alla Regina, la lealtà verso i suoi amici, il Codice Cavalleresco, il mito dell’Amor Cortese. Tra tutti i Moschettieri è quello che più profondamente “sente” la sincerità degli intenti amorosi di Uno. Per lui è disposto a tradire i suoi amici e perfino a tradire la Corona.

PORTHOS (Valerio Mastandrea)

Porthos è stato, ed è tutt’ora, il più forte di tutti. Disincantato fin dalla giovinezza, figuriamoci in vecchiaia, oggi diremmo “clinicamente depresso”, trova qui nell’incontro con Uno e con Tomtom tutto ciò - l’amore - che potrebbe scuoterlo dal suo cinico torpore e riportarlo alla felicità della lotta.

ATHOS (Rocco Papaleo)

Athos è il capo dei Moschettieri: l’autorità politica, il garante del loro giuramento al Regno. Acuto, colto, forse un po’ stanco di tutto e di tutti, attraversa la sua ultima missione travolto da una labirintite probabilmente psicosomatica che gli fa perdere ogni punto di riferimento geografico e morale. Resiste alla chiamata dell’avventura più a lungo di tutti ed è l’ultimo, tra tutti, a liberarsi del mantello crociato. Ma è anche quello che, quando lo fa, lo fa con autentica e sincera consapevolezza della fine del mondo in cui è cresciuto.

TOMTOM (Giulia Michelini)

Tomtom è una semplice vagabonda catturata e fatta impazzire dai tecnici del Louvre per farne un navigatore satellitare umano, oltre che una chiaroveggente. Matta come un cavallo ma capace di superpoteri futuristici, un misto di TomTom e Google accorpati in una sola mente antica, non potrebbe che innamorarsi di Porthos, l’unico che capisce segretamente il suo linguaggio e meno segretamente condivide la sua follia.

CYRANO (Guido Caprino)

Cyrano de Bergerac, poeta guascone e secondo spadaccino più forte di Francia (o il primo?), nel Seicento del film è passato in clandestinità e diventato il capo della Corte dei Miracoli, una banda di teatranti, irregolari e pseudoterroristi che semina il panico tra le campagne intorno a Parigi attaccando il potere e chi lo rappresenta. Antagonista naturale dei Moschettieri, diventerà qui il loro mentore e forse addirittura il salvatore.

ENRICHETTA D’INGHILTERRA (Anna Ferzetti)

Enrichetta è il male che non sa di essere tale, l’abuso di potere e la trama di palazzo fatti persona. Per il bene dell’Ancien Régime è disposta perfino a compromettere per sempre la felicità di sua figlia. Ha sofferto lei, Enrichetta, perché non dovrebbe soffrire anche Ginevra? In fondo, è solo la pedagogia dell’epoca.

UNO/BUFFON (Federico Ielapi)

Uno nella realtà si chiama Antonio. Bimbo timido, sognatore, forse futuro scrittore, innamorato anima e corpo di Ginevra, antagonista naturale del mondo degli adulti che gliela vuole portar via. Appassionato lettore di fiabe e di cappa e spada, si rifugia nel mondo dei Moschettieri per ottenere giustizia, e scopre che perfino il mondo della fantasia è governato dalla “realpolitik” e dalle leggi degli adulti.

PRINCIPESSA GINEVRA (Sara Ciocca)

Ginevra è più grande di Uno quel tanto che basta per volergli bene quanto gliene vuole lui, ma sentire più di lui la chiamata delle responsabilità del mondo degli adulti. È questo, se non altro, a metterla nella condizione di “dover essere salvata”: da sola non si salverebbe mai: troppo intelligente e troppo responsabile per rifiutare il suo destino, così nella fantasia come nella realtà.

REGINA ANNA D’AUSTRIA (Margerita Buy)

La Regina Anna è la ragion di Stato che vorrebbe tanto sragionare ma non può, la madre putativa di D’Artagnan che vorrebbe tanto diventarne amante ma non può, la zia adorante di Ginevra che vorrebbe tanto proteggerla dalla severità della Storia ma non può. Insomma, la donna più potente della nazione, più potente del mondo che nulla può, almeno di ciò che vorrebbe veramente.

BEGHELÌ (Giulio Scarpati)

Beghelì ha tutto il ‘600 addosso: nell’occhio di vetro, nell’uncino al posto della mano, nella gamba di legno, nelle mille cicatrici. Secolo duro, molto duro, che pure non è riuscito a indurirgli l’animo abbastanza da trattenerlo dall’intervenire in aiuto di Uno proprio quando quello ne ha più bisogno.

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