Christopher Nolan non vuole le sedie sul set: ecco perché

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Non solo i cellulari: il regista di “Interstellar” non vuole neppure le sedie. Il motivo? L’ha spiegato Anne Hathaway

È una confessione decisamente originale, quella che Anne Hathaway ha fatto su Christopher Nolan.

Il regista britannico (tra i cineasti più influenti e acclamati del XXI secolo, nonché uno dei registi con maggiori incassi nella storia del cinema), sul set, non vuole alcuna sedia. Il motivo? È presto detto.

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Anne Hathaway per Christopher Nolan ha recitato diverse volte: era nel cast de “Il cavaliere oscuro - Il ritorno”, e anche di “Interstellar”. Ora, in occasione della reunion (virtuale) di “Les Miserables”, ha parlato del regista insieme a Hugh Jackman.

«Ci sono due registi con cui ho lavorato che non vogliono cellulari sul set, Darren Aronofsky e Denis Villeneuve. Entrambi per lo stesso motivo: l’intenzionalità, la capacità di rimanere concentrati il più intensamente possibile su un obiettivo o su un'idea. Entrambi considerano lo spazio sacro. Se hai un cellulare, questo dissiperà l’energia» ha raccontato Jackman. A quel punto, è intervenuta la Hathaway: «Non vorrei contraddirti, ma hai lavorato con tre registi che non vogliono cellulari: c’è anche Christopher Nolan», l’ha interrotto.

Non solo: Anne Hathaway ha spiegato che, Christopher Nolan, non vuole neppure le sedie sul set. «Il motivo? Se ci sono sedie le persone ci si siederanno sopra, e se ci si siedono sopra significa che non stanno lavorando. Nolan realizza dei film incredibili, ambiziosi sia tecnicamente che emotivamente. Riesce sempre ad arrivare alla fine delle riprese senza un giorno di ritardo e senza sforare il budget. Credo che abbia qualcosa a che fare con l’assenza di sedie sul set», ha raccontato l’attrice, che ha anche spiegato perché Nolan sia uno tra i suoi registi del cuore. In particolare, Anne ama il suo approccio cinematografico: un approccio sintetico, nonostante i suoi film siano così colossali. «È una combinazione dell’essere veramente convinti di ciò che si sta facendo ed essere così ispirati», ha detto.

Non solo Nolan: le stranezze dei registi

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Ma, Christopher Nolan, non è l’unico regista ad avere le sue stranezze. O, per meglio dire, le sue particolarità. Quentin Tarantino ad esempio ha uno stile davvero unico: il suo marchio di fabbrica è rappresentato dalla trunk shot, la ripresa dal bagagliaio di una macchina, usata in numerosissimi film come “Le Iene”, “Pulp Fiction” e “Bastardi senza gloria”. Robert Zemeckis, invece, sul set beve solo acqua minerale ricavata direttamente dai depositi artesiani, ad una profondità di 1500 metri.

Steven Spielberg, fin dai tempi de “Lo Squalo”, non è invece mai presente all’ultima ripresa: durante quel film, pensava che il cast si fosse accordato per gettarlo in acqua e festeggiare. Ma, da quel momento, divenne una vera e propria tradizione. Stanley Kubrick era uno tra i più difficili registi con cui lavorare, data la sua ossessione per i dettagli e per i tempi biblici (spesso litigava con cameraman e direttori della fotografia, in quanto pretendeva di fare anche il loro lavoro). Al contrario, Woody Allen ama lasciare liberi i suoi attori: consente loro di cambiare le battute, a patto che il significato della scena rimanga lo stesso.

Tuttavia, l’assenza di sedie di Christopher Nolan è proprio una tra le stranezze più curiose.

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